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Riformare norme sul CRIF. Confedercontribuenti, migliaia di italiani nella trappola dell’usura

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Anatocismo
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Il documento che attesta la correttezza dei pagamenti a Banche e Finanziaria, attraverso la verifica al CRIF, spesso per le attuali norme, mette nei guai migliaia di famiglie italiani e di imprese.

Il documento emesso spesso non rispecchia la situazione debitoria reale o non trascrive i piani di rientro correttamente rispettati dai debitori, specie in presenza di cartolarizzazioni effettuate dagli istituti finanziari. E cosi in migliaia si ritrovano ad aver negato credito “legale” e si ritrovano costretti a ricorrere all’usura criminale, per far fronte ad importanti esigenze finanziarie.

A denunciare la situazione il Presidente Nazionale di Confedercontribuenti, Carmelo Finocchiaro, che chiede subito una riforma sulle segnalazioni. E necessario prevedere nel documento, le giustificazioni del debitore, che in molti casi non ha pagato perche’ ha perso il posto di lavoro o per cause e fabbisogni anche legati a malattie, cosi come per le imprese che spesso subiscono slittamenti nei pagamenti da parte dei propri clienti e anche dalla pubblica amministrazione.

Inoltre e necessario procedere entro 30 giorni dall’estinzione dei debiti alla cancellazione dal documento informativo, superando i lunghissimi tempi che oggi la normativa prevede. Insomma di fronte ad una crisi cosi’ forte che ha attraversato la nostra economia e al facile credito al consumo che veniva concesso negli anni precedenti, serve con urgenza riformare una norma sulla segnalazione sui cattivi pagatori, che rischiano di diventare clienti della malavita usuraia. In buona pace delle segnalazioni del CRIF

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