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Ebola. Amcli “in Italia i rischi del contagio sono estremamente bassi”

Virus Ebola
Virus Ebola

Dopo la segnalazione di un nuovo caso sospetto di Ebola in Canada riguardante una persona di ritorno dalla Nigeria si ci chiede quale grado di rischio di contagio vi sia in Europa e in particolare in Italia soprattutto dopo l’allarme lanciato ieri dall’Organizzazione mondiale della sanità, che parla di “emergenza di portata mondiale” e la paura diffusa dopo la falsa notizia su Facebook di un caso a Lampedusa, notizia dimostrata falsa e infondata.
Oggi il commissario Ue alla salute, Tonio Borg, rassicura i cittadini europei e afferma che “Il rischio di contrarre il virus Ebola nei territori del’Unione è estremamente basso”. Ciò per due ragioni fondamentali: “Le persone contagiate che arrivano in Europa sono relativamente poche, e perchè il virus si diffonde solo attraverso il contatto con fluidi del paziente infetto”.
Anche l’Associazione italiana microbiologi clinici parla di rischi molto bassi: “L’Italia non corre rischi concreti di diffusione del virus ebola” sia per i ridotti scambi esistenti con i 3 paesi africani colpiti dall’epidemia (Liberia, Guinea e Sierra Leone) sia perché i tempi di incubazione (massimo 21 giorni) sono inferiori a quelli di avvicinamento e traversata verso le coste italiane da parte degli immigrati provenienti dal Centro Africa”. L’Amcli tuttavia avverte che “anche se il rischio è remoto” non si deve abbassare la guardia.

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