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Progetto Recoil: l’olio vegetale esausto riutilizzato come biodiesel

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olio-esaustoSmaltire l’olio esausto è sempre stato un problema. Gli oli esausti, siano quelli industriali ma anche quelli della semplice frittura fatta in casa sono considerati fortemente inquinanti per l’ambiente. La loro combustione incontrollata produce sostanze tossiche.
Ma esiste un progetto importante che permette di riciclare e riusare gli oli esausti: il progetto Recoil, iniziativa sostenuta dalla Commissione Europea attraverso il programma “Intelligent Energy Europe” ha come obiettivo l’aumento della produzione sostenibile di biodiesel e la sua diffusione nel mercato locale incentivando la raccolta e la trasformazione di olio da cucina usato.

Ad oggi Recoil ha permesso di raccogliere complessivamente 2.028 litri di olio vegetale usato, evitando di immettere in atmosfera 122 kg di CO2 equivalente.
Dunque nuova sensibilità ambientale grazie al progetto Recoil. Grazie a questo programma si stanno recuperando ingenti quantità di olio vegetale esausto che, se finisse negli scarichi fognari creerebbero un velo in superficie che impedirebbe il naturale scambio dell’ossigeno con l’aria, con gravi conseguenze per gli ecosistemi.

Come si apprende dal sito web ufficiale (http://www.recoilproject.eu/) il biodiesel prodotto a partire dall’olio da cucina usato riduce l’impatto della produzione di biocarburanti sull’agricoltura ed evita danni ambientali derivanti da smaltimenti inadeguati (contribuendo a soddisfare i criteri di sostenibilità per i biocarburanti stabiliti dalla Direttiva sulle Energie Rinnovabili). Inoltre, il biodiesel prodotto ha le più basse emissioni di gas serra tra i biocarburanti. Il riciclaggio dell’olio da cucina usato può contribuire a raggiungere l’obiettivo fissato dall’Unione europea che prevede di ridurre le emissioni di CO2 del 20% entro il 2020.

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