Home Economia Destreggiarsi tra geopolitica e investimento

Destreggiarsi tra geopolitica e investimento

Andy Budden, Investment Director di Capital Group
Andy Budden, Investment Director di Capital Group
Pubblicità
Condividi

A cura di Andy Budden, Investment Director di Capital Group

Nel 2024 ci saranno le elezioni presidenziali negli USA

Pubblicità

Manca più di un anno alle elezioni presidenziali statunitensi ma circa nove mesi ci separano dalle elezioni primarie. Dunque, adottando una prospettiva più ampia, la stagione elettorale si sta già avvicinando e gli investitori devono tenere gli occhi ben aperti.

Per quanto riguarda i candidati più probabili, a meno di gravi problemi di salute il Presidente Joe Biden sarà in lizza per un secondo mandato allo studio ovale. Nei suoi primi due anni è riuscito a far approvare diversi pacchetti di leggi bipartisan, in un Congresso quasi equamente diviso, ha costituito e diretto una coalizione di alleati della NATO per contrastare l’invasione russa dell’Ucraina e ha guidato i Democratici verso risultati migliori del previsto alle elezioni di metà mandato del 2022. Per questo, la sua probabile corsa per un secondo mandato non dovrebbe attrarre concorrenti particolarmente pericolosi dalle file del Partito democratico.

La situazione è più complessa per i Repubblicani, perché l’ex Presidente Donald Trump ha già annunciato la sua candidatura. Se da un lato Trump continua ad avere un buon seguito, altri supporter preferirebbero candidati alternativi e ad oggi diversi nomi si stanno preparando a sfidarlo, tra cui il Governatore della Florida Ron DeSantis. Grazie al solido controllo della sua base politica, Trump beneficerebbe della presenza di molti candidati, ma la situazione potrebbe complicarsi per l’ex Presidente laddove la gara si trasformasse in un testa a testa. Indipendentemente dai potenziali candidati, il risultato dipenderà dalla risposta degli “swing states” – ossia quelli che durante le presidenziali del 2016 e del 2020 hanno optato per partiti differenti.

Le elezioni presidenziali sono un evento fondamentale sul fronte della politica estera, perché chi occuperà lo studio ovale deciderà le politiche sulla guerra Russia-Ucraina, sui rapporti tra Cina e USA e su altre questioni prioritarie legate alla sicurezza nazionale. Ad esempio, sia Trump che DeSantis hanno dichiarato che la difesa dell’Ucraina non è un interesse vitale per gli USA, in netto contrasto con il Presidente Biden e diversi Repubblicani al Congresso, che sono stati molto fermi nel loro supporto all’Ucraina.

Rapporti tra USA e Cina

Gli Stati Uniti stanno allentando i loro rapporti con la Cina ormai da diversi anni. Un decoupling completo è impossibile, considerando l’entità e l’interconnessione tra le due economie, ma ci sono alcune aree in particolare che gli USA intendono limitare. Tra queste, i semiconduttori e le tecnologie militari e di sorveglianza, che gli Stati Uniti ritengono pilastri fondamentali per la salvaguardia dei loro interessi economici e della sicurezza nazionale.

La Cina, da parte sua, sta attivamente cercando di chiudere il gap tecnologico con gli USA effettuando enormi investimenti in intelligenza artificiale (IA), semiconduttori, 5G e Internet delle Cose (IoT). Anche se Washington e Pechino sperano di collaborare su temi globali come il cambiamento climatico e la proliferazione nucleare, è difficile che con l’approssimarsi della campagna elettorale il rapporto in generale possa cambiare. Il “pugno di ferro sulla Cina” è una delle poche aree della politica statunitense che vanta un supporto bipartisan.

Attualmente gli USA hanno imposto delle restrizioni su alcune esportazioni verso la Cina. Stiamo monitorando le discussioni al Congresso e all’interno dell’amministrazione Biden su un possibile “reverse CFIUS” (Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti) che potrebbe impedire alcuni investimenti in uscita in Cina. Un cambiamento normativo di questo tipo potrebbe esercitare un impatto profondo sui portafogli di investimento.

Dinamica tra geopolitica e investimento

Una delle lezioni più importanti che gli investitori hanno appreso dall’aumento della volatilità degli ultimi anni è la necessità di reimparare a integrare i rischi geopolitici nelle decisioni di investimento. Per buona parte degli ultimi trent’anni, l’impatto della situazione geopolitica è stato positivo; gli USA hanno sponsorizzato il sistema economico e la sicurezza globale, offrendo una forte spinta al tema della globalizzazione. Molti investitori hanno beneficiato di questo contesto relativamente stabile, ma la situazione è chiaramente cambiata e i venti geopolitici sono oggi più turbolenti.

Qualche esempio di come la situazione geopolitica influisce sulle decisioni di investimento

Un ovvio esempio è rappresentato dal settore dei semiconduttori, oggi al centro di un braccio di ferro tra Cina e Stati Uniti. Si tratta di un settore particolarmente sensibile, dal momento che i semiconduttori rappresentano l’ossatura di un mondo sempre più digitalizzato e sono essenziali per un’economia fiorente. Per questo, anche prima della diffusione della pandemia di COVID nel 2019, molti Paesi si adoperavano per garantirsi un approvvigionamento sicuro a lungo termine.

Le prime tre società produttrici di semiconduttori al mondo – TSMC, Samsung e Intel – hanno già annunciato piani per investire oltre USD300 miliardi in capacità globale nei prossimi anni. La prevista impennata nella spesa in conto capitale (capex) è sostenuta dalle economie che spingono per la sovranità tecnologica, come risulta evidente da una serie di iniziative governative come lo US CHIPS and Science Act, lo European CHIPS Act e la K-semiconductor Belt. TSMC, in particolare, ha anche altri motivi per diversificare la sua produzione da Taiwan, perché l’economia sta esaurendo i terreni, l’acqua e la manodopera specializzata per rimanere al passo con le esigenze di produzione di chip.

Un’altra società che potrebbe beneficiare dell’aumento della spesa è la olandese ASML, specializzata nello sviluppo e nella fabbricazione di macchine d’avanguardia per la litografia ultravioletta estrema (EUV) utilizzate nella produzione di semiconduttori. Poiché nessun’altra azienda è ancora in grado di produrre queste macchine, ASML è in una posizione perfetta per beneficiare sia dell’aumento della domanda strategica dei suoi prodotti grazie alla costruzione di un numero crescente di stabilimenti in tutto il mondo, sia della domanda strutturale di semiconduttori dovuta alla maggiore applicazione dei chip in tutti gli ambiti dell’economia globale.

Un altro settore in cui vediamo una simile dinamica in gioco è quello sanitario. Il settore è in un’età dell’oro a livello di scoperta di nuovi farmaci, con l’apertura di nuovi mercati importanti nei settori dell’obesità e della demenza. Al centro di questo boom troviamo la classe di farmaci GLP-1 (glucagon-like peptide 1), in origine utilizzati nel diabete al fine di migliorare il controllo del livello di zucchero nel sangue, ma che hanno avuto risultati incoraggianti anche a livello di perdita di peso. I produttori hanno effettuato ricerche sull’obesità per oltre un decennio e i farmaci GLP-1 rappresentano un passo avanti enorme, dal momento che l’obesità è associata a molte altre patologie, tra cui diabete, ipertensione e malattie cardiache. L’effettiva entità del mercato dell’obesità sarà tuttavia determinata dalla politica. Negli USA, ad esempio, il 29,5% delle persone affette da obesità ha un’età superiore a 65 anni, eppure oggi Medicare (l’assicurazione medica federale per gli over 65) non copre i farmaci per curarla. Affinché Medicare copra i farmaci GLP-1 è quindi necessaria una modifica legislativa. Per questo, il supporto bipartisan al Treatment and Reduction of Obesity Act è un elemento importante per la tesi di investimento.

Pubblicità

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui
Captcha verification failed!
Punteggio utente captcha non riuscito. Ci contatti per favore!