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Sicurezza stradale. BMW Serie 3: possibile richiamo per difetto airbag

Lecce, 23 giugno 2014 – Sono saliti a 10 milioni i richiami fatti dalle case automobilistiche a causa di problemi con gli airbag forniti dalla giapponese Takata, numero 2 al mondo in questo genere di prodotti e con stabilimenti di produzione anche nel Nord America. Ma potrebbe riguardare anche BMW. Su richiesta del Dipartimento dei Trasporti statunitense, ai produttori tedeschi è stato ordinato di effettuare verifiche in officina della Serie 3.Un portavoce della società ha riferito al giornale SPIEGEL ONLINE che l’agenzia americana, NHTSA, ha chiesto a BMW di sostituire gli airbag dei veicoli e per esaminarli per i difetti.

Quante auto sono soggette alla verifica non è ancora dato sapere. I modelli interessati dall’annuncio sono i modelli anni 2000-2006. Attivare il richiamo, è secondo BMW un atto volontario per i problemi degli airbag del fornitore giapponese Takata. Nel frattempo, gli airbag anteriori possono essere dotati di un generatore di gas difettoso che si può strappare in un incidente. Questo rappresenta un potenziale rischio di incendio e lesioni.L’NHTSA degli Stati Uniti ha limitato i casi di airbag difettosi di altri produttori sulle regioni particolarmente calde ed umide. BMW starebbe quindi per avviare un richiamo solo negli stati della Florida, Hawaii, Puerto Rico e le Isole Vergini Americane.

Ci prevalso adeguate condizioni climatiche.Gli airbag forniti dalla giapponese Takata hanno già causato guai per il 2013. Le vetture che hanno avuto gli airbag difettosi rientrano nella produzione di oltre dieci anni fa, al periodo 2000-2002. Il problema sarebbe stato causato dalla non corretta conservazione negli stabilimenti delle sostanze impiegate, con conseguente malfunzionamento una volta installati gli airbag sulle vetture. In particolare il problema potrebbe dare luogo a “esplosione” dell’airbag con particelle di metallo “sparate” nell’abitacolo. I casi di malfunzionamento constatati sono stati 49, di cui due con esiti mortali. Lo scorso anno, i produttori giapponesi hanno dovuto richiamare più di tre milioni di veicoli a causa degli airbag difettosi Takata.

A quel tempo, la BMW era preoccupata, tanto è vero che la casa automobilistica tedesca aveva richiamato più di 220.000 auto in officina. Nell’attività a tutela dei consumatori e dei proprietari o possessori di veicoli a motore, lo “Sportello dei Diritti” ancora una volta anticipa in Italia l’avvio di procedure di tal tipo da parte delle multinazionali automobilistiche anche a scopo preventivo, poiché non sempre tutti coloro che possiedono una vettura tra quelle indicate viene tempestivamente informato. È necessario, quindi, spiega Giovanni D’Agata presidente dello “Sportello dei Diritti”, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai concessionari della BMW nel caso in cui la propria autovettura corrisponda ai modelli in questione.

Al singolo proprietario, infatti, non costa nulla tale tipo di verifica e nel caso in cui la propria autovettura sia oggetto del richiamo, l’intervento previsto è a totale carico della casa automobilistica che dovrebbe fornire anche un’autovettura sostitutiva per il periodo necessario alla manutenzione straordinaria. Fa presente che alla nostra associazione erano giunti numerose segnalazioni di anomalie analoghe ed anche di rotture tanto da far pensare all’avvio di una imminente class action contro BMW.

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