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Diabete: l’insulina degludec riduce le ipoglicemie notturne

San Francisco, 16 giugno 2014 – Nuovi dati presentati alle 74th Scientific Sessions della American Diabetes Association (ADA) dimostrano che l’insulina basale degludec (Tresiba®, Novo Nordisk) – rispetto all’insulina glargine – riduce significativamente gli episodi di ipoglicemia notturni nelle persone con diabete di tipo 2, indipendentemente da come questi vengano identificati secondo le diverse definizioni attualmente in uso1. Questa riduzione, anche se non statisticamente significativa, si evidenzia anche nelle persone con diabete di tipo 11.La differenza nella definizione di “episodio di ipoglicemia notturno” può derivare dal periodo temporale considerato o dal limite dei livelli di glicemia. In questa analisi sono stati presi in considerazione: gli episodi di ipoglicemia, con valori di zuccheri nel sangue inferiori a 56 mg/dl, con evidenza di sintomi; quelli considerati tali secondo la definizione dell’ADA, che pone il valore soglia a 70 mg/dl; e quelli con valore glicemico inferiore a 56 mg/dl, avvenuti tra le 21:59 e le 5:59 di notte. In una precedente analisi, erano stati valutati solo gli episodi di ipoglicemia avvenuti tra mezzanotte e le 6 del mattino, con valori di glicemia inferiori a 56 mg/dl auto-dichiarati dalle persone oggetto dello studio oppure gli eventi gravi che avessero richiesto un aiuto da parte di terzi.

“Il problema delle ipoglicemie è molto diffuso e interessa e preoccupa molte persone con diabete” afferma Antonio Nicolucci, Responsabile del dipartimento di farmacologia clinica ed epidemiologia della Fondazione Mario Negri Sud. “A spaventare di più sono le ipoglicemie notturne, proprio perché quando si dorme non ci si rende conto dei sintomi e non si può quindi intervenire per riportare il glucosio nel sangue a un livello sufficiente per il corretto funzionamento dell’organismo. A tal proposito lo studio HYPOS-1 – prosegue Nicolucci – rivela che, fra coloro che riferiscono episodi di ipoglicemia, uno su quattro ha avuto almeno un episodio di ipoglicemia sintomatica notturno nel corso degli ultimi 12 mesi, vivendo sulla propria pelle tutti i sintomi che ne derivano.”

I dati presentati all’ADA, analizzando un’ampia casistica di possibili situazioni definibili come ipoglicemia notturna, mettono in luce come la riduzione del numero di questi eventi dovrebbe poi riscontrarsi effettivamente nella pratica clinica e non solo in condizioni di studio scientifico.

Nelle persone con diabete tipo 2 in trattamento per la prima volta con insulina, il rischio di ipoglicemia notturna con insulina degludec era inferiore rispetto ad insulina glargine del 27% (p<0.05) considerando gli eventi secondo la definizione ADA, episodi sintomatici con glicemia inferiore a 70 mg/dl tra mezzanotte e le 6 del mattino, e del 44% (p<0.05) quando il valore soglia era inferiore a 56 mg/dl.

Nelle persone con diabete tipo 2 in trattamento basal-bolus, il rischio di ipoglicemia notturna con insulina degludec era inferiore rispetto ad insulina glargine del 25% (p<0.05) considerando gli episodi di ipoglicemia avvenuti tra mezzanotte e le 6 del mattino, con valori di glicemia inferiori a 56 mg/dl auto-dichiarati dalle persone oggetto dello studio oppure gli eventi gravi che avessero richiesto un aiuto da parte di terzi, e del 32% (p<0.05) valutando esclusivamente il valore soglia inferiore a 56 mg/dl.

Nelle persone con diabete tipo 1, il tasso di ipoglicemie notturne con insulina degludec era numericamente inferiore rispetto ad insulina glargine del 9% considerando gli eventi secondo la definizione ADA, del 17% considerando quelli avvenuti tra mezzanotte e le 6 del mattino, con valori di glicemia inferiori a 56 mg/dl auto-dichiarati dalle persone oggetto dello studio oppure gli eventi gravi che avessero richiesto un aiuto da parte di terzi.

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