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Sempre più “e-shopper” e “smart worker”: comprare e lavorare a colpi di clic

Uno degli effetti più dirompenti della digitalizzazione, che nel giro di appena trent’anni ha completamente trasformato il modo di produrre, distribuire e consumare, è sicuramente l’annullamento delle barriere geografiche e culturali, con un aumento esponenziale della circolazione della conoscenza e dei beni materiali. Le opportunità di sviluppo per le aziende e per i nuovi progetti imprenditoriali centrati sull’utilizzo delle nuove tecnologie sono oggi enormi e non hanno precedenti nella storia umana. Spesso, le figure tradizionali di consumatore e produttore tendono a confondersi e mal si adattano ai tipici concetti delle teorie economiche risalenti all’epoca dell’industrializzazione.

La connessione telematica globalizzata e lo sviluppo di dispositivi e software sempre più complessi, ma allo stesso tempo sempre più facili da usare, hanno cambiato per sempre il modo di consumare. Grazie allo sviluppo dell’”e-commerce”, ognuno di noi può acquistare in tempo reale prodotti e servizi senza intermediari e senza uscire di casa. Fare la spesa, comprare abiti in negozi virtuali su siti web che hanno sede in qualunque parte del mondo, prenotare viaggi e vacanze, sottoscrivere abbonamenti a pagamento a riviste o a operatori che trasmettono eventi sportivi dal vivo o contenuti audiovisivi e giocare sui siti di casinò online in Italia sono tutte attività che oggi ognuno di noi può realizzare in pochi secondi attraverso una manciata di clic. 

Source: Unsplash.

Ma quello del consumo non è l’unico ambito economico che è stato completamente ridefinito dalla rivoluzione digitale. C’è, infatti, un altro grande settore che negli ultimi anni sta vivendo una trasformazione epocale. Stiamo parlando, naturalmente, del mondo del lavoro. Grazie alle nuove forme flessibili e praticabili “a distanza”, rese possibili dalla diffusione capillare delle tecnologie digitali, il nuovo modello dello “smart working” si sta affermando anche in Italia. Le grandi compagnie multinazionali di servizi digitali, come Facebook o Google, sono state pioniere nell’incentivare questa modalità. Già da diverso tempo, infatti, questi colossi hanno impostato la loro politica lavorativa sul raggiungimento dei risultanti anziché sul numero di ore lavorate e sempre più aziende nel mondo stanno seguendo il loro esempio. A questo proposito, qualche anno fa, Larry Page, uno dei soci fondatori di Google, affermò che nel lavoro è più importante la qualità rispetto alla quantità e che la tendenza, in futuro, sarà quella di lavorare sempre meno ore.

Source: Unsplash.

Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, che studia l’evoluzione di questo fenomeno nel nostro Paese, il numero dei lavoratori che hanno l’opportunità di scegliere autonomamente le proprie modalità di lavoro rispetto a luogo, orario e strumenti da utilizzare nell’espletazione delle proprie funzioni professionali sta aumentando anno dopo anno. In Italia, nel 2019, i cosiddetti smart worker sono stati 570.000, contro i 480.000 del 2018. Uno dei principali vantaggi associati a questo modello di lavoro rilevato dallo studio è il “clima di fiducia e autonomia” che si traduce in conseguenze positive sulle relazioni con i propri colleghi e con i propri superiori. Secondo un altro studio recente, il 64,5% delle aziende che utilizzano lo smart working ha dichiarato che i propri dipendenti hanno apprezzato questa modalità di lavoro. Tra i vantaggi maggiormente graditi dai lavoratori ci sono il risparmio di tempo per gli spostamenti da casa all’ufficio e viceversa (49%) e gli orari flessibili (19,5%).

Grazie a reti di comunicazione sempre più veloci e sicure, oggi i concetti di tempo e di spazio sembrano essere sfumati. Cliccando semplicemente su un link o su una immagine, possiamo percorrere virtualmente migliaia di chilometri e accedere in tempo reale a una quantità praticamente infinita di informazioni e di prodotti, a costi sempre più bassi. Il mondo del consumo e quello del lavoro si stanno adattando a questa nuova realtà e quello che si profila all’orizzonte è un futuro di e-shopper e smart worker globali.

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Di Redazione

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