Home Economia Pensioni: Decreto Fiscale sui fondi pensione. Unimpresa: “Rischio di penalizzazione”

Pensioni: Decreto Fiscale sui fondi pensione. Unimpresa: “Rischio di penalizzazione”

Il governo sta per approvare un decreto che potrebbe compromettere l'efficacia dei fondi pensione, un tassello chiave nei piani di ristrutturazione aziendale.

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Impatto del Nuovo Decreto Fiscale sui Fondi Pensione: Rischio di Penalizzazione. Un Rischio per la Previdenza Complementare

La strategia fiscale del governo italiano è sotto osservazione per le possibili ripercussioni negative sui fondi pensione, fondamentali per le aziende in fase di ristrutturazione e per i lavoratori che si avvicinano al pensionamento. Un decreto legislativo, attualmente in esame dal Consiglio dei Ministri, contiene disposizioni che potrebbero limitare significativamente la previdenza complementare.

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La preoccupazione nasce dall’analisi del Centro studi di Unimpresa che ha esaminato la bozza del decreto legislativo, una delle misure attuative della delega fiscale. In particolare, la norma riguardante la Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA) è al centro delle attenzioni. Questo strumento, finora molto utilizzato sia nel settore pubblico sia in quello privato, permetteva un significativo vantaggio fiscale agli esodati e ai pensionati anticipati, favorendo un più agevole passaggio dal lavoro alla pensione attraverso una liquidazione vantaggiosa delle posizioni nei fondi pensione.

La normativa proposta, che entrerà in vigore a partire dal 1° gennaio 2025, prevede che la RITA sarà riconosciuta solo in caso di cessazione del rapporto di lavoro per cause non legate al raggiungimento dei requisiti pensionistici. Questa restrizione minaccia di escludere molti beneficiari attuali e futuri, compromettendo la funzione di sostegno dei fondi pensione in contesti di esodo o pensionamento anticipato.

Il decreto, se approvato nella sua forma attuale, segnerebbe quindi la fine di un’era per la RITA, eliminando il regime fiscale favorevole precedentemente applicabile. Un cambiamento di questa portata potrebbe avere conseguenze severe non solo per gli individui direttamente interessati, ma anche per l’intero sistema di previdenza complementare, vitale per la stabilità finanziaria di pensionati e aziende italiane.

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