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Le terapie per i ‘pentiti’

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Un tatuaggio o un filler di troppo possono rivelarsi anti-estetici o addirittura fare danni. Ecco dunque tutte le nuove tecniche per i ‘pentiti’, da affidare all’expertise di un medico preparato.e per il futuro, meglio imparare ad ascoltare i ‘no’ del medico

Esagerare con i filler a base di acido ialuronico nel tempo può portare ad accumuli; pur essendo l’acido ialuronico ‘riassorbibile’, con i trattamenti ripetuti, magari senza dar tempo al filler di ‘scomparire’ naturalmente, si possono creare degli anti-estetici aumenti volumetrici. La nuova tendenza è dunque quella di utilizzare una sorta di ‘antidoto’ all’acido ialuronico, l’enzima ialuronidasi, per velocizzare il processo di riassorbimento e cancellare delle aree ipertrattate. “Ma è una tendenza sbagliata – afferma il professor Emanuele Bartoletti, presidente della SIME – è come costruire una casa troppo grande per poi andarla a demolire, proprio perché esageratamente grande. Le correzioni vanno sempre fatte in maniera graduale e soprattutto bisogna sapersi fermare quando si è raggiunto un risultato armonico. Questo non sempre è percepito dai pazienti, ma deve esserlo assolutamente da parte del medico che lo deve comunicare ai suoi pazienti. Ancora una volta, dobbiamo invitare le persone ad ascoltare se il medico dice ‘no’ e i medici a non ‘accettare’ passivamente ogni richiesta che viene dai pazienti.” Tornando invece alla ialuronidasi, questa si è rivelata un farmaco eccezionale per la risoluzione delle complicanze da filler. “Può capitare – spiega il professor Bartoletti – che un uso eccessivo del filler in aree pericolose per una specifica vascolarizzazione quali il naso o la regione della bocca, porti ad una compressione di un vasellino arterioso che può dare un’ischemia della parte, fino alla necrosi dei tessuti. In questo caso, la ialuronidasi, riducendo la compressione o rimuovendo l’acido ialuronico accidentalmente iniettato in un vaso, risolve questi problemi. Per questo si tratta di un farmaco che ogni medico estetico dovrebbe avere, prima di iniettare i filler con acido ialuronico”.

Sempre più persone scelgono il trucco semipermanente eseguito con pigmenti a uso estetico per disegnare sopracciglia ad ali da gabbiano o ridisegnare il contorno labbra. Un’analisi condotta da AvantGrade.com, agenzia di digital marketing e SEO, ha rivelato che nell’ultimo anno sono state effettuate ben 2,3 milioni di ricerche su Google, sul trucco permanente, riguardanti nell’84% dei casi quello delle sopracciglia e in particolare il microblading (quasi 600 mila ricerche l’anno su Google).

Non sempre purtroppo l’effetto di queste procedure estetiche è quello sperato. Per le pentite dei tatuaggi cosmetici (brow liner e lip liner) la soluzione è affidata alla rimozione laser o meglio la tecnica laser ‘tattoo changing’ (abstract 108, Massimo Vitale) dove, a farla da padrone, sono i laser Q-switched e i laser a picosecondi. Cresce anche la schiera dei pentiti dei tatuaggi; c’è chi li vuole cancellare perché legati al ricordo di un amore sfumato o perché non sono più in linea con il messaggio che quel disegno veicolava. E se fino a qualche anno fa i tatuaggi erano come i diamanti, ‘per sempre’, da qualche anno sono state messe a punto tecniche di rimozione che vanno dalla dermoabrasione per quelli piccolini, al laser, alla chirurgia. Gli esperti invitano invece stare alla larga da alcuni suggerimenti ‘casalinghi’ che circolano in rete (si va dalle ‘creme anti-tatuaggio’, alle applicazioni di acido salicilico, all’esfoliazione meccanica con pietra pomice, alle applicazioni di acqua ossigenata, fino al succo di limone) perché potenzialmente pericolosi e deturpanti. O francamente inutili. Un professionista serio saprà come eliminare un tatuaggio scegliendo un approccio personalizzato che tenga conto delle caratteristiche della pelle, dei colori e delle dimensioni del tatuaggio stesso. I più difficili da cancellare sono il verde e il giallo, i più facili il nero, il blu e il rosso; l’operazione di ‘cancellazione’ dà risultati migliori sulle persone dalla pelle chiara e che abbiano il tatuaggio da più di un anno. La tecnica più affidabile è il laser (Picolaser e Qswitch) che ‘rompe’ l’inchiostro depositato sotto la pelle. Creme anestetiche e aria fredda sono utilizzati per limitare il dolore causato dalla procedura che richiede tempo e molte sedute. Per una rimozione rapida c’è solo la chirurgia che è però invasiva e lascia cicatrici talvolta deturpanti e peggiori del tatuaggio stesso (abstract Alvaro Pacifici).

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