Elezioni USA. L’alta inflazione potrebbe indebolire il sostegno ai Democratici, rendendo più complicato il processo decisionale

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A cura di Thomas Costerg, Senior US Economist di Pictet Wealth Management.

I sondaggi attuali suggeriscono che il Partito Democratico potrebbe perdere la maggioranza della Camera dei Rappresentanti al Congresso nelle elezioni di metà mandato di novembre.

L’inflazione elevata è un macigno attorno al collo dei Democratici, soprattutto perché i redditi non hanno tenuto il ritmo dell’aumento dei prezzi.

Un Congresso bloccato potrebbe complicare le risposte politiche e ritardare il sostegno tanto necessario in caso di una dura recessione (non è il nostro scenario principale).

L’elevata polarizzazione politica negli Stati Uniti potrebbe comportare ulteriori battaglie sulle scadenze del tetto del debito e sui rinnovi del bilancio federale qualora i Repubblicani dovessero riconquistare la maggioranza alla Camera.

È probabile che la Federal Reserve continui a inasprire la politica monetaria anche dopo le elezioni di metà mandato, concentrandosi su un’inflazione core CPI ostinata e su una crescita occupazionale resistente. Il rischio di un errore nella politica monetaria è elevato, dato l’effetto ritardato degli aumenti dei tassi d’interesse sulla crescita del PIL e l’evaporazione della liquidità del mercato dovuta, in parte, al quantitative tightening (QT).

Storicamente, i mercati azionari tendono a registrare una spinta a metà mandato, dopo le elezioni. Ma questo effetto svanisce se si considerano solo i periodi elettorali in cui la Fed è in modalità di rialzo dei tassi.


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