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Nuova scoperta archeologica ad Aosta: tracce risalenti ai Salassi della seconda età del ferro

Aosta, 26 maggio 2014 – I lavori di scavo archeologicamente assistito, attualmente in corso nell’area adiacente all’ospedale di Aosta, hanno restituito le tracce del passaggio di uomini e animali databili ad un momento ancora da precisare all’interno della seconda età del Ferro, che convenzionalmente è compresa tra il V sec. e il I sec. a.C., in un periodo che precede la fondazione della città romana di Augusta Praetoria. Le impronte degli antichi abitanti della piana di Aosta ( i Salassi), sono state riconosciute, al di sopra di un originario piano di frequentazione, nella porzione di cantiere precedentemente occupata dalla Palestra Coni.In quest’area lo scavo ha messo in luce una sequenza di piani adibiti ad attività agricole, fertili depositi forse trasportati da vicini ruscelli, sui quali sono ben riconoscibili ripetute tracce di aratura. Nell’ultimo di questi livelli, un terreno limoso, sono rimaste impresse le impronte di almeno due individui e numerose orme di animali che, protette da un potente livello di frana, si sono conservate fino ai nostri giorni, nonostante l’erosione provocata da ruscellamenti di acque superficiali.

Al momento gli archeologi della ditta Akhet, sotto la supervisione dei tecnici competenti della Sovrintendenza per i beni e le attività culturali regionale – Ufficio beni archeologici dell’Assessorato regionale all’Istruzione e Cultura, stanno documentando i resti emersi che rappresentano un nuovo e importante elemento di conoscenza per l’evoluzione del paesaggio antico e l’utilizzo del suolo in questa porzione della piana di Aosta. Queste nuove acquisizioni permettono di aggiungere un nuovo tassello alla ricostruzione delle radici storico-archeologiche della comunità locale, presente sul territorio durante il periodo protostorico poco prima della fase della definitiva romanizzazione da parte dell’imperatore Ottaviano Augusto.

E’ attualmente in corso di studio un sistema di documentazione dei ritrovamenti, mediante la realizzazione di calchi e la riproduzione tridimensionale dei resti, che potranno successivamente essere esposti in uno spazio appositamente predisposto nel museo di Saint Martin de Corléans.

I risultati ottenuti e le nuove scoperte dimostrano come il corretto iter progettuale seguito per la realizzazione dei lavori di riqualificazione ed ampliamento dell’ospedale Umberto Parini e, in particolare, la programmazione e realizzazione delle indagini attualmente in corso rappresentino un prezioso momento di arricchimento e di conoscenza per la storia antica del territorio valdostano, dimostrando inoltre come la ricerca archeologica possa inserirsi, quale valore aggiunto e senza creare disagi o ostacoli, all’interno del normale evolversi della città moderna.

Le nuove conoscenze acquisite e i dati che emergeranno dalla prosecuzione dello scavo, consentiranno inoltre di arricchire il ben noto patrimonio storico della regione, ampliando inoltre l’offerta turistico-culturale del territorio.

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Di Mena

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