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Berlusconi. Cronaca del secondo giorno da condannato

Ultime notizie su Berlusconi dopo la sentenza della Cassazione  che conferma la condanna a 4 anni di reclusione (che diventano 1 grazie all’indulto). Facciamo il punto nel suo secondo giorno da condannato.

Silvio Berlusconi chiede riforma della giustizia subito o si vada al voto. Nelle stesse ore Renato Schifani e Renato Brunetta insistono per applicare sulla condanna di Silvio Berlusconi l’art. 87 della Costituzione che prevede il potere di grazia da parte del Capo dello Stato. Giorgio Napolitano da parte sua resta per ora in vacanza e fonti del Quirinale fanno sapere che non tornerà di certo in queste ore per dare la grazia a Berlusconi, procedimento che comunque è previsto per legge e richiede tutta una serie di adempimenti preliminari, tra i quali la richiesta da parte del condannato o di un suo familiare e con istruzione del Ministro Guardiasigilli (il Ministro della Giustizia che un tempo non a caso si chiamava Ministro di Grazia e Giustizia). Guglielmo Epifani senza mezzi termini trova impropria la richiesta di Grazia e comunica che il PD voterà per la decadenza di Berlusconi dal ruolo di Senatore.
Indetta per domani anche una manifestazione del PDL  a Roma a sostegno di Berlusconi. Diversi pullman sono già stati prenotati da diversi comuni di Italia.

La guerra civile: Fibrillazione tra PD e PDL e governo sempre più a rischio, anche se per ora sono solo parole e di fatto non ci sono stati cambiamenti nei ruoli. Angelino Alfano ministro e segretario del Popolo delle Libertà dichiara che i ministri del PDL sono pronti a dimettersi dal Governo. Sandro Bondi, ex ministro della cultura sotto il governo Berlusconi getta benzina sul fuoco: “o la politica è capace di ripristinare un normale equilibrio fra i poteri dello Stato, e nello stesso tempo rendere possibile l’agibilità politica del leader del maggior partito italiano, oppure l’Italia rischia davvero una forma di guerra civile dagli esiti imprevedibili per tutti” ha dichiarato con un comunicato.\r\n

Non tardano le reazioni alle parole del Senatore Bondi tra le quali spicca quella del leader del Centro Democratico Bruno Tabacci “Qualcuno chiami un medico per Sandro Bondi che evoca la guerra civile: si tratta di un evidente caso di colpo di sole”. Poi Tabacci insiste: “Si rintracci lo stesso dottore che calmava Bossi quando parlava di 10 milioni di fucili pronti ad attaccare dalle Alpi”.

Anche il neo segretario dell’Italia dei Valori Ignazio Messina controribatte a Bondi: “sfiora il ridicolo quando dice che per Berlusconi deve esserci l’agibilità politica. Forse non ha capito che il leader del suo partito è un condannato in via definitiva per frode fiscale”. “Per questo in uno stato di diritto l’unica cosa che bisogna fare nei confronti di un condannato è applicare la legge”.

 Mario Monti al Corriere della Sera esprime parere negativo per una caduta del governo: “L’esplosione del governo sarebbe molto negativa” e se è vero che la giustizia “ha bisogno di riforme”, queste vanno perseguite “in modo svincolato” dalla sentenza di Cassazione nei confronti di Silvio Berlusconi.

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