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Euro 2020, Italia: rivivremo “notti magiche” all’Olimpico?

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Non saranno paragonabili alle “Notti Magiche” di trent’anni fa, quando l’Italia organizzò il Mondiale di calcio regalando momenti di grande euforia ai propri abitanti. Ma dopo sei lustri, il Belpaese torna ad ospitare una parte della fase finale di una grande manifestazione calcistica: gli Europei di Calcio. I primi, nella storia, itineranti, che andranno a toccare diverse nazioni del Vecchio Continente. Ed il ruolo della nostra nazione, non sarà certo marginale. All’Olimpico di Roma, infatti, si disputeranno ben quattro incontri, fra cui quello inaugurale ed un quarto di finale, prima che la carovana europea, in pieno “FA Cup style”, traslochi definitivamente a Wembley per semifinale e finalissima.

Italia, sarà ancora gloria dopo l’all-in nel girone di qualificazione?

In tutto lo Stivale, di conseguenza, c’è grande attesa per vedere cosa combineranno gli Azzurri, che sono attesi ad un pronto riscatto dopo la clamorosa mancata qualificazione al mondiale russo dello scorso anno. Uno smacco che grazie al calore dello Stadio Olimpico, teatro dei primi tre match della Nazionale, potrebbe essere cancellato definitivamente dagli uomini di Mancini, reduci da un girone di qualificazione strepitoso come mai nella storia azzurra: dieci vittorie in altrettante partite disputate. Un “all in” degno dei migliori casino legali, dov’è possibile divertirsi in sicurezza e consapevolezza, che negli altri gironi è stato replicato dal solo Belgio, compagine che, attualmente, occupa il primo posto nel Raking FIFA.

Un cammino virtuoso che, indispensabilmente, deve proseguire anche nella fase finale dell’Europeo. L’urna di Bucarest, protagonista del sorteggio più guidato e tortuoso della storia del calcio, ha arriso agli uomini di Mancini, che hanno evitato alcune compagini di grandissimo richiamo come Francia e Portogallo, toccate in sorte ai “cugini” tedeschi.

Nel Gruppo A, infatti, l’Italia se la dovrà vedere contro Svizzera, Turchia e Galles, squadre teoricamente abbordabili. Ma che nascondono, comunque, diverse insidie. La prima avversaria sulla strada degli uomini di Mancini, è la Turchia di Senol Gunes, tecnico che, lo scorso febbraio, è subentrato a Mircea Lucescu centrando l’obiettivo qualificazione. Non mancano individualità di spicco alla squadra turca, forse un po’ troppo sottovalutata dagli addetti ai lavori. Oltre agli “italiani” Demiral, Calhanoglu e Under, il c.t. turco, solito schierare la propria squadra col 4-3-3, può fare affidamento su un giovane difensore centrale di grande temperamento come Soyuncu (Leicester), oltre ad un ficcante esterno come Tosun ed una punta di grande esperienza ed affidamento corrispondente al nome di Yilmaz.

La solidità svizzera e l’estro gallese, fattori da non prendere sottogamba 

Dopo l’esordio contro i turchi, gli uomini di Mancini affronteranno la Svizzera, che nell’ultimo decennio, grazie anche alla crescita di svariati talenti, alberga stabilmente nell’elite del calcio mondiale, giocando il ruolo di pericolosissima mina vagante ad ogni fase finale delle più importanti manifestazioni calcistiche per nazionali. A guidare gli elvetici sarà ancora Vlado Petkovic, restato nel cuore dei tifosi laziali per aver vinto la Coppa Italia in una finale all’ultimo sangue contro la Roma. Il tecnico serbo può contare sulla grande tecnica, mai troppo continua a dire il vero, di Shaqiri e alla sapiente guida a centrocampo di Xhaka, anche se lo svizzero più in evidenza in quest’avvio di stagione ha un altro nome: Akanji, centrale difensivo reinventato esterno basso, con risultati decisamente eccellenti, da Lucien Favre nel Borussia Dortmund. Da segnalare anche la presenza di due calciatori che militano nel nostro campionato: Ricardo Rodriguez, finito ai margini del Milan dopo l’esplosione di Theo Hernandez, e Remo Frauler, eclettico centrocampista della splendida Atalanta di Gasperini.

L’ultimo impegno della nostra nazionale, invece, sarà contro il Galles di Ryan Giggs, leggenda del calcio gallese che, da qualche anno, ha intrapreso la carriera di allenatore, fin qui con risultati altalenanti. Dopo la clamorosa semifinale centrata agli Europei di quattro anni fa in Francia, la compagine gallese si presenta nel ruolo di “guastafeste“, con rinnovate ambizioni di poter essere nuovamente protagonista anche in quest’edizione. Tutto, per quanto ovvio, dipenderà dallo stato di forma di Gareth Bale. Nonostante non abbia più lo spunto e la straripante forza fisica di alcune stagioni fa, il giocatore di Real Madrid è uno dei pochi calciatori, a livello continentale, che può determinare il risultato. L’Italia parte coi favori del pronostico. Ma sottovalutare queste compagini, alle quali il talento non fa certo difetto, potrebbe risultare fatale. Umiltà, testa bassa e pedalare: solo con queste caratteristiche, gli uomini di Mancini potranno agevolmente passare il turno.

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