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Crisi Israele-Palestina. Ottavo giorno. Prima vittima civile israeliana colpita da razzo di Hamas

Guerra Israele Gaza
Guerra Israele Gaza

E’ ormai l’ottavo giorno della crisi israelo palestinese con il lancio di razzi di Hamas sul territorio di Israele e i bombardamenti dell’esercito con la stella di David sulla striscia di Gaza. I morti dall’inizio, per la maggior parte in terra di Gaza, sarebbero almeno 200 con un numero imprecisato di feriti.
Purtroppo l’unico spiraglio di tregua di oggi è saltato. La decisione comune di accettare la proposta egiziana da parte di Israele e Autorità Nazionale Palestinese ha visto il fermo no di Hamas e del suo braccio armato.

19.00 Si registra una vittima israeliana. A quanto si apprende da fonti locali un civile israeliano è rimasto ucciso al valico di Erez, fra Israele e Gaza, da un colpo di mortaio sparato dalla Striscia. Si era recato lì per distribuire cibo ai militari.
Si tratta della prima vittima israeliana dall’inizio del conflitto in corso con Hamas avvenuto otto giorni fa.

15.00 Raid aerei israeliani bombardano il Golan causanto 4 morti tra civili e una decina di feriti. A comunicarlo è l’Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria. Hamas ha chiuso il valico di Erez, fra la Striscia di Gaza e Israele. Il provvedimento riguarda anche i palestinesi diretti in ospedali israeliani e i giornalisti stranieri. Da lì non si passa più.

08.00 Arriva il primo spiraglio di pace della giornata. Israele e Autorità Nazionale Palestinese dicono sì alla tregua. A deciderlo per Israele è stato il Consiglio di sicurezza interno che ha sostanzialmente detto sì alla proposta di tregua fatta ieri dall’Egitto e che prevede il cessate il fuoco dalle 8.
Ma la grande novità consiste nel fatto che, secondo fonti locali, il presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, per parte sua, sostiene la proposta e ha lanciato un appello “a tutte le parti”, “nel supremo interesse nazionale” palestinese. Una importante presa di distanza di ANP da Hamas per giungere alla pace nell’interesse soprattutto della popolazione palestinese innocente che ormai da oltre una settimana vive con l’incertezza di riuscire a vedere vivo il giorno seguente.

07.30 La diplomazia va avanti ma arriva la conferma del no alla proposta egiziana di tregua anche dal braccio armato di Hamas, le Brigate Ezzedine al-Qassam.
“Se il contenuto della proposta è esatto – si legge in un comunicato – si tratta di una resa, che rifiutiamo senza appello. La nostra lotta si intensificherà”.
La proposta egiziana è intanto all’esame del premier israeliano Netanyahu, in riunione con il Consiglio di sicurezza del governo.

07.00 Intanto i razzi palestinesi verso il territorio di Israele non si fermano: razzi sarebbero stati sparati nella notte verso il territorio israeliano dal Sinai egiziano, dal Libano e dalla Siria. L’attacco più grave sarebbe stato diretto a Eilat (Mar Rosso), dove sono esplosi tre razzi che hanno ferito tre persone.
Dal Libano due razzi sono stati sparati verso la Galilea occidentale e dalla Siria altri due razzi verso il Golan.
03.00 Gli USA si dicono favorevoli alla proposta di tregua avanzata dall’Egitto e sperano che essa “permetterà un ritorno alla calma nel più breve tempo possibile”. A dichiararlo è il portavoce della diplomazia Usa, Psaki, che in una nota ha comunicato “Il segretario di Stato John Kerry tiene stretti contatti con il primo ministro israeliano Netanyahu, le autorità egiziane e il presidente palestinese Abbas”. Gli Usa “sono impegnati con loro e con tutti i partner della regione per trovare una soluzione”.

01.00 Si attendono per oggi le risposte alla proposta di cessate il fuoco avanzata dall’Egitto. Hamas ha sostanzialmente rifiutato la proposta in quanto, secondo quanto comunicato dal portavoce di Hamas, Fawzi Barhum, chiederebbe un accordo completo su Gaza. “Un cessate il fuoco senza giungere a un accordo è escluso”, ha dichiarato il portavoce.

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Di Redazione

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