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POLIZIA PENITENZIARIA, SCANDALO CONCORSO PER AGENTE

SAPPE: “TENTATIVO DI INFILTRAZIONE DELLA CRIMINALITA’ E DELLA CAMORRA DIETRO I BROGLI PER ESSERE ASSUNTI COME AGENTE DI POLIZIA?”

Non solo “furbetti” che si volevano garantire un posto di lavoro fisso, ma un vero e proprio tentativo di infiltrazione del Corpo di Polizia Penitenziaria da parte delle criminalità organizzate. E’ l’inquietante ipotesi formulata dal Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, il primo e più rappresentativo dei Baschi Azzurri, dopo una serie di gravi irregolarità – tra cui il possesso da parte di alcuni candidati di radiotrasmittenti, auricolari, di bracciali contenenti le risposte, di cellulari contraffatti, di cover di telefonini con all’interno le soluzioni e candidati già a conoscenza della batteria di quiz che sarebbe stata somministrata – riscontrate da una “task force” del Corpo durante l’ultimo concorso per 400 Agenti di Polizia Penitenziaria, uomini e donne.

“Abbiamo inviato questa mattina una lettera urgente al Ministro della Giustizia Andrea Orlando e al Capo dell’Amministrazione Penitenziaria chiedendo, in via immediata e cautelare, la sospensione della procedura concorsuale nell’attesa degli sviluppi investigativi della Procura della Repubblica di Roma e, in via di autotutela, l’annullamento dell’intera procedura concorsuale mediante la rinnovazione della prova preselettiva, già nel prossimo mese di giugno, questa volta presso la Scuola del Corpo di Polizia Penitenziaria in Roma, che ha una capacità recettiva minore rispetto alla Nuova Fiera di Roma, tanto da favorire le verifiche e l’accesso, riducendo i tempi di attesa e prevedendo, altresì, controlli mirati e più serrati, anche attraverso l’utilizzo di tecnologie che consentano la rilevazione e l’inibizione dei telefonini cellulari e di ogni altro apparecchio elettronico”, spiega Donato Capece, segretario generale del SAPPE.

Ma è forte, per il SAPPE, il sospetto che dietro all’abbandonante numero di candidati “attrezzati” per superare la prova scritta vi sia altro, molto più pericoloso ed inquietante: “Ovviamente, i contorni e l’esatto quadro delle responsabilità sono ancora da chiarire anche rispetto all’eventuale pagamento di denaro per ottenere le agevolazioni, ma la vicenda sembra destinata ad assumere dimensioni maggiori sia rispetto al numero dei candidati “imbroglioni” sia rispetto alla dazione di utilità economiche, sia rispetto alle responsabilità, dal momento che gli elementi emersi lasciano ritenere che dietro tutto questo vi sia una vera e propria organizzazione le cui finalità dovranno essere accertate”, scrive ancora il SAPPE. “Ma, a parte questo, considerate la portata del fenomeno e le modalità di organizzazione degli artifizi, non si può escludere l’ipotesi di un tentativo di infiltrazione del Corpo da parte delle criminalità organizzate. Inoltre, non può rilevarsi come molti dei candidati implicati nelle irregolarità siano della stessa Regione del Sud Italia in cui ha sede la ditta a cui è stato commissionato l’appalto per la predisposizione dei quiz preselettivi”.

Per questo, il primo Sindacato della Polizia Penitenziaria auspica rapidi ed approfonditi accertamenti rilevando come tutto ciò ha determinato “e determinerà un enorme danno al Corpo, ritardando o ancor peggio annullando l’assunzione di 400 poliziotti penitenziari”.

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