Home Economia Robeco: Gli SDG al primo tempo: abbiamo bisogno di più goal

Robeco: Gli SDG al primo tempo: abbiamo bisogno di più goal

Jan Anton van Zanten, SDG Strategist di Robeco
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a cura di Jan Anton van Zanten, SDG Strategist di Robeco

Gli SDG sono stati criticati fin dall’inizio e per una moltitudine di motivi. Al momento della loro introduzione, alcuni ritenevano che ci fossero troppi SDG e altri che ce ne fossero troppo pochi. Alcuni hanno criticato lo spirito astratto di questi obiettivi, che non prevede meccanismi di applicazione reali.

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Un altro grande problema è che i progressi nel raggiungimento degli SDG sono stati troppo lenti. Nessun Paese si trova sulla strada giusta per raggiungerli entro il 2030, in parte a causa del Covid-19, che ha portato a uno stallo o addirittura a un’inversione di tendenza nel perseguimento di alcuni obiettivi.

Al di là della pandemia, ciò che ora è particolarmente preoccupante sono le tendenze negative sugli SDG incentrati sull’ambiente. Se non affrontiamo il cambiamento climatico e non blocchiamo la perdita di biodiversità, come previsto da tre degli obiettivi, è improbabile che riusciremo a raggiungere gli altri SDG, dato che tutti i sistemi sociali dipendono dall’ambiente naturale.

Queste critiche evidenziano i problemi reali degli SDG ma non inficiano le loro premesse di fondo. La definizione di obiettivi globali rimane un metodo profondo per dare forma alla sostenibilità. Per la prima volta nella storia, il mondo ha un piano condiviso per creare un mondo migliore, basato su obiettivi tangibili.

In un mondo in cui miliardi di persone non hanno a disposizione i beni di prima necessità e il cui ambiente naturale si sta rapidamente deteriorando a causa dei cambiamenti climatici, della perdita di biodiversità e dell’inquinamento, creare un mondo migliore non è una chimera.

Tuttavia, significa necessariamente occuparsi di numerose questioni contemporaneamente, trovando un equilibrio ottimale tra di esse e dando loro maggior peso.

Investire e impegnarsi per gli SDG

Alla fine, gli SDG richiedono anche il sostegno degli investitori. In generale, gli investitori hanno due leve a disposizione: l’allocazione del capitale e l’azionariato attivo.

In primo luogo, gli investitori possono sostenere gli SDG assegnando i finanziamenti alle aziende che contribuiscono positivamente agli SDG, prendendo le distanze da quelle che, al contrario, possono peggiorarne il progresso. Poiché a tal fine è necessario conoscere l’impatto di ciascuna società del nostro universo di investimento su tali obiettivi, nel 2017 Robeco ha creato il proprio SDG Framework. Con questo SDG Framework possiamo assegnare un punteggio ai contributi positivi e negativi delle società agli obiettivi globali per valutare la loro idoneità agli investimenti.

In secondo luogo, gli investitori possono impegnarsi con le società in cui investono e utilizzare il proprio potere di voto per sostenere (o bocciare) il comportamento delle aziende in relazione agli SDG. Questo approccio combina la gestione attiva con la active ownership, che può rappresentare una risorsa significativa, in particolare con le aziende le cui attività danneggiano il raggiungimento di alcuni degli obiettivi.

La strada giusta: andare avanti

In conclusione, riteniamo che, sebbene molte di queste critiche sugli SDG siano valide, la conclusione non dovrebbe essere quella di abbandonare gli obiettivi. Al contrario, dovremmo rivalutare se le azioni che intraprendiamo abbiano un impatto positivo e come migliorarlo.

Il cambiamento climatico, la perdita di biodiversità, la povertà, la disuguaglianza e la necessità di assistenza sanitaria sono problemi reali. Gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile sono un’iniziativa globale per raccogliere il sostegno di tutte le componenti della società – governi, imprese e società civile – per affrontare queste sfide. Eliminare gli SDG non risolverà questi problemi reali; mantenerli può essere uno stimolo per affrontare queste sfide.

Quindi, iniziamo a trattare gli SDG come qualcosa di più di una semplice lista dei desideri. Apprezziamo la loro complessità, costruiamo politiche migliori per attuarli… e andiamo avanti!

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