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Pharmaceutical Care: una risorsa per la riforma della Sanità  del Lazio

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Puntare con forza sulla sanità di prossimità e sulla collaborazione interprofessionale tra farmacisti, medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta, com l’obiettivo di cambiare il rapporto tra paziente e SSN e ‘prendere in carico’ il paziente cronico. E’ la proposta che Federfarma Lazio lancia alla Regione nel corso del convegno “Pharmacetical care: una risorsa per la riforma della sanità del Lazio”, organizzato al Sanit dal sindacato dei farmacisti.
“Voglio dire in primo luogo al presidente Zingaretti, con il quale già abbiamo avuto modo di scambiare qualche prima e positiva considerazione al riguardo – ha spiegato il presidente di Federfarma Lazio, Franco Caprino – che vogliamo essere in prima fila, insieme all’autorità sanitaria regionale, ai MMG e agli altri presidi di territorio, per contribuire a quella riorganizzazione della sanità regionale che lo stesso presidente della Regione ha posto in cima agli obiettivi del suo mandato”.
La strada da seguire, secondo Federfarma, è quella di una farmacia di comunità che non dispensa solo il farmaco e singoli servizi al cittadino, ma che prende in carico il paziente cronico in concertazione con il medico curante e che fa rete con gli attori della filiera. “Abbiamo da tempo instaurato un proficuo rapporto di collaborazione con la Regione dando vita al programma Webcare sui presidi per i pazienti diabetici che ha prodotto ottimi risultati, ma ora è tempo di andare oltre”, ha proseguito Caprino, citando come esempio virtuoso il progetto “Diabete e farmacia” in Piemonte. D’altronde, “nella nostra Regione, migliorando l’adesione ai trattamenti delle persone a rischio, si sarebbero potuti risparmiare 320 milioni di euro nel solo 2008, che sarebbero stati 340 nel 2010 e che (a prezzi costanti) potrebbero salire addirittura a 450 milioni nel 2040”. Per questo Caprino annuncia di essere “fin da subito disposto a sottoporre alla Regione una proposta di progetto che si inserisca funzionalmente nella cornice delle nuove strategie necessarie per implementare la sanità di territorio e migliorare l’assistenza delle cronicità, che sono il vero nodo di sistema”.

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