Al Frac di Baronissi “L’arte come servizio”

Lezione magistralis del prof. Ermanno Guida. Introduce prof. Massimo Bignardi. Venerdì 16 luglio 2021 dalle ore 19.30 Terrazza degli Aranci del Museo FRaC di Baronissi

Venerdì 16 luglio 2021 alle ore 19.30, presso la Terrazza degli Aranci del Museo FRaC Baronissi, prosegue il ciclo di lezioni-dialogo, in occasione della mostra “UGO CORDASCO. Places Waiting”, attualmente allestita nelle sale espositive della Galleria dei Frati.

Protagonista del nuovo incontro, nell’ambito della rassegna “Dialoghi con l’arte”, sarà Ermanno Guida, professore ordinario di Disegno Industriale presso l’Università Federico II di Napoli e docente a contratto di Allestimento e Museografia, che interverrà sul tema “L’arte come servizio”, con un dibattito aperto alle suggestioni e agli stimoli provenienti dalla platea, in un flusso dinamico creativo.

«L’arte dà senso al nostro tempo, al lungo percorso che l’uomo ha compiuto nei millenni dell’umanità. Offre significato a quello che è stato il suo percorso, dall’avvio, quando ha lasciato la grotta di Altamura o di Lascaux, sulle cui pareti ha dipinto le impronte, i segni e i colori della sua immaginazione, della sua visione di quel mondo che si apriva oltre il varco della grotta.  Un segno che si è spinto sino a toccare la nostra realtà e guardando oltre – commenta il direttore artistico del Museo FRaC e critico d’arte, Massimo Bignardi –  L’arte, in fondo, è un servizio, che l’uomo dà, attraverso la propria esperienza, al senso comune».

«La mostra di Ugo Cordasco, per la esemplarità del suo impegno, mi ha spinto ad alcune riflessioni sul ruolo degli artisti e dell’arte nell’interazione con l’ambiente costruito, vale a dire sui modi di relazionarsi con i luoghi, di interpretare la storia e di comunicarla – sottolinea il professore Guida –  Al riguardo, sarebbe auspicabile che l’istituzione che ci ospita, il Museo FRaC – Baronissi, si facesse carico di estendere ancor più siffatte riflessioni in armonia con le trasformazioni e le ricadute sulle nostre città degli auspicabili e inderogabili effetti, che presto vi saranno, dei contenimenti energetici, della “green economy”, ovvero dell’economia che mira alla riduzione dell’impatto ambientale mediante provvedimenti in favore dello sviluppo sostenibile, della riduzione dei consumi, del riciclaggio dei rifiuti».

“L’arte come servizio”, quindi: come partecipazione responsabile e attiva alla cosa pubblica per la costruzione di un mondo migliore, come impegno civile.

Artisti, tecnici, operatori della comunicazione, designer, quando si misurano con l’intorno ambientale devono avvertire il senso e il peso di questa responsabilità. Non deve riflettersi unicamente nella “città dei tempi corti”: segnali, pubblicità, automobili, vetrine, luci…, identificandosi esclusivamente nell’effimero, confondendosi nel disordine.

«Fare di più con meno, fare “a regola d’arte”», insiste Guida. Compito del designer o dell’artista, è il comporre l’ambiente visivo secondo un principio d’ordine e intenzionalità, “per ridare agli uomini quella immaginazione, che non può esistere e muoversi se non nell’ampiezza dello spazio e del tempo”.

Su queste premesse, la lectio si soffermerà, in modo esemplificativo, su alcuni casi studio, per il loro apporto virtuoso: dalle esperienze napoletane dell’Arte in Piazza e della Metropolitana dell’Arte, alla “discreta” Lubiana di Jože Plečnik; dal monumentalismo “necessario” di Dani Karavan e di Claes Oldenburg a quello ostentato di alcuni “artistar”.

La mostra “UGO CORDASCO. Places Waiting” propone quaranta sculture realizzate dal giovane artista campano in quest’ultimo decennio. Si tratta di sculture in ferro dall’articolata struttura geometrica, cariche di tensioni e al tempo stesso di dinamismo.  “È importante – osserva Gianfranco Valiante sindaco di Baronissi – che unitamente alla cura dei cittadini, al sostegno e al rilancio dell’economia, vi sia attenzione alla cultura. La mostra dedicata ad Ugo Cordasco, questa volta in presenza, testimonia la ferma volontà dell’Amministrazione comunale di non derogare all’impegno preso con quanto avviene, sul piano culturale, nella nostra realtà. Dopo lo straordinario successo di presenze registrato dalla mostra dedicata a Daniel Spoerri, che ha inaugurato la nuova stagione espositiva del nostro Museo, proseguire adesso con la mostra di un giovane artista è il segno di una speranza che noi tutti sentiamo forte”. “Il dato preminente, che caratterizza le esperienze condotte da Ugo Cordasco in questi ultimi anni – rileva Massimo Bignardi nel testo al catalogo pubblicato da Gutenberg Editore – è la necessità di far emergere dalla scultura un dettato costruttivo che tiene insieme sia la composizione e il suo articolarsi nella dimensione spaziale, sia il suo spingersi nell’anima dei luoghi, nel vitalismo della realtà. Parafrasando quanto scriveva Pavel Florenskij, a proposito della costruzione e della composizione, possiamo osservare che la prima è per il giovane artista campano “ciò che la realtà vuole dall’opera” e la seconda ciò che egli vuole “dalla sua opera”. In fondo, il procedere per piani saldati tra loro, seguendo un reticolo geometrico, lascia intendere quanto il progetto abbia la priorità nel suo operare da faber, da creativo, che della saldatura ad arco ne ha fatto un linguaggio personale, senza cedere alla suggestione dell’assemblare oggetti con il valore di ‘corpi’ posti nel registro di un segno astratto”.

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