Per Riscossione Sicilia Spa, che svolge un importante servizio pubblico, la trasparenza della P.A. sembra essere un optional. Avere chiarimenti sulla propria posizione, alla luce dell’urgenza del pagamento delle cartelle oggetto di rottamazione che se non viene effettuato entro il 09 agosto fa decadere i benefici previsti dalla stessa, è impresa titanica, anzi impossibile.
Sassari, 11 febbraio 2015 – In occasione delle prossime elezioni del Fonchim, il Fondo pensione complementare della chimica, in programma il 23 e 24 febbraio, il segretario della Ugl chimici Simone Testoni, unitamente alla segreteria provinciale Ugl chimici Sassari, incontreranno i lavoratori delle aziende chimiche S&B Miniera di Olmedo e Matrica Porto Torres. Nel corso delle assemblee in programma per venerdì 13 Febbraio, saranno illustrati ai lavoratori i principali punti della previdenza complementare, i vantaggi, le caratteristiche finanziarie, i costi ed i rendimenti.
[easy_ad_inject_1]«Grande disappunto – sottolinea Simone Testoni, – è emerso dagli rsu nel ricevere dettagliate informazioni sulle nuove tassazioni sui rendimenti introdotte dal governo Renzi che tra l’altro incrinano il rapporto di fiducia con le istituzioni che tanto hanno incoraggiato la adesione alla previdenza complementare per far fronte proprio alle carenze dell’Inps. La Ugl chimici – conclude il sindacalista – ha confermato il proprio impegno per rendere il Fonchim sempre più vantaggioso e la propria disponibilità verso una informazione sempre più puntuale nei confronti degli associati alla previdenza complementare».
La Tasi, la famigerata tassa sui servizi comunali che una volta si chiamava ICI e poi IMU va pagata entro il 16 ottobre 2014 e per i cittadini non è per niente facile capire quanto è necessario versare. Alcuni siti di comuni hanno messo on line un servizio di calcolo. E’ per esempio questo il caso del sito del Comune di Roma il cui sito tributi.comune.roma.it ha messo online un sistema di calcolo piuttosto semplice consentendo di effettuare il calcolo di quanto dovuto a titolo TASI, per l’anno di imposizione selezionato, con la suddivisione dello stesso in due rate, ed ha carattere puramente informativo.
Il ricorso al commercialista o al CAF dunque sembra inevitabile anche se molti cittadini vogliono andarci avendo idea di quanto pagare.
Anche il Comune di Milano non si è tirato indietro dall’offrire ai propri cittadini la possibilità di calcolare l’importo della Tasi e offre uno strumento on line apposito (che trovate qui).
Per chi invece ha immobili in un altra città è stato messo online il sito web amminitrazionicomunali.it che in una pagina dedicata permette il calcolo dela TASI 2014 con la relativa stampa del MODELLO F24.
Intanto da molti fronti arrivano proteste sul fatto che l’importo delle rate della TASI ha di fatto bruciato gli 80 euro di bonus concessi da Renzi ai lavoratori dipendenti (restano esclusi per es. gli autonomi) con reddito inferiore ai 25.000 euro. I 640 euro in più in busta paga, secondo la UIL, in parte saranno investiti per 148 euro di media proprio per pagare la TASI (e si parla ovviamente di media).
Al netto della TARI e delle altre imposte solo la TASI costerà a Roma 391 euro medi, a Firenze 346 euro, a Bari 338 euro, a Foggia 326 euro, a Como 321 euro, a Trieste 309 euro, a Milano 300 euro, a Monza 299 euro e a Pisa 287 euro.
E voi sapete quanto pagate di TASI? Dite la vostra con un commento.
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Rivelazione del ministro Franceschini: le tasse si potranno pagare anche con i quadri.
In periodo di crisi le famiglie oneste che pagano le tasse e non arrivano a fine mese hanno venduto i gioielli di famiglia. Negli ultimi anni non a caso abbiamo assistito al proliferare dei “Compro Oro”, segno che il metallo prezioso di cui erano costituiti i ricordi di una vita passata più agiata non poteva che essere ceduto per raccogliere i soldi necessari a vivere e pagare le tasse.
Di oro nelle famiglie che non ce la fanno ormai ce n’è poco evidentemente ed ecco che il Ministro Franceschini del Governo Renzi annuncia una grande novità: le tasse potranno essere pagate anche cedendo opere d’arte.
Un annuncio che non si rivolge di certo ai ricchi collezionisti che le tasse ben le potrebbero pagare senza impegnare le proprie opere d’arte, ma, ovviamente, le famiglie per bene che devono fare i conti tutti i giorni su come mandare avanti la famiglia, permettere ai figli di studiare, sopportando un carico fiscale che non ha precedenti.
Il Ministro Franceschini spiega che la cessione di opere d’arte consente in questi periodi di crisi, di ottemperare ai propri obblighi fiscali e allo Stato di acquisire patrimonio storico e artistico. I contribuenti, ha detto Franceschini potranno “onorare le imposte dirette e le imposte di successione cedendo allo Stato beni culturali vincolati e non vincolati”, siano essi quadri, opere d’arte contemporanea, sculture, archivi, siti archeologici, ville o libri antichi. A definire condizioni e il valore delle opere sarà una commissione costituita su indicazione di Mibact (il ministero della cultura) e Mef (il ministero dell’economica). Franceschini ha poi precisato che la legge che prevede tale possibilità “esiste da oltre 30 anni”, ma è stata quasi mai applicata.
Ma Franceschini forse dice anche un’altra cosa se si legge la dichiarazione al contrario, cercando di carpirne l’altra faccia della medaglia e che contrasterebbe con quando da sempre annunciato da Renzi e dal suo ministro dell’economica Padoan: le tasse non si abbasseranno. Non resterà che pagare lo stato con le opere d’arte ereditate pur di restare famiglie oneste. Ma dopo, cosa si farà dopo? E quante famiglie possono dire di avere in casa un Picasso o una Monna Lisa che non sia una semplice fotocopia o riproduzione di scarso valore? Lo Stato se li prende quelli?.
La realtà è che il fondo evidentemente non è stato ancora toccato ma, a quanto pare, come Italiani ci siamo incamminati nella giusta direzione.
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La Uil ha fornito i dati di quanti euro di acconto è costata per ora la Tasi agli italiani: l’acconto di questa tassa sarà pagata in 5.279 comuni da oltre 15 milioni di italiani, in prevalenza proprietari, ma in molti comuni anche inquilini. L’acconto medio che queste persone dovranno pagare è di 74 euro in due rate per un totale di 148 euro. Ma non basta. La Tasi costerà la media di 191 euro se si prendono in considerazione le sole città capoluogo.
Rispetto all’Imu pagata nel 2012 c’è un aumento della tassazione e un aggravio di spesa per almeno una famiglia su due.
Una buona notizia per tante famiglie che cercano di comprare casa e che sperano nella concessione di un mutuo dalla banca per coronare questo sogno. Secondo i dati diffusi dall’Abi su un campione di 84 banche (per l’80% del mercato italiano) i mutui erogati alle famiglie nei primi 8 mesi dell’anno sono cresciuti. Nel dettaglio sarebbero stati erogati tra gennaio e agosto 2014 oltre 15,6 mld di euro di mutui con un aumento del 28,6% tendenziale.
Il dato è superiore anche al dato dei primi 8 mesi del 2012 (13,924 mld). In aumento soprattutto la concessione di mutui a tasso variabile che sono il 79,7% delle nuove erogazioni complessive,contro il 77,2% dello stesso periodo 2013 e il 69,1% dei primi 8 mesi del 2012.
euroImprese costrette a pagare ancora più tasse grazie alle imposizioni di Imu e Tasi. A comunicarlo è il centro studi della Cgia secondo la quale la combinazione di Imu e Tasi crea un aggravio fiscale per le imprese in quanto in 3 Comuni capoluogo di provincia su 4 la tassa sui capannoni cresce.
Gli aumenti più pesanti si registrano a Pisa con +31%, un aumento medio di 791 euro, poi a Brindisi con +18%, che corrisponde ad un aggravio di 2.314 euro e Treviso con +17%, cioè 321 euro in più da pagare alle casse del fisco.
Si registrano però anche riduzioni di imposte in diversi capoluogo tra i quali si cita Nuoro con -14%, pari a -147 euro, a Modena che registra un -15%, per un risparmio di 309 euro) e Siracusa (-15%, pari a -463 euro).
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