GOVITECAN RICEVE DALLA COMMISSIONE EUROPEA L’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO PER IL TRATTAMENTO DEL CANCRO DELLA MAMMELLA TRIPLO NEGATIVO METASTATICO IN SECONDA LINEA DI TRATTAMENTO

– L’Autorizzazione all’immissione in commercio è basata sullo studio di fase III ASCENT, il quale dimostra che sacituzumab govitecan ha migliorato in modo significativo la sopravvivenza globale rispetto alla chemioterapia scelta dal medico nel cancro della mammella metastatico triplo negativo –

– Sacituzumab govitecan offre una nuova importante opzione terapeutica per le persone con questo aggressivo tipo di cancro della mammella metastatico –

Milano 25 novembre 2021 – Gilead Sciences, Inc. ha annunciato oggi che la Commissione europea (CE) ha concesso l’Autorizzazione all’Immissione in Commercio  per sacituzumab govitecan, un anticorpo farmaco coniugato (capostipite della sua classe) diretto contro  l’antigene di superficie anti-trofoblasto 2 (Trop-2), come monoterapia indicata per il trattamento di pazienti adulte con cancro della mammella triplo negativo (TNBC, triple-negative breast cancer) non operabile o metastatico che hanno ricevuto due o più precedenti terapie sistemiche, di cui almeno una per malattia in stadio avanzato.

Il TNBC è il tipo di cancro della mammella più aggressivo; rappresenta infatti circa il 15% di tutti i tumori al seno. Il TNBC viene diagnosticato più frequentemente nelle donne più giovani e in premenopausa, ed è più diffuso tra le donne nere e ispaniche. Il tasso di sopravvivenza a cinque anni per questo sottotipo di cancro al seno è del 12%, rispetto al 28% per altri tipi di cancro della mammella, e questi scarsi esiti sono spesso associati a una significativa diminuzione della qualità della vita, specialmente nella malattia recidivante/refrattaria.

“Tra i tumori della mammella, il sottotipo triplo-negativo è caratterizzato da una maggiore aggressività sia biologica che clinica. Inoltre, dopo la prima linea di terapia nella malattia metastatica, la chemioterapia rappresenta essenzialmente l’unica arma disponibile con risultati estremamente insoddisfacenti per moltissime pazienti”, afferma il Dott. Giampaolo Bianchini, Responsabile del Gruppo Mammella dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano. 

“Sacituzumab govitecan è un farmaco di nuova concezione che, tramite un anticorpo che riconosce una proteina espressa specificamente dal tumore, porta con sé un potente chemioterapico in grado di eliminare le cellule tumorali, riducendo l’esposizione dei tessuti sani. I risultati di efficacia di questo farmaco confrontato con le diverse chemioterapie oggi disponibili sono straordinari, avendo dimostrato un sostanziale raddoppio delle probabilità di sopravvivenza di queste pazienti e un tasso di risposte sette volte superiore”. E conclude: “L’augurio è che questa importantissima opzione terapeutica, che ha appena ricevuto approvazione da EMA, venga resa effettivamente fruibile nei tempi più brevi possibili anche dalle pazienti italiane”.

Il gruppo di ricerca del Dott. Bianchini ha maggiormente contribuito al piano di sviluppo di Sacituzumab govitecan in Italia.

La decisione della CE è supportata dai risultati dello studio di fase III ASCENT, in cui sacituzumab govitecan ha ridotto il rischio di morte del 49% e ha prolungato la sopravvivenza globale mediana a 11,8 mesi, rispetto ai 6,9 mesi con la chemioterapia scelta dal medico (HR: 0,51; IC 95%: 0,41-0,62; p<0,0001). Questi dati hanno anche dimostrato una riduzione statisticamente e clinicamente significativa del 57% del rischio di morte o di esacerbazione della malattia e un prolungamento della sopravvivenza libera da progressione (PFS, progression free survival) mediana a 4,8 mesi, dai 1,7 mesi osservati con la sola chemioterapia scelta dal medico tra tutti le pazienti randomizzate, che includevano quelle con e senza metastasi cerebrali (HR: 0,43; IC 95%: 0,35-0,54; p<0,0001). Le più comuni reazioni avverse di grado 3 o superiore sono state neutropenia (49,5%), leucopenia (12,0%), diarrea (10,7%), anemia (10,1%), neutropenia febbrile (6,6%), affaticamento (5,2%), ipofosfatemia (5,2 %), nausea (4,1%) e vomito (3,0%).

Sacituzumab govitecan è stato recentemente incluso nelle linee guida ESMO per la pratica clinica aggiornate come opzione di trattamento preferita per il TNBC metastatico dopo i taxani.

Lo studio clinico ASCENT 

ASCENT è uno studio clinico globale di fase III, randomizzato e condotto in aperto, che ha arruolato oltre 500 pazienti in 230 siti. Lo studio ha valutato l’efficacia e la sicurezza di sacituzumab govitecan rispetto a una chemioterapia a singolo agente scelta dal medico curante in pazienti con TNBC non operabile, in stadio localmente avanzato o metastatico, che avevano ricevuto almeno due precedenti trattamenti sistemici. I pazienti sono stati randomizzati a ricevere sacituzumab govitecan o una chemioterapia scelta dai loro medici curanti. L’endpoint primario era la sopravvivenza libera da progressione (PFS, come determinato da una revisione centrale indipendente in cieco) in pazienti senza metastasi cerebrali. Gli endpoint secondari includevano: PFS per la popolazione completa dello studio o per la popolazione intention-to-treat (ITT), sopravvivenza globale (OS, overall survival) sia nella popolazione ITT sia nel sottogruppo senza metastasi cerebrali, tasso di risposta obiettiva (ORR, objective response rate) determinato in modo indipendente, durata della risposta (DoR, Duration of Response), tempo all’inizio della risposta secondo i Criteri di valutazione della risposta nei tumori solidi (RECIST 1.1, Response Evaluation Criteria in Solid Tumors), qualità della vita (QoL, Quality of Life) e sicurezza. Ulteriori informazioni su ASCENT sono disponibili all’indirizzo http://clinicaltrials.gov/show/NCT02574455.

Il cancro della mammella triplo negativo (TNBC, triple negative breast cancer)

Il TNBC è il tipo di cancro della mammella più aggressivo; rappresenta circa il 15% di tutti i tumori al seno. Il TNBC viene diagnosticato più frequentemente nelle donne più giovani e in premenopausa, ed è più diffuso tra le donne nere e ispaniche. Le cellule TNBC non hanno recettori per estrogeni e progesterone, e hanno una espressione di HR2 (recettore del fattore di crescita dell’epidermide umano 2) limitata. A causa della natura del TNBC, le opzioni di trattamento sono estremamente limitate rispetto ad altri tipi di cancro della mammella. Il TNBC ha maggiori probabilità di recidiva e di metastasi rispetto ad altri tipi di cancro della mammella. Il tempo medio alla recidiva metastatica per il TNBC è di circa 2,6 anni, rispetto ai 5 anni per altri tumori al seno, e il relativo tasso di sopravvivenza a cinque anni è molto più basso. Tra le donne con TNBC metastatico, il tasso di sopravvivenza a cinque anni è del 12%, rispetto al 28% di quelle con altri tipi di cancro della mammella metastatico.

Sacituzumab govitecan

Capostipite della sua classe, sacituzumab govitecan è un anticorpo coniugato con un inibitore della topoisomerasi mirato al recettore Trop-2, una proteina sovraespressa in diversi tipi di tumori epiteliali, tra cui il cancro della mammella triplo negativo (TNBC) metastatico e il carcinoma uroteliale metastatico (UC, urothelial cancer), dove un’elevata espressione è associata a scarsa sopravvivenza e recidiva. Sacituzumab govitecan è approvato nel TNBC metastatico in seconda linea in diversi Paesi in tutto il mondo, tra cui Australia, Canada, Gran Bretagna, Unione Europea, Svizzera e Stati Uniti. Sacituzumab govitecan è inoltre approvato per l’uso nel cancro della vescica metastatico (urothelial cancer, UC) negli Stati Uniti. Sacituzumab govitecan continua a essere sviluppato per un potenziale uso in altre popolazioni con TNBC e UC metastatico, ed è anche in fase di sviluppo come trattamento sperimentale per il cancro della mammella metastatico positivo per i recettori ormonali/negativo per il recettore del fattore di crescita epidermico umano 2 (HR+/HER2-) e per il carcinoma polmonare non a piccole cellule metastatico. Sono inoltre in corso ulteriori ricerche su diversi tumori solidi.

Gilead Sciences

Gilead Sciences è una società biofarmaceutica californiana che da oltre trent’anni ricerca e sviluppa farmaci innovativi per contribuire alla salute del mondo. L’azienda è impegnata sul fronte del progresso in medicina per la prevenzione e il trattamento di patologie come HIV/AIDS, malattie epatiche, ematologia e oncologia. Gilead ha sede a Milano dall’anno 2000 e collabora con i partner istituzionali, scientifici, accademici, industriali e le comunità locali per ricercare, sviluppare e rendere disponibili le terapie anche per pazienti italiani.

Di Redazione

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