Rincari luce e gas e speculazione Co2, tagliare subito le accise per 2 miliardi

energia elettrica

Federcontribuenti: ”la strategia europea per la decarbonizzazione con la commissione Stiglitz-Stern indicava un range di 50-100 euro a tonnellata di C02 entro il 2030 e i nostri europarlamentari non hanno pensato di evitare la ricaduta di questa scelta sui contribuenti italiani. Il ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani deve impedire questo aumento di circa 300 euro annue a famiglia e basterebbe eliminare il monte accise dalle bollette che porta all’anno oltre 2 miliardi all’Erario”.

Costo Energia, con il gioco delle imposte lo Stato incassa oltre 2 miliardi in maniera ingiusta e ora vogliono spalmare sulle spalle delle famiglie italiane anche il costo della C02, cioè di chi inquina. Federcontribuenti sulle bollette della Luce e Gas ”le tasse e i costi fanno lievitare del 65% la fattura, il governo perde il pelo ma non il vizio. Su una bolletta per consumo domestico troviamo costi pari a 102 euro su un consumo effettivo di 69 euro con un totale fattura pari a 171 euro.

Le accise aumentano.

Le fatture aumentano per effetto soprattutto delle accise, aumentate quest’anno del 3%.

Federcontribuenti e l’Autorità Garante: ” l’Autority deve fare controlli preventivi sulla fatturazione dei consumi e su come viene calcolata la bolletta, inutile che questo Ente se ne stia con le mani in mano, visti anche i compensi dei funzionari e inoltre il Parlamento deve agire contro il ”cartello” che di fatto annulla la libera concorrenza. Inoltre l’Autorità dovrebbe fare un rating delle aziende che forniscono luce e gas in Italia per fornire un servizio utile ai consumatori che cercano una compagnia più onesta e affidabile e non certo una di quelle continuamente sanzionate per comportamenti scorretti”.

Il borsino sulla C02.

Molte aziende vendono crediti di carbonio o li acquistano da un fondo di investimento o da una società di sviluppo del carbonio che aggrega i crediti di singoli progetti. Acquirenti e venditori possono anche utilizzare una piattaforma di scambio per fare trading, una borsa per i crediti di carbonio. Nel 2018 i crediti di carbonio dell’Unione europea sono stati scambiati a un valore medio di 16,21 dollari per tonnellata. ”Chi li vende, chi li acquista e cosa significa acquistare un credito di carbonio? Rendiamo un processo semplice e necessario, combattere l’inquinamento e agire sul cambiamento climatico, in un progetto finanziario dove c’è chi ci guadagna e chi ci perde, le famiglie italiane”.

In atto vi è una speculazione.

Il ruolo di particolari “soggetti”costituiti da operatori finanziari (banche, fondi specializzati, hedge funds e speculatori) che colgono interessanti opportunità nello “scommettere” sulla più grande borsa del carbonio oggi attiva a livello globale. ”Le istituzioni europee devono valutare strumenti efficaci in grado di mettere un argine ai fenomeni speculativi nel mercato ETS e il nostro Parlamento, per evitare un salasso sui contribuenti a fronte del rincaro deve eliminare le accise dalle bollette della luce”.

Di Redazione

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