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Enzo Risso, “Con rabbia e speranza“ il nuovo volto dell’Italia in cerca di riscatto

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Copertina libro
Copertina libro "Con rabbia e speranza" di Enzo Risso

Il ritorno del Sindaco. Il primo cittadino è l’amministratore locale più apprezzato dagli italiani

Milano, 18-11-2016 – Enzo Risso, direttore scientifico di della società di ricerche SWG ha scritto: “con rabbia e speranza “il nuovo volto dell’Italia in cerca di riscatto, Guerini e Associati editore. Il volume che affronta il tema del mutamento sociale, politico ed economico dell’Italia d’oggi segnala, tra le diverse nuove tendenze che emergono dalle 70mila interviste a nostri concittadini, che a livello politico istituzionale è il sindaco l’amministratore pubblico che sta riottenendo il maggior consenso presso gli italiani. Il primo cittadino è la figura territoriale in cui gli italiani continuano a riporre la maggiore fiducia (41% nel sindaco; 32% nel presidente di Regione;29% nel prefetto; 22% nel presidente degli industriali della provincia; 17% nei leader sindacali locali). È il politico locale cui vorrebbero veder assegnati maggiori poteri e strumenti per agire. È il soggetto amministrativo che vorrebbero maggiormente protagonista a livello nazionale (per il 45% degli italiani).

Il sindaco, nonostante la crisi della politica e i bassi livelli di fiducia che intercorrono tra palazzi e persone, rimane il riferimento territoriale credibile e affidabile; il soggetto politico-istituzionale in cui la gente continua a riversare speranze e dal quale attende azioni reali, concrete e positive per la propria città e per il Paese intero. Il Comune, per parte sua, permane l’ente più vicino ai cittadini, l’istituzione più virtuosa e meno sprecona (35% contro il 13% della Regione o il 6% dello Stato): il soggetto amministrativo in grado di incarnare lo spirito di ripresa dal basso dell’economia e della società. Nel corso degli ultimi quindici anni il profilo del sindaco ideale è, tuttavia, mutato. L’analisi di questa metamorfosi offre un buon punto di osservazione per comprendere come sono variati gli atteggiamenti politici degli italiani. Se nel 2002 la capacità d’innovazione era uno dei tratti meno importati per un sindaco (al 27%), oggi è balzata al 66%, con un salto in avanti del 39%. Cresce di 24 punti percentuali (passando dal 33% al 57%) il bisogno di un sindaco dalle mani libere, capace di prendere decisioni senza mediare costantemente con i vari poteri locali. Scatto in avanti anche per il tema della concretezza: il primo cittadino deve essere in grado di progettare il futuro della città e, al contempo, di realizzare piccoli progetti tangibili e d’immediata efficacia. Se la capacità di ascoltare resta al primo posto, cresce l’esigenza di un sindaco circondato da un team di persone competenti (e non solo amici di partito). Il primo cittadino di oggi, come quello dell’inizio millennio, deve incarnare i valori della città, ma deve essere sempre di più un leader: il punto di riferimento della comunità locale, il motore propulsore del rinnovamento economico ,civico e sociale. Una guida amica e vicina, onesta e decisa, che s’impegna a traghettare la propria comunità verso il futuro.

Il profilo del sindaco agognato ci fa intravedere ciò che si muove nelle viscere del Paese: il bisogno di futuro, pensieri lunghi e innovazione; la voglia di onestà e concretezza; l’urgenza di mettere al comando i migliori, scelti non solo per le competenze, ma anche per il dinamismo, per le capacità politiche, per l’indipendenza dai poteri forti e dalle lobby locali. Osservando il profilo ideale del leader locale, scopriamo un Paese che sta superando definitivamente il Novecento e le sue spaccature ideologiche. Una quota importante del corpo elettorale, infatti, non si riconosce più nel voto di parte, non accetta più di turarsi il naso e votare per il personaggio ideologicamente più vicino. Sceglie la persona che percepisce come più affine alla sua idea di futuro e di città; il soggetto maggiormente adeguato a imprimere una ventata di dinamismo al territorio. Gli italiani vorrebbero «i migliori» al potere, nella speranza che siano in grado di rendere l’Italia migliore. E su questa via incontrano, in molti casi, i loro sindaci.

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