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Mitral Conclave 2015 di New York, il 2% degli italiani soffre di insufficienza mitralica

New York, 28 aprile 2015 – Il 2% della popolazione italiana soffre di insufficienza mitralica, un difetto di chiusura della valvola mitrale che consiste nel reflusso di sangue dal ventricolo sinistro all’atrio sinistro provocando affaticamento e disturbi cardiaci. L’insufficienza mitralica rappresenta la seconda patologia del cuore in ordine di frequenza dopo la stenosi aortica. Il dato, segnalato dagli studi epidemiologici inseriti nel documento delle linee guida sulle valvulopatie della Società Europea di Cardiologia, è emerso durante il Mitral Conclave 2015 di New York.

[easy_ad_inject_1]Il convegno, che si è tenuto il 23 e 24 aprile scorso, ha riunito oltre 1.500 professionisti provenienti dalle più importanti e prestigiose realtà sanitarie specializzate nel trattamento chirurgico delle patologie a carico della valvola mitrale. Quest’anno i massimi esperti si sono confrontati sulle più recenti acquisizioni tecnologiche e sulle conoscenze fisio-patologiche della valvola mitralica con l’obiettivo di formulare le linee guida internazionali nell’approccio clinico, diagnostico strumentale e terapeutico.

Tra i protagonisti del Mitral Conclave 2015 il team di sei medici GVM Care & Research, guidato da Khalil Fattouch – Responsabile dell’Unità Operativa di Chirurgia Cardio-Toraco-Vascolare di Maria Eleonora Hospital (Palermo) – e da Giuseppe Speziale, Responsabile della Cardiochirurgia di Anthea Hospital (Bari).

I cardiochirurghi di GVM hanno esposto i risultati decennali di studi e ricerche sulla valvuloplastica della mitrale ischemica e sull’impatto dell’utilizzo dei differenti anelli protesici. Esiti, ampiamente riconosciuti dalla comunità scientifica e più volte oggetto di pubblicazioni sulle maggiori riviste di settore, che hanno permesso la riscrittura delle linee guida europee anche in virtù della nuova metodica mirata al contemporaneo riposizionamento dei muscoli papillari. Una procedura migliorativa sia in termini di risultati a livello operatorio, sia per il decorso post-intervento.

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