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Il WFP invia cibo a un numero record di siriani ma aumenta la preoccupazione per la siccità

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Damasco, Roma, 8 aprile 2014 – Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite (WFP) ha fornito assistenza ad un record di 4 milioni di persone in Siria lo scorso mese, ma uno speciale rapporto, pubblicato oggi, sottolinea come una potenziale siccità potrebbe aggravare la già fragile sicurezza alimentare nel paese.  Secondo gli analisti della sicurezza alimentare del WFP, la quantità di pioggia, da settembre, è stata meno della metà delle medie di lungo termine. Ciò avrà un forte impatto sul prossimo raccolto di cereali. Manca solo un mese alla fine della stagione delle piogge che dura fino a metà maggio e, con tre quarti della stagione ormai passati, è improbabile che ci sarà un miglioramento significativo per questa stagione agricola.
“Ci sono voluti sforzi massicci da parte del WFP e dei suoi partner per raggiungere 4 milioni di persone a marzo, ma temiamo, ora, che una possibile siccità, se non tornano le piogge, possa mettere la vita di altri milioni di persone a rischio”, ha detto il coordinatore del WFP per la crisi in Siria Muhannad Hadi. “La Siria ha sofferto cinque anni di siccità poco prima dello scoppio del conflitto e le comunità vulnerabili hanno a malapena avuto il tempo di riprendersi prima di essere di nuovo colpite dal conflitto.”
Il rapporto Special Focus Syria indica come la condizione climatica secca, che colpisce ampie zone del Medioriente, peggiorerà l’impatto della guerra civile sul settore agricolo. Si prevede che la produzione di grano sarà tra l’1,7 e i 2 milioni di tonnellate, che rappresenterebbe un livello minimo record e costringerebbe ad aumentare le importazioni per rispondere ai bisogni cerealicoli della Siria che, l’anno scorso, sono stati di 5,1 milioni di tonnellate.
Anche gli allevamenti e le famiglie che vivono di pastorizia subiranno le conseguenze della mancanza di acqua e della poca disponibilità di terre da pascolo.
Secondo i dati correnti sulla piovosità, i governatorati maggiormente colpiti fornivano quasi il 50 per cento della produzione cerealicola siriana. Il nord-ovest del paese, in particolare i governatorati di Aleppo, Idleb e Hama, sono i più colpiti, ma condizioni difficili si registrano anche a Raqqa, nel sud di Hassakeh e in aree di Deir Ezzor.
La maggior parte di questi governatorati mostra uno scarso sviluppo della produzione agricola e, nelle aree maggiormente colpite, i dati sono molto simili a quelli del 2008, un anno di grave siccità in Siria. La crescente dipendenza del paese dalle importazioni di cereali farà ulteriormente aumentare i prezzi del cibo.
Secondo il rapporto, il conflitto ha devastato la capacità di irrigazione, danneggiato pompe e canali, causato interruzioni di elettricità, distrutto trattori e reso molto pericoloso il lavoro nei campi.
“Con il conflitto che colpisce i settori agricoli più produttivi, i bassi livelli di produzione agricola diventeranno una costante”, sostiene il rapporto. “La situazione non cambierà finché ci sarà la guerra e la sua soluzione richiederà molto tempo, ammesso e non concesso che la pace venga ristabilita”.
Il WFP lavora con 28 diversi partner in tutti i 14 governatorati della Siria. Nelle ultime settimane, soprattutto grazie al cessate il fuoco negoziato a livello locale, il WFP è riuscito a raggiungere tutti i 14 governatorati siriani per la prima volta in sei mesi, anche se molte aree all’interno degli stessi restano inaccessibili a causa del protrarsi del conflitto. Inoltre, il WFP fornisce cibo e vouchers a 1,5 milioni di rifugiati siriani nei paesi vicini.
Finanziato interamente attraverso contributi volontari, il WFP ha bisogno di raccogliere circa 40 milioni di dollari a settimana per quella che è la sua più grande e complessa operazione.

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Di Mena

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