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Fecondazione eterologa: parla il medico di una delle coppie protagonista dei ricorsi

“Fine di una barbarie: il divieto di eterologa limitava il diritto alla genitorialità ed era una costrizione alla missione del medico di prestare le cure ai malati”.
Catania, 11 giugno 2014. “La sentenza della Corte Costituzionale che abroga il divieto di fecondazione eterologa non solo rende immediatamente operativa la possibilità di ricorrere alla donazione dei gameti, ma contribuisce in maniera determinante a riaffermare la centralità e l’autodeterminazione dei pazienti, restituendo ai medici la dignità di interlocutori responsabili, in grado di prestare tutte le cure necessarie, senza i limiti che la stessa Consulta ha ritenuto incostituzionali”.

All’indomani del deposito delle motivazioni della sentenza dello scorso 9 aprile, così si esprime l’equipe del ginecologo Antonino Gugliemino, direttore del Centro Umr di Catania, all’avanguardia in Italia nel campo della PMA. Il dottor Guglielmino è stato tra i medici che hanno dovuto imporre, loro malgrado, a tanti pazienti il divieto legale alla donazione dei gameti: “una costrizione inammissibile – sottolinea – alla missione del medico di curare i malati”. Da qui l’impegno a fianco delle associazioni dei pazienti che ha visto l’UMR in prima linea con tutta la sua equipe di medici, embriologi e psicologi.
Importante, per i pazienti e per i centri di PMA, è l’operatività immediata della sentenza; la Corte ha affermato che l’incostituzionalità del divieto non comporta alcun vuoto normativo: i soggetti coinvolti sono garantiti in modo bilanciato dalle norme di legge e dalle direttive europee recepite in Italia, nonché dalle raccomandazioni formulate dalle società scientifiche nazionali e internazionali che operano specificamente nel campo.
La Corte ribadisce il principio fondamentale che la scelta terapeutica si matura all’interno del rapporto tra il medico che agisce secondo scienza e coscienza e il paziente che è depositario del proprio diritto alla salute, costituzionalmente garantito. In ciò la Consulta restituisce ai medici la possibilità – e con essa la dignità – di poter curare tutte le patologie dell’infertilità e sterilità senza nessuna discriminazione tra chi ha bisogno di aver donati i gameti e chi no.
Consentendo l’eterologa in Italia, la Corte ha posto fine alla necessità di ricorrere ai viaggi della speranza, eliminando quella disparità di censo che privilegiava quanti potevano affrontare le cure all’estero. In linea con questo intendimento, l’equipe medica del Centro UMR di Catania ritiene che sia arrivato il momento che il Sistema Sanitario Nazionale riconosca e risolva in tempi brevi le problematiche inerenti l’infertilità ed auspica che quanto prima i trattamenti di PMA vengano inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

HERA

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