T. Rowe Price – Obbligazioni high yield, “l’ibrido” dove trovare rendimento

Kevin Loome, CFA Portfolio Manager, U.S. High Yield Bond Strategy, e Ashley Wiersma, Portfolio Specialist, T. Rowe Price
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A cura di Kevin Loome, CFA Portfolio Manager, U.S. High Yield Bond Strategy, e Ashley Wiersma, Portfolio Specialist, T. Rowe Price

Le obbligazioni high yield, a nostro avviso, rivestono un ruolo fondamentale come investimento strategico e come allocazione principale in un portafoglio ben diversificato. Storicamente, hanno fornito rendimenti simili a quelli delle azioni, ma con una minore volatilità. Gli investitori sono stati in grado di apprezzare gran parte del valore dell’high yield nel tempo mantenendo un’allocazione a lungo termine e sfruttando il potenziale effetto di capitalizzazione dei pagamenti regolari delle cedole.

Le obbligazioni high yield sono tipicamente emesse da società con rating inferiore a investment grade, a cui si deve una dinamica di rischio/rendimento che si esprime anche attraverso i relativi spread creditizi, ovvero i loro rendimenti aggiuntivi rispetto ai Treasury statunitensi con scadenza simile, che sono percepiti come portatori di un rischio di insolvenza prossimo allo zero. In genere, spread più ampi indicano un maggiore rischio percepito.

Asset class ibrida

Le obbligazioni high yield sono spesso considerate un’asset class ibrida perché tendono a presentare caratteristiche sia del fixed income sia dell’azionario. Come la maggior parte degli altri titoli obbligazionari, le emissioni high yield offrono un flusso costante di reddito sotto forma di pagamento di cedole che, in media, sono state del 7,40% (nei 20 anni conclusi il 31 agosto 2022).

Tuttavia, le obbligazioni high yield tendono ad avere un comportamento più simile a quello delle azioni, dato che il rischio di credito (default) è il rischio principale associato all’investimento in questa asset class, che dunque tende ad essere molto più legata ai fondamentali delle società.

Pertanto, possono essere considerate sia come parte di un’allocazione complessiva sul fixed income, sia come un potenziale sostituto delle azioni. Per gli investitori obbligazionari offrono il potenziale per rendimenti più elevati, aggiungendo anche un’importante diversificazione rispetto agli investimenti tradizionali. Per gli investitori azionari, in particolare quelli più avversi al rischio, possono offrire rendimenti simili con una volatilità e un potenziale di ribasso inferiori a quelli azionari.

Il pagamento di cedole relativamente elevate e generalmente costanti è un motivo fondamentale per cui le obbligazioni high yield hanno storicamente mostrato una volatilità inferiore rispetto alle azioni. L’effetto di capitalizzazione di questi pagamenti cedolari regolari può essere significativo nel tempo.

Performance storica e rendimenti relativi

Cosa devono aspettarsi gli investitori dall’high yield come asset class nel lungo periodo? Sebbene le performance passate non siano indicative dei rendimenti futuri, la storia può essere un utile punto di riferimento.

Nel lungo periodo, le obbligazioni high yield hanno sovraperformato quasi tutte le altre principali asset class fixed income. Infatti, nei 10 anni conclusi il 31 agosto, le obbligazioni high yield hanno generato un rendimento totale cumulativo del 74%, rispetto al 19% dei Treasury statunitensi e al 43% delle società investment-grade.

Negli ultimi 25 anni ci sono stati solo cinque anni solari con rendimenti negativi e, per gli investitori che hanno avuto la pazienza di rimanere investiti, gli anni con rendimenti negativi sono stati in genere immediatamente seguiti da anni con rendimenti superiori.

Performance attraverso i cicli di mercato

Per le obbligazioni high yield, i cicli del credito tendono a guidare la performance più di ogni altro fattore, per cui è fondamentale una corretta comprensione delle fasi del ciclo economico e delle loro implicazioni per gli investimenti.

Nelle fasi di recessione, le obbligazioni high yield tendono ad essere sensibili ai contesti recessivi, poiché le flessioni economiche di solito si traducono in un calo dell’attività economica. Anche gli spread di credito tendono ad allargarsi in tali contesti in previsione di un aumento delle insolvenze. Dunque, in genere sottoperformano le asset class fixed income più “sicure”, come i Treasury, poiché gli investitori preferiscono emissioni a minor rischio.

Durante la fase di correzione del ciclo economico, le imprese cercano generalmente di migliorare i propri bilanci tagliando le attività improduttive e pagando o ristrutturando il debito. Il rischio di insolvenza in questi periodi tende a diminuire, poiché l’attività economica aumenta e diventa più facile per le aziende garantire il servizio del debito. Le obbligazioni high yield tendono a sovraperformare in questi contesti.

Durante i periodi di crescita, in genere le condizioni economiche e creditizie migliorano. Le aziende sono in grado di ottenere maggiori profitti. Gli spread tendono a ridursi. Le obbligazioni high yield tendono a sovraperformare. Quando il ciclo matura, i tassi d’interesse aumentano perché la Federal Reserve inasprisce la politica monetaria per rallentare l’economia. Le obbligazioni high yield tendono ad essere più resistenti all’aumento dei tassi di interesse rispetto ad altre asset class fixed income, grazie ad una duration più breve e a cedole più elevate.

Comprendere i rischi principali

Riconoscendo che le insolvenze sono una parte intrinseca dell’asset class, l’obiettivo della maggior parte dei gestori high yield non è necessariamente quello di evitare del tutto il rischio di insolvenza; piuttosto, l’obiettivo è quello di comprendere e misurare le principali fonti di rischio, cercando rendimenti che compensino per il rischio assunto rispetto al tasso risk-free.


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