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Lo zucchero può curare l’ovaio policistico

Roma, 14 marzo 2013 – Il 50 per cento delle pazienti che assume myo-inositolo torna ad ovulare dopo circa un mese. L’88 per cento ripristina il ciclo mestruale dopo 3 mesi. Il 72 per cento torna ad avere un ciclo mestruale regolare e il 55 per cento riesce ad avere una gravidanza spontanea. Il 30 per cento delle prescrizioni mediche per le donne affette da policistosi ovarica, sono per il trattamento con il myo-inositolo.’,’L’ approfondita ricerca italiana, coordinata dal ginecologo Vittorio Unfer che da anni studia gli effetti di questa molecola per la cura dell’ovaio policistico, documenta gli effetti benefici del myo-inostolo sulla funzione ovarica e sui parametri metabolici. Ginecologi ed endocrinologi concordano sul fatto che lo”zucchero alcolico” sia cruciale nel mantenere uno stato di ottima salute. La carenza del myo-inositolo è collegata inoltre all’insorgenza dell’insulino-resistenza.

Nel caso di donne con ovaio policistico l’assunzione di myo-inositolo riduce, infatti, di circa il 50 per cento l’insulino-resistenza. Da un lato dunque cura la sindrome dell’ovaio policistico, dall’altro riduce la possibilità di venir colpite dal diabete. La policistosi ovarica che colpisce dal 5 al 10 per cento delle donne italiane in età riproduttiva è un caleidoscopio di sintomi e condizioni patologiche: si va dall’irregolarità mestruale alla ridotta fertilità, dall’irsutismo all’acne, dall’alopecia all’aumento di peso, dalle malattie cardiache all’ictus.”A livello preclinico – ha affermato l’endocrinologo dell’università la Sapienza di Roma, Maurio Nordio – la molecola è stata testata in diversi modelli sperimentali con dosaggi più disparati e con somministrazioni sia acute sia croniche. I dati più interessanti per quel che concerne la sicurezza vengono dagli studi clinici”: il myo-inositolo, infatti, è stato studiato come audiuvante in diverse patologie con protocolli terapeutici e dosaggi che variano dai 4 ai 30 grammi al giorno. In particolare il dosaggio quotidiano di 4 grammi è stato somministrato per un anno senza effetti collaterali.

Quest’ultimi – ha specificato- sono stati riscontrati solo con dosi superiori ai 12 grammi al giorno e sono di tipo gastrointestinale, la cui intensità aumenta con il maggior quantitativo del myo-inositolo assunto”. Il ginecologo Fabio Facchinetti, presidente Sifiog (Società italiana di Fitoterapia ed integratori in ostetricia e ginecologia) e docente di medicina dell’età prenatale all’università di Modena e Reggio Emilia ribadendo l’importanza del myo-inositolo a livello ovarico, suffragata da diversi studi clinici, ha illustrato come alla base della sindrome dell’ovaio policistico potrebbe esserci un aumento del bisogno di questo “zucchero” la cui dieta non è capace di rispondere. “Grazie alla moderna tecnologia – ha concluso il ginecologo Vittorio Unfer – è stato possibile realizzare un prodotto in capsule molli”. Unfer ha ricordato che su un totale di 304 pazienti trattate con dosaggio giornaliero di 2/ 4 grammi di myo-inositolo circa l’80 per cento delle donne hanno avuto effetti benefici sulla funzione ovarica. La scoperta del professor Vittorio Unfer è stata molto apprezzata a livello internazionale e il trattamento con il myo-inositolo per le donne affette dalla sindrome dell’ovaio policistico è adottato in più di 36 Paesi.

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