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TERREMOTO 26 OTTOBRE: GEOLOGI INSUBRIA AL LAVORO PER RILEVAMENTI SU TERRENO E ACQUE

Varese, 27 ottobre 2016 – La sequenza sismica che ha interessato l’Italia Centrale lo scorso 24 agosto ha innescato la rottura di un nuovo segmento che costituisce la terminazione nord nord ovest della Faglia del Vettore. Due forti scosse sono state, infatti, registrate ieri sera, a partire dalle 19.10, tra Visso, Ussita, Preci e Castel Sant’Angelo sul Nera.

La migrazione dell’attività sismica verso NNW con questi due forti episodi, e con gli oltre 200 eventi avvenuti in seguito, porterà a una nuova fase di assestamento, in cui la sismicità potrà continuare per settimane/mesi.

Il comportamento di questa sequenza sismica, in cui la seconda scossa ha riportato una magnitudo maggiore rispetto alla prima (5.4 ore 19:10; 5.9 ore 21:18), non costituisce una novità, e deve essere confrontato con la sequenza sismica del 1997 a Colfiorito. Infatti, il 26 settembre 1997, si verificò una situazione analoga: una prima scossa di magnitudo 5.8 nella notte (ore 2:33), seguita da una seconda di magnitudo 6.1 (ore 11:42). L’unica differenza consiste nel fatto che durante la sequenza di Colfiorito la sismicità migrò verso SSE, mentre la nuova sequenza sismica si sta spostando verso NNW. Il settore di Visso-Ussita è ubicato pochi km a NE di quello di Sellano-Preci, interessato il 14 ottobre 1997 da un evento di Mw 5.5 legato all’evoluzione della sequenza sismica di Colfiorito.

Il Gruppo di ricerca di Geologia e Chimica Ambientale del Dipartimento di Scienza e Alta Tecnologia dell’Università degli Studi dell’Insubria è già in contatto con i colleghi dell’ISPRA, della Birbeck University of London e dell’Università di Leeds per pianificare i nuovi rilevamenti sul terreno. Il dottor Franz Livio oggi è a Roma, anche per coordinare le attività in funzione delle esigenze del Dipartimento della Protezione Civile. Saranno in particolare misurate eventuali riattivazioni delle rotture superficiali prodotte il 24 agosto lungo le scarpate del Monte Vettore. Inoltre, sarà campionata l’acqua delle sorgenti lungo la zona di faglia, già analizzate ripetutamente nei mesi scorsi, e che hanno certamente subito variazioni chimico-fisiche rilevanti. I forti terremoti di ieri sono infatti centrati su Castel Sant’Angelo sul Nera, dove è ubicato un importante gruppo di sorgenti da cui prende origine il corso della Nera, il principale corso d’acqua di questa parte dell’Appennino Umbro-Marchigiano.

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