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PCI. A Roma sabato 25 febbraio il Convegno contro l’UE e per l’unità sovranazionale dei comunisti

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Locandina Convegno PCI a Roma il 25 febbraio
Locandina Convegno PCI a Roma il 25 febbraio

IL GIORNO E’ ARRIVATO! Tutte e tutti a Roma, sabato 25 febbraio, al Convegno contro l’UE e per l’unità sovranazionale dei comunisti

di Fosco Giannini, segreteria nazionale PCI, responsabile Dipartimento Esteri – Il “giorno”, quello per cui abbiamo lavorato tanto, è ormai vicino. Sabato prossimo, 25 febbraio, a Roma, presso l’hotel Universo, via Principe Amedeo 5b, dalle ore 10.30 sino alle 18.30, si terrà il Convegno che il PCI ha voluto con tutte le sue forze e il cui titolo evoca un intero programma : “ I Comunisti e l’Unione Europea- Per una critica radicale alle politiche liberiste e per l’unità sovranazionale delle lotte dei comunisti”. Al Convegno parteciperanno il compagno Agostinho Lopes, del Comitato Centrale del Partito Comunista Portoghese; il compagno Charis Polycarpou, del Comitato Centrale e dell’Ufficio Economico dell’Akel ( Partito Progressista dei Lavoratori) di Cipro; la compagna Viktoriia Georghevska, responsabile del Dipartimento Esteri del Partito Comunista Ucraino; la compagna Veronika Yukhina, responsabile del Dipartimento Esteri del Partito Comunista di Lughansk ( Donbass); un dirigente nazionale del Partito Comunista di Spagna e un dirigente nazionale del Partito della Rifondazione Comunista.

Interverranno al Convegno alcuni economisti italiani, marxisti e comunisti: Emiliano Brancaccio (anche autore, tra le altre opere, di “L’austerità è di destra e sta distruggendo l’Europa”); Sergio Cesaratto (ultimo libro: “Sei lezioni di economia – Conoscenze necessarie per capire la crisi più lunga ( e come uscirne)”; Luciano Vasapollo ( della Rete dei Comunisti, autore, tra l’altro, assieme a Joaquin Arriola de “La dolce maschera dell’Europa. Per una critica delle politiche economiche neoliberiste”; Domenico Moro, del PRC, autore, tra l’altro, dell’opera “Club Bilderberg: Gli uomini che comandano il mondo”.

Il Convegno sarà introdotto dal compagno Bruno Steri, della segreteria nazionale del PCI e responsabile del Dipartimento Economia e Finanza e sarà concluso dal segretario nazionale del PCI, Mauro Alboresi.

Sarà presieduto e coordinato dal compagno Francesco Maringiò, della Direzione Nazionale del PCI e coordinatore politico del Dipartimento Esteri. Chi scrive – responsabile nazionale del Dipartimento Esteri del PCI- presenterà il progetto politico del Convegno.

Il PCI sa bene che il più grande pericolo per la pace mondiale e per l’intera umanità è oggi rappresentato – oggi più che mai – dagli Stati Uniti d’America, dall’imperialismo nordamericano e dal suo braccio armato: la NATO. Ed è a partire da questa consapevolezza che il PCI mette al primo punto della sua agenda strategica la lotta contro l’imperialismo statunitense ( che tale rimane, da Obama a Trump), contro le sue pulsioni mondiali di guerra e di dominio e si batte per l’uscita dell’Italia dalla NATO e delle basi USA e NATO dall’Italia.

Ma il PCI sa altrettanto bene che un altro polo imperialista si va aggiungendo, nel quadro mondiale, agli due poli imperialisti da molto tempo consolidati ( USA e Giappone) e questo terzo polo neo imperialista è l’Unione Europea.

Il PCI ritiene che l’UE non era all’ordine del giorno della storia e che l’accelerazione del suo processo di costruzione era ed è funzionale soltanto agli interessi del grande capitale transnazionale europeo, che – per diventare competitivo nella lotta interimperialistica per la conquista dei mercati mondiali e nella lotta contro i BRICS – doveva e deve abbattere in modo omogeneo ( su scala continentale europea) il costo del lavoro, i salari, i diritti, lo stato sociale e ogni resistenza democratica, politica e istituzionale.

Con il Trattato di Maastricht, con quello di Lisbona, con le politiche duramente liberiste imposte su scala continentale, con il dominio della Banca Centrale Europea e attraverso la “germanizzazione” dell’intera UE, l’obiettivo del grande capitale transnazionale – collocare stabilmente l’intera forza lavoro europea nel mercato inferiore del lavoro; liberare gli Stati europei dal “peso” del welfare; privatizzare il più possibile l’economia, la produzione, il credito – questo obiettivo, anche grazie al ruolo iperliberista svolto dall’Euro, dall’unica moneta al mondo senza Stato, è stato raggiunto.

La misera, assoluta e relativa, è divenuta di massa su scala sovranazionale; così come la disoccupazione e l’inoccupazione. Le garanzie sociali sono state messe in fortissima discussione, specie nei Paesi già più deboli. La democrazia è stata attaccata in tanti Paesi Ue; le Costituzioni nate dalle lotte antifasciste sono state manomesse e minacciate. Tutto ciò assieme ad un progetto UE volto ad una nuova militarizzazione che sbocchi nell’esercito europeo. Naturalmente sotto il dominio della NATO.

Per tutte queste ragioni il PCI ritiene che la lotta contro il neoimperialismo dell’UE sia una lotta centrale, come centrale dev’essere la lotta contro l’esercito europeo in costruzione. Il PCI crede che l’UE sia irriformabile e giudica sbagliate le battaglie volte solamente a modificazioni interne all’UE. L’UE e l’Euro non sono un prodotto irreversibile del Destino o della Natura e i popoli, dalle dittature dell’UE e dell’Euro, debbono e possono liberarsi.

Ma i popoli, l’intera classe lavoratrice dell’UE, sono di fronte ad un grande problema di fase: mentre il grande capitale transnazionale europeo ha raggiunto una significativa unità progettuale e d’azione ( unità che s’incarna proprio nelle istituzioni, nella politica generale liberista e nella Banca Centrale dell’UE) essi – popoli e lavoratori dell’UE – sono ancora terribilmente divisi e lontani. E ciò inficia , impedisce la loro lotta transnazionale anticapitalistica.

Abbiamo bisogno come il pane che le lotte sovranazionali anticapitalistiche si uniscano, abbiamo bisogno che i comunisti dell’UE si uniscano nella lotta sovranazionale e che la loro unità sia il perno dell’unità di lotta delle forze della sinistra anticapitalistica e delle forze sindacali di classe.

Da ciò il senso del Convegno contro l’Unione Europea che il PCI ha organizzato a Roma: stringere ancor più i rapporti tra i Partiti Comunisti d’Europa, sollecitare tra essi il confronto politico nell’obiettivo strategico di una lotta comune sovranazionale anticapitalistica.

L’internazionalismo, l’antimperialismo, l’obiettivo del socialismo saranno i cardini attorno ai quali – vogliamo – si dovrà costruire l’unità della lotta contro l’Unione Europea nata dal manifesto liberista di Maastricht.

Per tutto ciò occorre essere tanti e tante, a Roma, sabato prossimo, il 25 febbraio, al nostro Convegno contro l’UE e per l’unità continentale dei comunisti. Ogni presenza sarà una presenza militante e darà un grande contributo al progetto di lotta.

A sabato, dunque!

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