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Accesso Università. UDU “No a test on line”

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BISOGNA SUPERARE L’ATTUALE SISTEMA DI ACCESSO ALL’UNIVERSITA’

Il ministro dell’Università e della Ricerca Prof. Gaetano Manfredi in una intervista rilasciata al Messaggero si è espresso in merito alle conseguenze che questa emergenza sta arrecando agli studenti dell’ultimo anno delle Scuole Superiori, soprattutto in riferimento al proseguo del loro percorso di studi.

Infatti i disagi che l’emergenza sta creando negli studenti non sono pochi. In particolare rispetto alla loro preparazione che, nonostante la continuità didattica con l’utilizzo della didattica telematica, in molti casi non vedrà il completamento dei programmi e lascerà dei vuoti di preparazione sugli argomenti che non verranno trattati.

Dichiara dichiara Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale UDU – Unione degli Universitari : “Questa situazione rischia di aumentare ancora di più il gap già fisiologicamente esistente tra gli studenti che proveranno i test d’ammissione per i corsi universitari a numero programmato, sia locali che nazionali. In riferimento proprio a quest’ultimi, tra cui ci sono i corsi in medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria, Architettura, Scienze della Formazione Primaria e le Professioni Sanitarie, il Ministro ha ipotizzato la possibilità di organizzarli via internet per “andare incontro ai futuri iscritti e far partire il prossimo anno accademico regolarmente”.

Continua Gulluni: “Riteniamo questa possibilità un grande rischio e un salto nel buio. Come vediamo già per gli esami universitari scritti dove si ha un numero di centinaia di studenti, è molto complesso garantire la privacy, l’anonimato e l’imparzialità, figuriamoci nel caso di Medicina dove i partecipanti al test sono decine di migliaia.”
Continua ancora Gulluni: “Per non parlare poi di tutte le difficoltà che si avrebbero nel caso di studenti in condizioni economiche disagiate che non hanno le adeguate strumentazioni per svolgere il test come dispositivi elettronici e connessioni internet efficienti e affidabili.”

Conclude Gulluni: “Perseguendo questa strada ci troveremo davanti al concreto rischio di rendere peggiore uno strumento che risulta già lacunoso, che non fa altro che legittimare una selezione spietata ed ingiusta, in quanto non fa altro che negare il proprio del percorso di studi per come desiderato dallo studente. Riteniamo che questa condizione possa essere un’occasione per ripensare il modello d’accesso ai corsi di laurea di Area medica e sanitaria verso una direzione di apertura, avviando un percorso partecipato con le Università e con le organizzazioni studentesche. Infine continuiamo a ribadire che sia davvero lo svolgimento dei Test dei corsi di laurea in Architettura e Formazione Primaria, dove ormai da anni la selezione nazionale non ha alcuna ragione di esistere.”  

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Tags: università

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