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EDUTAINMENT: IL POTERE FORMATIVO DELLA COMUNICAZIONE

L’educazione non è mai stata funzione esclusiva delle istituzioni scolastiche.

Già da diverso tempo ed oggi in forme sempre nuove, l’atto di insegnare qualcosa è diventato un compito anche del mondo della comunicazione in genere che, nel format dell’edutainment, unisce la divulgazione di un messaggio positivo con l’intrattenimento di chi deve fruirlo.

Sì perché, anche se ciò che vediamo oggi sempre più sembra avere esclusivamente un’anima commerciale o estetica, la comunicazione ha invece anche la responsabilità di educare i suoi interlocutori.

Questa missione fu già nota con la nascita della tv a partire dagli anni ’50.

La capacità di alfabetizzare un’intera popolazione insegnandogli a leggere e scrivere è stato un primo chiaro esempio del suo potere formativo.

Oggi invece lo strumento principale che gioca la diffusione della conoscenza è internet ma assolve questo compito con maggior difficoltà: in un “mare” di contenuti infatti è sempre più difficile riconoscere la terra ferma dal “canto delle sirene”.

Anche per questo oggi l’educazione si lega sempre più al concetto d’esperienza personale anche a scuola: si impara meglio da ciò che possiamo confermare veritiero su noi stessi.

Il termine “Edutainment” fu coniato nel 1973 da Bob Heyman, documentarista per la National Geo-graphic, ma già a partire dai primi anni ’60 gli studi di Marshall McLuhan illustravano alcuni aspetti fondamentali del fare esperienza di un qualunque bene culturale, sia materiale che immateriale.

Un altro visionario che anticipò questo format fu il grande Walt Disney che, quale fervente sostenitore della formazione attraverso il divertimento dei cinema o della televisione, nel 1954 ne utilizzò per primo il termine.

Ma qual è oggi il ruolo dell’edutainment e perché le aziende propongono sempre più questo strumento d’intrattenimento? Lo abbiamo chiesto a Dario Nuzzo, branded entertainment specialist, che da molti anni si occupa di ideare iniziative didattiche per le aziende anche con l’utilizzo di Endorsement di rilievo come il Pinocchio di C.Collodi.

Nuzzo ha iniziato ad occuparsi d’edutainment già all’inizio della sua carriera, quando ideò il programma televisivo per ragazzi in onda sulle reti locali, Mukko Pallino.

Creare contenuti per i più giovani lo ha obbligato sin da subito nel trovare l’equilibrio di un linguaggio che fosse divertente ma allo stesso tempo educativo che nel tempo ha premiato.

Il suo Mukko Pallino infatti vanta vent’anni di carriera e collaborazioni di tutto rispetto con realtà come Giffoni Film Festival, MOIGE, UNICEF… Per Nuzzo Edutainment significa cultura nella misura in cui la comunicazione educazionale oggi riguarda tutti, nessuno escluso.

Lo ha sperimentato nella sua esperienza lavorativa ideando numerose iniziative didattiche per ragazzi con cui le aziende puntano a sensibilizzare le famiglie alle buone pratiche partendo dai loro componenti più giovani.

L’ultimo nato è il progetto A Scuola di Pubblicità in cui insegnare agli studenti come funzionano le logiche della comunicazione e stimolandoli a creare in team una campagna pubblicitaria tra i banchi di scuola. Ne sono molto entusiasta perché permette di riflettere non solo sul bisogno che un prodotto offre alla gente ma anche sul modo in cui viene comunicato a loro stessi attraverso i principali canali multimediali”.

Nuzzo non è nuovo a progetti di questo tipo, altamente formativi e creativi.

Ne sono un esempio l’iniziativa natalizia sulla sicurezza stradale con Bridgestone Italia “Un Natale Sicuro con Bridgestone” o l’iniziativa speciale sulla salute oculare di Basuch & Lomb “Occhio Pinocchio, Viaggio nel Paese di BeiOcchi” curata in collaborazione con Fondazione Nazionale Carlo Collodi e caratterizzata anche da spettacoli teatrali educational on the road.

Numerose sono state inoltre le iniziative educational organizzate al Parco di Pinocchio a Collodi come i laboratori sull’educazione finanziaria realizzati con Banca D’Italia e gli eventi con Chupa Chups, Cameo, Panini, Pizzardi ed ENPA realizzati in occasione del Compleanno del Burattino.

Con Pelikan invece ci racconta di come abbiano promosso l’importanza della scrittura a mano con un progetto scuola dedicato.

Queste esperienze d’edutainment hanno permesso di regalare agli studenti e alle loro famiglie un’esperienza di divertimento collettivo, imparando qualcosa di nuovo nel rivivere la favola con il plus di poter anche esperire gratuitamente un prodotto.

Questa è la formula che quasi tutte le aziende cercano oggi e che Pinocchio fa da anni come sua missione naturale. Grazie al pensiero creativo di Nuzzo, Pinocchio è al passo con i tempi anche sul capitolo nuove tecnologie: da poco è stato infatti inaugurato al Parco di Collodi il Museo Interattivo Pinocchio, capace di offrire la fruizione della favola attraverso installazioni che favoriscono l’interazione divertente tra tecnologia ed utente.

L’intrattenimento, ricorda Nuzzo, è il modo migliore per predisporre all’apprendimento: in alcune iniziative di branded entertainment l’educazione avviene infatti per via indiretta.

Non si compie un’azione educativa in prima persona come succede durante un’attività laboratoriale, ma si instaura una comunicazione educazionale sui valori condivisi dal brand. Tra le sue esperienze ci ricorda il Mascotte Flash Mob organizzato per il Fondo Italiano Abbattimento Barriere

Architettoniche nella giornata nazionale sul superamento delle barriere.

Il progetto scaturiva da una campagna di fundraising per l’Ente realizzata con il coinvolgimento delle mascotte simbolo di alcune grandi aziende e programmi tv.

Era un modo neanche tanto simbolico per rappresentare le difficoltà di movimento di chi ha una disabilità senza però associarle ai naturali sentimenti di dispiacere e malinconia.

Nuzzo ci confida di essersi sorpreso nel veder sfilare l’Orso Winner Taco di Algida, il leone di Euronics, l’Ape Maia e il Gabibbo di Striscia in una location così istituzionale come quella di Piazza Colonna a Roma, che fu la sede dell’evento.

Nell’ultimo periodo invece ci racconta di aver curato la LeniCup, un torneo di calcio nazionale organizzato tra le Polisportive Giovanili Salesiane e sostenuto da una nota casa farmaceutica che ha avuto lo scopo di sensibilizzare all’importanza del primo soccorso durante lo sport e ai valori del fair play.

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