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San Valentino, innamorati di natura: il WWF invita ad adottare un lupo

foto Staffan Widstrand WWF
foto Staffan Widstrand WWF

Roma, 13 febbraio 2015 – Siamo abituati ad ascoltare storie in cui è il lupo ad essere il cattivo, nella storia vera però, è questa specie ad essere vittima dell’uomo: in Italia si stima che ogni anno ne muoiano almeno 300 esemplari, su una popolazione di circa 1600 presenti tra Alpi e Appennini. In occasione della festa di San Valentino il WWF invita a compiere un gesto d’amore per il lupo, da condividere con i propri partner: grazie alla Campagna VIVA IL LUPO, che proseguirà anche nei prossimi mesi, è possibile adottare questa specie http://bit.ly/adottalupoWWF e permettere così al WWF di donare recinti elettrificati e cani pastore agli allevatori in modo da eliminare alla radice le conflittualità tra predatori naturali – come il lupo – e gli allevatori stessi.

[easy_ad_inject_1]I lupi potranno così muoversi senza il rischio di finire in una trappola. Vogliamo poi sperimentare in situazioni particolari segnaletiche ottiche luminose per allertare gli automobilisti dell’arrivo in strada di animali selvatici e sostenere i Centri di recupero animali selvatici che spesso accolgono lupi feriti. Solo così potremo garantire l’effettiva funzionalità di biocorridoi naturali tra le Alpi e gli Appennini che permettono ai lupi di spostarsi senza correre pericoli. Oltre alle minacce dirette dei crimini di natura, come spari, lacci e veleno, il lupo è infatti vittima della frammentazione e del degrado del suo habitat e della scomparsa di corridoi naturali. Ne sono una testimonianza le morti di lupi per incidenti stradali. I ricercatori che studiano in lupo con i radio-collari confermano che “raramente, nelle nostre aree di studio, i lupi radio-collarati sono riusciti a vivere oltre la durata della batteria del collare. A parte i casi in cui si è guastata la radio, gli animali sono morti prima per veleno, arma, incidenti stradali.

UNA STORIA “D’AMORE” IN NATURA
Il ruolo dei ‘corridoi ecologici’ è ben rappresentato dalla storia di una coppia di lupi, Slavc e Giulietta, che hanno ormai stabilmente occupato i boschi della Lessinia, a due passi da Verona, la città simbolo degli innamorati. Il maschio proviene dalla Slovenia, mentre Giulietta è un esemplare ‘italiano’. Grazie al corridoio naturale che collega i boschi del veronese con quelli della vicina Slovenia, la coppia si è potuta incontrare e per la seconda volta si è riprodotta dando alla luce 7 splendidi cuccioli, oggi seguiti con molta attenzione da ricercatori. Purtroppo recentemente questi lupi sono stati oggetto di aspri dibattiti e di campagne allarmistiche arrivate fino a Verona dove il Sindaco Tosi ha persino proposto di utilizzare le armi per difendersi da questi animali. Contro questa delibera il WWF ha prontamente fatto ricorso al TAR e presentato un esposto alla Procura di Verona essendo in Italia il lupo una specie “particolarmente protetta” in base alla Legge 157/92.

I CORRIDOI DELL’AMORE
I biocorridoi naturali costituiscono i collegamenti tra popolazioni selvatiche naturali disgiunte e consentono in molti casi di mantenere popolazioni vitali dal punto di vista riproduttivo. Durante la dispersione questi animali possono compiere anche centinaia di chilometri prima di occupare stabilmente e decidere di colonizzare nuovi territori. L’Appennino tosco-emiliano, ad esempio, rappresenta un ponte naturale di collegamento tra l’Appennino e le Alpi occidentali, una zona di passaggio abitualmente usata anche dai lupi che nella loro fase di espansione naturale legata alla crescita della popolazione e colonizzazione di nuove aree hanno seguito proprio questa direttrice.
L’areale del lupo, dopo una fase di colonizzazione delle Alpi occidentali, si sta espandendo alle Alpi centrali e orientali con segnalazioni in Piemonte, Lombardia, Trentino e Veneto, arrivando così in poco più di un decennio a rioccupare un antico areale e a creare un ponte naturale con le popolazioni balcaniche e carpatiche della stessa specie, favorito dal sistema delle aree protette e ostacolato dal bracconaggio e dalle uccisioni “legalizzate” in Svizzera e Francia.

Da oltre 40 anni il WWF si batte per la salvaguardia del lupo, che è passato dai soli 100 esemplari negli anni ‘70, ai circa 1600 lupi tra le Alpi e gli Appennini stimati ad oggi. Ma si tratta ancora di numeri che non lasciano tranquilli per la sorte di questo splendido predatore. Il lupo continua ad essere una specie minacciata. Predando gli erbivori, i lupi svolgono un ruolo per il controllo espansione delle loro popolazioni, impedendo anche i danni da pascolo eccessivo nei nostri boschi e la diffusione di patologie animali. Il lupo è parte del patrimonio naturale del Paese e la sua presenza è una grande opportunità per il turismo contribuendo al valore ricreativo ed economico di un territorio: per questo fondamentale suo ruolo ecologico che è importante proteggerlo.

WWF Italia

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