Tag: Sigaretta elettronica

  • Stretta sul fumo di sigaretta ed e-cig: le associazioni di pazienti con tumore condividono e appoggiano le scelte del Ministero della Salute

    Stretta sul fumo di sigaretta ed e-cig: le associazioni di pazienti con tumore condividono e appoggiano le scelte del Ministero della Salute

    Roma, 20 gennaio 2023 – Oggi un italiano su 4 fuma e chi fuma ha un rischio decuplicato per diverse malattie, in particolare tumori del polmone e delle alte vie respiratorie. La nuova e pesante stretta in arrivo sul fumo di sigaretta, annunciata in questi giorni dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha deciso di aggiornare e ampliare la Legge 3/2003, è una vera e propria guerra al tabagismo, in linea con quanto sostiene il Piano Europeo contro il cancro 2021, che si propone di creare una generazione di cittadini libera dal fumo entro il 2040, con meno del 5% della popolazione consumatrice di tabacco.

    Il Gruppo “La salute: un bene da difendere, un diritto da promuovere”, da anni al fianco delle persone con tumore per tutelarne i diritti, scende in campo ancora una volta e sulla “questione” fumo rifiuta qualunque alibi e si schiera dalla parte del Ministero della Salute nella lotta al vizio del fumo.

    «Apprezziamo molto le scelte decise dal Ministro Schillaci in merito al fumo di sigaretta, sia tradizionale che elettronica – dichiara Annamaria Mancuso, Presidente Salute Donna Onlus e Coordinatrice del Gruppo – condividiamo e appoggiamo appieno queste azioni, perché già da tempo le Associazioni che aderiscono al nostro progetto e si occupano di oncologia promuovono stili di vita corretti, soprattutto tra i giovani, per evitare che da adulti si ammalino di patologie gravi, anche incurabili. A volte, come nel caso della lotta al fumo, è necessario scegliere la strada del divieto e della limitazione, per far capire ai ragazzi quanto il tabacco è pericoloso per la salute individuale e collettiva. Ben venga l’estensione del divieto all’aperto in presenza di bambini e donne in gravidanza, la limitazione alle sigarette elettroniche e ai prodotti del tabacco riscaldati, l’eliminazione delle sale fumatori nei locali chiusi e l’estensione del divieto di pubblicità ai prodotti contenenti nicotina. Noi non vogliamo colpevolizzare i fumatori, anzi, vogliamo salvaguardare la loro salute e quella di chi non fuma. Il fumo crea dipendenza dalla quale è quasi impossibile uscire senza l’aiuto di esperti. Auspichiamo, quindi, che il Ministro della Salute Schillaci voglia anche potenziare i Centri antifumo laddove mancano e disincentivare i potenziali nuovi fumatori con politiche di riduzione del rischio».

    Il numero dei fumatori è in crescita: bisogna mettere in campo la prevenzione e stili di vita corretti come deterrenti al tabagismo, tutt’ora principale causa di morbilità e mortalità prevenibile in Italia. Dopo un periodo di stagnazione assistiamo a un aumento di 2 punti percentuali dei fumatori: erano il 22% nel 2019, ultimo anno di rilevazione pre-pandemia, oggi siamo al 24,2%, con una crescita che riguarda stavolta entrambi i sessi.

    Il 50% dei decessi oncologici potrebbe essere evitato intervenendo su fattori di rischio prevenibili come il fumo di tabacco.

    «Non giriamoci intorno – afferma Silvia Novello, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino, Responsabile SSD Oncologia Polmonare, Dipartimento di Oncologia, AOU San Luigi Gonzaga Orbassano e Presidente WALCE Onlus – il fumo di sigaretta è il principale fattore di rischio per l’insorgenza dei tumori polmonari e ad esso è ascrivibile l’85%-90% di tutte queste neoplasie. Il rischio di sviluppare un tumore del polmone è direttamente proporzionale alla durata dell’esposizione al fumo di tabacco e al numero di sigarette fumate. Parliamo di un rischio circa 14 volte più alto nei pazienti fumatori rispetto ai non fumatori, che aumenta di 20 volte nei forti fumatori. D’altra parte, la cessazione tabagica riduce progressivamente e sensibilmente il rischio di tumore polmonare, per non parlare dell’effetto che il fumo ha su patologie non oncologiche (vascolari, cardiache, metaboliche, etc). Meglio ancora è non iniziare questa vera e propria dipendenza. WALCE, da più di 10 anni, disegna e coordina programmi di prevenzione primaria personalizzati a livello locale e nazionale, in collaborazione con le istituzioni».

    Il giro di vite nella lotta al tabagismo era già stato anticipato lo scorso novembre durante la prima stesura della Legge Finanziaria, quando il Governo annunciò l’aumento delle accise su sigarette e tabacco trinciato. La nuova stretta per i fumatori arriva a 20 anni dell’approvazione della Legge 3/2003 che ha esteso il divieto di fumare in tutti i locali al chiuso, ad eccezione dei privati. Il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, promette che le ragioni economiche, che pure il Ministero sta valutando, non prevarranno sulla tutela della salute.

    «Accogliamo con soddisfazione e supportiamo le misure allo studio del Ministero della Salute per disincentivare il fumo di tabacco, l’uso delle sigarette elettroniche e il tabacco riscaldato – dice Bruno Aratri, Presidente Associazione IPOP – Insieme per i Pazienti di Oncologia Polmonare – i dati più aggiornati sono molto allarmanti in termini sia di numero di utilizzatori, in crescita, sia della loro età sempre più bassa. Spezzare la dipendenza dalla nicotina è un risultato straordinario che consente di ridurre drasticamente il rischio di sviluppare il tumore del polmone; una riduzione tanto più rilevante, quanto più precoce è l’abbandono dell’abitudine al fumo. È necessario proseguire e rafforzare l’opera di prevenzione e divieto del fumo promuovendo ricerche indipendenti e campagna antifumo, investendo in programmi per la diagnosi precoce delle patologie ad esso correlate. Servono risorse finanziarie che si potrebbero ottenere con l’incremento di tasse sui prodotti del tabacco».

    La prevalenza più alta di fumatori maschi si registra nella fascia di età compresa tra 25-44 anni, mentre nella fascia d’età 45-64 anni si registra la prevalenza più alta di donne fumatrici.

    «Quanto proposto dal Ministro della Salute, Orazio Schillaci, è assolutamente opportuno e condivisibile ­– commenta Adriana Bonifacino, Presidente Fondazione IncontraDonna – perseguire gli obiettivi del Piano Europeo contro il cancro è prioritario. Un’attenzione particolare va posta ai bambini e agli adolescenti che si iniziano al fumo di sigaretta in età sempre più precoce. Gli stili di vita sono fondamentali per un risultato concreto sulla salute. La nostra Associazione auspica la realizzazione di campagne di sensibilizzazione su scala nazionale, di centri antifumo e ogni altra iniziativa concreta che possa promuovere sport, sana alimentazione e contrastare l’uso di sigarette e di tabacco riscaldato nel nostro Paese».

  • Sigaretta elettronica, Umberto Tirelli: “Per smettere di fumare ok alla E-cig”

    Sigaretta elettronica, Umberto Tirelli: “Per smettere di fumare ok alla E-cig”

    Aviano (PN), 25 luglio 2016 – “Per aiutare i tabagisti a smettere di fumare e a ridurre i danni delle sigarette tradizionali, i medici dovrebbero consigliare l’uso delle sigarette elettroniche eventualmente con nicotina, soprattutto per i fumatori che hanno cercato altri metodi per smettere di fumare senza successo (per esempio i chewing gum alla nicotina, i cerotti alla nicotina o interventi psicologici)”. E’ questo il suggerimento del prof. Umberto Tirelli Direttore del Dipartimento di Oncologia Medica dell’Istituto Nazionale Tumori di Aviano.

    “Ogni sigaretta tradizionale presenta 70 agenti cancerogeni identificati e migliaia di altre tossine nocive – afferma il prof. Tirelli -. I camici bianchi possono, e devono, avere un ruolo importante nell’aiutare il proprio assistito a perdere il vizio. Diversi studi hanno dimostrato come l’uso delle e-cig sia efficace per dire addio per sempre alle “bionde” o a ridurne significativamente l’impiego. Sono più efficaci degli altri sostitutivi come le gomma da masticare o i cerotti a base di nicotina, anche perché l’uso di dispositivi elettronici con nicotina ha una gestualità molto simile a quella del consumo di sigarette tradizionali. Ma una e-cig non è accesa, non brucia e non produce le sostanze cancerogene provenienti dalla combustione di tabacco e carta delle sigarette tradizionali. I medici non devono ignorare queste nuove tecnologie – aggiunge Tirelli -. Incoraggiando i fumatori ad utilizzare qualsiasi mezzo a disposizione per smettere di fumare o a ridurre i danni delle sigarette tradizionali i camici bianchi aiutano ad assicurare che la mortalità e morbidità associate al tabacco si riducano drasticamente”.

    “Infine – conclude il prof. Tirelli – Public Health England, Agenzia del Dipartimento della Salute della Gran Bretagna, ha recentemente sostenuto il potenziale ruolo delle sigarette elettroniche per smettere di fumare. Infatti la percentuale di fumatori tra gli adulti e i giovani in Gran Bretagna è costantemente diminuita negli anni, mentre le sigarette elettroniche sono diventate il più popolare aiuto per smettere di fumare in Gran Bretagna: il loro uso è salito nettamente negli ultimi 5 anni e sono oggi utilizzate da approssimativamente il 35% di coloro che cercano di smettere di fumare”.

    Up Media

  • Sigarette elettroniche, OMS: e-cig vietate ai minori

    Sigarette elettroniche, OMS: e-cig vietate ai minori

    Sigaretta elettronica
    Sigaretta elettronica

    Nuovo monito dell’OMS contro le sigarette elettroniche. Nonostante non si abbiamo ancora dati certi su eventuali loro effetti negativi per la salute dell’uomo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità interviene nuovamente su questo dibattuto tema invitando i governi a vietarne l’uso ai minori e ad imporre divieti di utilizzo in spazi pubblici chiusi, come già avviene per chi fuma le sigarette tradizionali.

    Il motivo per cui si insiste nel vietare la sigaretta elettronica ai minori deriva dal fatto che, secondo alcuni studi, i minori che fanno uso di e-cig sarebbero poi propensi anche a fare uso delle sigarette convenzionali, attirati anche dai messaggi pubblicitari che non accennano a diminuire.

    L’OMS consiglia inoltre di vietare l’uso della sigaretta elettronica anche alle donne incinte, in quanto potrebbero rappresentare un pericolo per la salute del feto.

  • Ricerca. Sigarette elettroniche meno dannose delle bionde

    Ricerca. Sigarette elettroniche meno dannose delle bionde

    Sigaretta elettronica
    Sigaretta elettronica

    Dopo tante polemiche sugli effettivi benefici sulla salute delle sigarette elettroniche, iniziano ad arrivare le prime conferme positive. Secondo i risultati di una recente ricerca, condotta dagli scienziati della Queen Mary University di Londra e pubblicata sulla rivista Addiction, passare dalla bionda alla sigaretta elettronica potrebbe addirittura salvare la vita, a lungo termine.
    Gli scienziati hanno comparato circa 80 diversi studi condotti sulle e-cig, concentrando la loro attenzione in particolare sulla sicurezza dei dispositivi elettronici e sulla tossicità delle sostanze chimiche presenti nel liquido e nel vapore, e analizzando il tasso di uso tra i non fumatori e i fumatori. Gli esperti sono giunti alla conclusione che i rischi per chi usa le sigarette elettroniche sono minori rispetto a chi fuma sigarette tradizionali e si hanno anche meno rischi di salute per chi respira il fumo passivo.
    Inoltre, gli scienziati avrebbero dimostrato che le sigarette elettroniche possono aiutare i fumatori a ridurre il di vizio del fumo e anche aiutarli a smettere del tutto, abbandonando definitivamente sia le sigarette tradizionali sia le e-cig.

  • In arrivo la sigaretta elettronica di seconda generazione

    In arrivo la sigaretta elettronica di seconda generazione

    Sigaretta elettronica
    Sigaretta elettronica

    Non c’è ancora in Italia ma probabilmente arriverà presto la seconda generazione della sigaretta elettronica, che a differenza della prima contiene anche tabacco. La vera novità che si leggerebbe nella bozza del decreto legislativo sui tabacchi è che, pur avendo tabacco, la nuova e-cig sarà considerato prodotto «da inalazione» e ciò consentirà l’uso libero in bar e ristoranti creando difatti per il tabacco due canali paralleli tra le tradizionali sigarette e le nuove e-cig con tabacco di divieti e permessi.

    A produrre la nuova sigaretta elettronica sarebbe proprio la Philip Morris International, multinazionale delle sigarette, che per la sua prima fabbrica in Europa starebbe scegliendo l’Italia e in particolare la provincia di Bologna con una fabbrica che dovrebbe occupare 600 persone con un investimento da mezzo miliardo di euro.

    Insomma, a quanto pare la vecchia sigaretta elettronica che ha solo nicotina (ma molti la fumano anche senza, solo con glicerolo e aroma) starebbe facendo cambiare le strategie di business ai grandi produttori di tabacco.

  • Sigaretta elettronica: testata da 30 milioni di europei, la maggior parte sono giovani

    Lecce, 18 giugno 2014 – Quasi 30 milioni di fumatori nella UE hanno già testato la sigaretta elettronica, secondo un sondaggio condotto da ricercatori della Harvard University (USA) pubblicato recentemente sulla rivista Tobacco Control.La maggioranza sarebbero giovani o persone che hanno provato a smettere. Il dato è relativamente basso rispetto ai 125 milioni di fumatori che ci sono nell’UE (circa il 25% dei 500 milioni di cittadini dell’Unione, secondo Eurostat), ma indica anche il picco raggiunto nel giro di pochi anni questi prodotti. (altro…)