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Il mediterraneo del cibo si riunisce ad Expo per sancire la dieta mediterranea come best practice

Milano, 10 settembre 2015 – Dietro al cibo e ad ogni prodotto della Dieta Mediterranea si nascondono cultura, storia, tradizione, lavoro: tutti elementi che è importante trasmettere quando si parla di uno stile di vita sano che si identifica con uno stile alimentare chiamato appunto Dieta Mediterranea.

[easy_ad_inject_1]Se ne parla venerdì 18 settembre a Expo Milano, nella Sala Europa del Padiglione Unione Europea in occasione della quinta edizione del Forum Internazionale Dieta Mediterranea, il simposio organizzato da Camera di Commercio di Imperia e Azienda Speciale Promimperia e dal MIPAAF, che vede coinvolti 13 Paesi affacciati sul Mediterraneo ed aderenti a Re.C.O.Med. Dopo quattro edizioni svoltesi a Imperia, il Forum si trasferisce a Expo per inserirsi nel programma degli eventi coordinati dal MIPAAF per la Settimana della Dieta Mediterranea a Expo, e in concomitanza con la Prima Giornata Mondiale della Dieta Mediterranea, istituita con l’Expo delle Idee per la giornata del 18 settembre.

Il Forum non sarà solo una occasione per parlare di buona alimentazione, ma anche per sensibilizzare i consumatori, di oggi e di domani, a una consapevolezza sul modo in cui ci nutriamo, senza dimenticarsi di valorizzare in maniera educativa quelle materie prime che vanno a comporre la Dieta Mediterranea. Di questo e di molto altro si è occupato nel corso degli anni il workgroup “Educazione alimentare e Dieta Mediterranea, basi formative per EXPO 2015” coordinato da Riccardo Garosci, Capo progetto al Comitato di candidatura Expo Milano, Presidente del Comitato per l’Educazione Alimentare del Ministero dell’Istruzione e Coordinatore dell’analogo Tavolo tematico per la ‘Carta di Milano’ che sarà consegnata all’ONU alla fine di Expo2015.

E di questo renderà conto durante la sessione dedicata all’educazione alimentare del Forum di venerdì 18, sottolineando come la diffusione di interventi formativi non solo tra i teenager e i ragazzi in età scolare ma tra tutti i consumatori, possa creare in loro una coscienza e una cultura del mangiar sano che permetta di evitare patologie legate al peso con l’avanzare dell’età, non risolvibili se non ad alti costi sociali e medico sanitari.

L’altro tema su cui si concentrerà la sessione sull’educazione alimentare è il riconoscimento da parte dell’Unesco all’Italia della primogenitura storica e culturale sul cibo: un tributo alla capacità di saper fare, alla qualità della nostra scuola e della nostra formazione, all’uso sapiente di materie prime uniche, alle passioni e alle tradizioni.

“L’Italia – ha sottolineato Riccardo Garosci – ha 840 pozzi di petrolio inesauribili da sfruttare e far conoscere meglio: sono i 50 siti Unesco e 790 marchi di Denominazione di Origine riconosciuti dalla UE in tutte le singole regioni del nostro paese. Oggi affidiamo con serenità questo patrimonio agroalimentare alle nuove generazioni e, grazie all’indispensabile collaborazione delle attuali forze lavoro del settore food ed enogastronomico italiano e il rinnovato impegno di Enti e Ministeri che seguono agricoltura, scuola e salute, possiamo dire di aver raggiunto il nostro obiettivo, ovvero consegnare alla “Expo Generation” fatta da centinaia di migliaia di studenti che stanno visitando l’Esposizione di Milano, l’eredità immateriale di conoscenze sul cibo che rappresenta il patrimonio più prezioso che ci lascerà Expo al termine di questi sei mesi”.

Qualche dato che contribuisce a creare una fotografia del contesto a cui il gruppo di lavoro coordinato da Garosci si rivolge: oggi la popolazione scolastica italiana (tra i 7 ed i 17 anni) è sovrappeso nel 22% dei casi, senza contare un ulteriore 11% che soffre di obesità. Ciò significa che uno studente su tre si alimenta male ed è a rischio di sviluppare patologie in età adulta: una cattiva alimentazione non è solo consumare prodotti sbagliati, ma anche consumarli nelle quantità sbagliate.

Il messaggio che ne esce è che non dobbiamo eccedere nelle porzioni, né saltare i pasti, né tantomeno escludere determinati alimenti dal proprio menu, soprattutto quelli legati alla Dieta Mediterranea (olio extravergine d’oliva, pasta, legumi e cereali, frutta e verdura), solo così si persegue il benessere psicofisico di un individuo. Infatti alterare il fabbisogno nutrizionale crea uno scompenso nel ciclo biologico dei soggetti inibendo qualsivoglia beneficio sulla propria salute. La chiave di tutto è quindi educare sin da piccoli a mangiare sano ed equilibrato, diffondere la conoscenza dell’eccellenza alimentare italiana e permettere ai consumatori, grandi e piccoli, di conoscere non solo i prodotti e la loro stagionalità, ma anche i territori di riferimento e il lavoro dell’uomo.

Forum Internazionale Dieta Mediterranea

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