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Matteo Renzi a Scalea. Riduzione di tremila posti ai politici

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Il viaggio del premier italiano Matteo Renzi a Scalea tra studenti e amministratori locali non senza qualche contestazione da parte di cittadini.

Non sono tutte rose e fiori per il giovane presidente del Consiglio Italiano che, a parte le celebrazioni da parte di quasi tutta la stampa, ogni tanto si trova ad essere contestato anche da chi è più giovane di lui. Ed una contestazione si è registrata questa mattina in Calabria. La giornata era iniziata bene per Matteo Renzi che ha donato il solito tweet nel quale questa volta scriveva: “Oggi giornata importante per le Province”, con il ddl Delrio al voto in Aula al Senato, “e riunione chiave stasera su Senato e Regioni. Stamani nelle scuole, destinazione Calabria, Scalea” riassumendo l’agenda politica odierna. Arrivato in Calabria, Renzi è stato contestato subito da cittadini e genitori che attendevano il suo presidenziale corteo fuori al cortile della scuola, l’ istituto “Caloprese” di Scalea, in provincia di Cosenza, nel quale si è subito infilato non disdegnando di salutare da dietro il cancello subito chiuso.

I cittadini e genitori fuori al cancello hanno risposto al saluto con fischi urla e proteste accompagnate da cartelli con la scritta: “Grazie alla spending review dal 31 marzo io e la mia famiglia non avremo un futuro”.
Dunque Renzi è entrato a scuola e ha parlato agli studenti affermando, tra l’altro, che in Calabria è necessario affrontare un “grande problema di modernizzazione”. Modernizzare vuol dire fare in modo che “nelle nostre aziende si possa garantire lavoro”,uno dei maggiori problemi della regione, ha detto. In Calabria “c’è una situazione difficile di criminalità” e si deve iniziare a contrastarla “a partire da voi”. Il succo del discorso sostanzialmente era nella centralità dell’educazione alla legalità.

Renzi ha poi parlato agli amministratori locali: “C’è un’emergenza” nel rapporto “tra politica e cittadini. Non ce lo spiegano le elezioni francesi che c’è uno scollamento. C’è uno spread drammatico tra le istituzioni e i cittadini che i sindaci sono in prima fila nel contrastare” ha detto il premier Renzi che poi è intervenuto sulla questione della gestione dei fondi europei sottolineando che occorre “cambiare passo,lasciando una gestione burocratese”. Insiste poi nella riduzione di “tremila posti ai politici” e dei tagli alla politica perché sono “la premessa per l’operazione di restituzione degli 80 euro ai cittadini”.Insomma nessun passo indietro: “il governo intende andare avanti fino ai fondo” sul tetto agli stipendi dei manager.

Il premier commenta anche le parole del presidente della Repubblica Napolitano sulla necessità di tagli razionali nella spesa pubblica: “E’ un principio sacrosanto, condivido totalmente” ha detto Renzi.

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