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Isis diffonde video integrale della decapitazione di Kenji Goto

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Il governo giapponese non ce l’ha fatta a salvare la vita dell’altro suo cittadino. Dopo la decapitazione di Haruna Yukawa, l’Isis ha diffuso il video integrale della decapitazione anche dell’altro giapponese, Kenji Goto.
Il tragico video mostra la solita macabra sceneggiatura con in primo piano John il jihadista, probabilmente di origine britannica che prima di procedere alla decapitazione ha pronunciato queste parole rivolte al governo giapponese di Shinzo Abe: “Voi, insieme ai vostri stupidi alleati, non avete capito che siamo assetati del vostro sangue”; “voi giapponesi, come i vostri stupidi alleati nella coalizione satanica, dovete ancora capire che noi, per grazia di Allah, siamo un califfato islamico con autorità e potere, un intero esercito assetato del vostro sangue”.

[easy_ad_inject_1]Dal canto suo il governo giapponese attraverso il suo portavoce, Yoshihide Suga, nel condannare il gesto ritiene “altamente probabile” l’autenticità del video integrale attribuito ai miliziani dell’Isis che mostra l’esecuzione dell’ostaggio giapponese Kenji Goto.
Forte condanna anche da parte del Presidente USA Obama secondo il quale “Gli Stati Uniti condannano la brutale uccisione del giapponese Kenji Goto” e plaude al deciso impegno del Giappone per la pace in Medio Oriente e a livello globale, inclusa l’assistenza agli innocenti colpiti dai conflitti nell’area. “Insieme a un’ampia coalizione di alleati, gli Stati Uniti continueranno a prendere azioni decisive contro l’Isis”, ha detto Obama.

Nelle mani dell’Isis resta il pilota catturato lo scorso dicembre dopo lo schianto del suo jet in Siria, durante una missione contro l’Isis, per il quale il suo Paese, la Giordania, attraverso il portavoce del governo di Amman, si dice “determinata a fare tutto” il possibile per salvare il suo pilota ostaggio dei jihadisti dello Stato Islamico (Isis).
La contropartita chiesta dall’Isis per la liberazione del giovane pilota è lo scambio con la terrorista irachena Sajida al-Rishaw attualmente detenuta proprio in Giordania.

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