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Raffineria Eni di Gela. Ugl: trovato accordo

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La Ugl Chimici e l’Eni hanno trovato un accordo sulla raffineria di Gela durante il tavolo convocato oggi al ministero dello Sviluppo, dopo che ieri si erano rotte bruscamente le trattative.
Evidentemente la notte ha portato consiglio e oggi è stato firmato un protocollo di intesa che rimuove le basi dello scontro tra azienda e sindacato: nel verbale si legge infatti che le parti riconoscono la validità degli accordi sottoscritti nel 2013 e nel 2014 relativamente ai siti di Gela e Porto Marghera e l’azienda si è impegnata ad avviare il processo di manutenzione e deve garantire la conservazione degli impianti e il ripristino dell’efficienza operativa della linea 1 anche attraverso il coinvolgimento dell’indotto.
Le parti sono d’accordo per iniziare ora un nuovo confronto sulla politica del gruppo per arrivare ad un nuovo accordo sulle prospettive industriali di Eni. Il prossimo incontro si dovrà tenere entro il prossimo 15 settembre, sempre al Ministero dello Sviluppo Economico.

Soddisfazione è stata espressa dalla Ugl Chimici. «Le parti – si legge in una nota della segreteria nazionale Ugl Chimici – hanno condiviso un verbale d’incontro che impegna l’azienda al riavvio delle operazioni preliminari alla ripartenza della linea 1 della raffineria di Gela, anche attraverso il coinvolgimento dell’indotto, alla realizzazione degli investimenti relativi alla seconda fase del progetto di riconversione della Green Refinery di Porto Marghera nel rispetto e nei tempi previsti dagli accordi sottoscritti in luglio 2013 e in febbraio 2014».
«L’accordo odierno, determinato da un’inversione della posizione espressa fino a ieri sera dal Gruppo Eni – prosegue la nota- comporterà la ripresa del confronto finalizzato alla riattivazione degli impianti in sede locale dei siti in oggetto e in sede nazionale sulle scelte di politica industriali del Gruppo Eni in Italia, e avrà momenti di verifica in sede ministeriale già programmati nel mese di settembre. Il segretario Generale dei Chimici Luigi Ulgiati, esprime un giudizio positivo su quanto sottoscritto, sottolineando l’importanza delle problematiche indicate in questi giorni di mobilitazione e finalizzate al rilancio della politica industriale dell’azienda nel Paese. Inoltre le parti, a partire da settembre e successivamente al confronto in sede ministeriale, saranno impegnate nella realizzazione di un nuovo protocollo di relazioni sindacali per la competitività e lo sviluppo delle attività dell’Eni a fronte della condivisione del quadro e delle prospettive industriali. Pertanto si dichiarano sospese le iniziative di mobilitazione definite sia a livello locale, sia a livello nazionale».

Invito che non è stato accolto dai lavoratori gelesi che da quasi un mese presidiano le vie di accesso al petrolchimico: loro non si fidano e non intendono rimuovere i blocchi, malgrado un apposito invito del sindaco, Fasulo. Vogliono conoscere nel dettaglio i termini dell’intesa siglata al ministero dello sviluppo economico. “Da qui non ci muoviamo” dicono con fermezza le maestranze, “l’Eni è inaffidabile, abbiamo subito troppi inganni”. Le segreteria territoriale, invece, saluta positivamente l’accordo perché giunto dopo una rottura che sembrava insanabile e perché rimuove le basi dello scontro tra azienda e sindacati. Nelle prossime ore saranno convocate le assemblee con i lavoratori per illustrare i termini dell’intesa. Le riunioni si faranno nei vari presìdi degli operai in lotta. I sindacati dicono di aspettare la definizione dei numeri del piano industriale: dai livelli occupazionali di diretto e indotto agli i investimenti, agli assetti produttivi, ai tempi della ripresa effettiva.

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