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Le leggende del poker: racconti di vita, abilità e trionfi fuori dal comune

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A quasi due secoli dalla comparsa del suo formato moderno, oggi il poker è uno dei giochi di carte più popolari in Italia e a livello internazionale. Il merito di questo straordinario successo va attribuito in primo luogo alla recente diffusione di internet e degli Smartphone, che permettono di concedersi una partita nel momento e dal luogo che più si preferisce.

Online, esiste un operatore specializzato nel poker online che permette ai suoi utenti di prendere parte a tornei avvincenti come il Mystery Bounty, nel quale si deve cercare di conquistare una taglia posta sugli avversari. Famosi sono anche i loro tornei di Omaha e Texas Hold’em, dove giocatori da tutto il mondo si riuniscono per delle sfide trabolgenti ed appassionanti. Il modo migliore per riuscire ad aggiudicarsi un montepremi da sogno, quindi, è quello di affidarsi a questo rinomato sito web per accrescere il proprio bagaglio di abilità ed iniziare a familiarizzarsi con le principali regole e combinazioni poker.

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Un altro dei fattori che più contribuiscono a far avvicinare ogni giorno un numero crescente di persone a questo gioco sono le imprese memorabili delle sue stelle più luminose. In questo articolo ci si concentrerà proprio sulle vite e le prodezze al tavolo verde di alcuni dei campioni che sono entrati a far parte di diritto degli annali della storia del poker.

Le star del poker si raccontano

Doyle Brunson

Non si potrebbe non iniziare questa rassegna dal “padrino del poker”, scomparso lo scorso maggio all’età di 89 anni. Nella sua lunga carriera, “Texas Dolly” – questo è un altro dei soprannomi con cui questo mito era noto ai suoi fan – è riuscito a collezionare numerosi successi, tra i quali spiccano dieci World Series of Poker (WSOP) e due campionati del mondo nel 1976 e 1977.

Tutte queste vittorie non hanno solo portato Brunson a entrare a far parte della Poker Hall of Fame nel 1988, ma anche ad accumulare un patrimonio di oltre sei milioni di dollari. Come se questo non bastasse, nel 1978 lo statunitense ha anche pubblicato How I Won over $1.000.000 Playing Poker, un manuale nel quale rivela che la sua impressionante memoria e il suo sesto senso sviluppato sono sempre stati due dei suoi principali segreti.

Risale poi allo stesso anno un’intervista contenente dieci preziosi consigli per coloro che ambiscono a raggiungere la perfezione al tavolo verde. Tra questi, non si può fare a meno di citare la necessità di adattare il proprio stile di gioco alla posizione che si occupa, imparare a fermarsi al momento opportuno, prendersi il tempo necessario per studiare i comportamenti degli avversari e ridurre il bluff al minimo indispensabile, specialmente se si è ancora alle prime armi.

Phil Hellmuth

Con guadagni di quasi trenta milioni di dollari, “The Poker Brat” occupa la prima posizione del podio in quanto a braccialetti WSOP conquistati. L’ultimo di questi risale al 2021, anno in cui la vittoria del suo trentunesimo evento – il $1,500 No-Limit 2-7 Lowball Draw – lo portò ad aggiudicarsi un montepremi di 84.000 dollari. Come se questo non bastasse, il giocatore del Wisconsin vanta anche il doppio record di tavoli finali raggiunti, 64 nel complesso di cui sette nello stesso anno.

Come da lui stesso ammesso in una vecchia intervista, tutto questo non sarebbe potuto accadere se non fosse stato per Katherine Sanborn, la persona con cui è sposato da 33 anni. Professoressa e psichiatra, questa donna ha infatti svolto sia il ruolo di moglie che di mental coach, riuscendo a far rimanere Hellmuth con i piedi per terra nei momenti migliori e a fargli mantenere un atteggiamento ottimista in quelli più duri.

Dal punto di vista tecnico, invece, ciò che secondo lui ha fatto più la differenza nella sua carriera è stata la sua capacità innata di interpretare il linguaggio del corpo degli opponenti, abilità che gli ha permesso di anticipare spesso le loro mosse. Di solito, sostiene il campione, questi ultimi tendono a sedersi in una posizione eretta o ad abbassare le spalle a seconda che abbiano una combinazione di carte più o meno buona, oppure alzano la voce quando stanno bluffando.

Jennifer Harman

Questa 58enne del Nevada è la dimostrazione vivente del fatto che il poker non è un’attività esclusivamente per uomini. Nonostante le statistiche confermino che solo il 4% dei circa 100 milioni di giocatori online sia di sesso femminile, il numero di donne che si cimentano in questa attività è comunque in rapida ascesa rispetto al passato.

Anche se il primo contatto con il poker della Harman è giunto quando aveva solo otto anni, i suoi primi passi nel mondo professionistico sono stati compiuti una volta terminati gli studi universitari in biologia. Da allora, il suo talento naturale e la sua grande intelligenza l’hanno portata a divenire un’icona del Texas Hold’em e a vincere due braccialetti WSOP, oltre che a giungere a due tavoli finali del World Poker Tour (WPT).

Per capire a fondo quale sia la tenacia di questa giocatrice si può fare riferimento alla sua entrata nella Corporation nel 2001. Con questo nome, si indica il gruppo di campioni che quell’anno decisero di mettere insieme i loro bankroll per sfidare Andy Beal, un miliardario disposto a spendere qualsiasi cifra al casinò.

Più che per il risultato finale, questo episodio è particolarmente significativo in quanto la Harman disputò la sua partita a pochi giorni di distanza dal suo secondo trapianto di reni. D’altronde, per lei il poker non è solo una grande passione ma anche un lavoro impegnativo dal quale le emozioni e i problemi della vita quotidiana devono sempre stare alla debita distanza.

Phil Ivey

Nonostante la giovane età, questo californiano classe 1977 è uno dei giocatori più forti del mondo. Ne sono una testimonianza i dieci braccialetti WSOP e il WPT finora vinti, che hanno contribuito a fare lievitare il suo patrimonio derivante dai tornei live a un a cifra che supera i trentotto milioni di dollari.

A questi, si deve poi aggiungere il milione di dollari circa proveniente dalla sua attività online nel corso degli anni. Tutto questo contribuisce a portare il “Tiger Woods del Poker” – e questo soprannome dovrebbe bastare per rendere l’idea delle sue doti straordinarie – in undicesima posizione nella classifica dei giocatori più ricchi di sempre.

Diversamente dalla maggior parte dei suoi colleghi, Ivey è sempre stato piuttosto riservato circa le sue strategie – per lo meno fino al 2019, anno in cui ha deciso di diventare un docente online. Tra i tanti consigli utili dati ai suoi allievi, spicca per importanza quello di studiare le mani di campioni come Doyle Brunson, Ted Forrest e John Hannigan così da apprenderne le tecniche e i comportamenti con gli avversari.

Un altro segreto fondamentale per il successo riguarda poi il fatto che il poker è un gioco essenzialmente mentale. A questo proposito, il suo consiglio è quello di tentare di mettere in difficoltà gli avversari in ogni occasione possibile – magari facendo rilanci importanti e adottando strategie variegate – e di non basare in nessun caso le proprie decisioni sulle emozioni del momento.

Tutti i segreti dei migliori giocatori di poker, per concludere

In questo articolo, ci si è proposti di rendere omaggio ad alcuni dei più grandi campioni di poker della storia ripercorrendo brevemente i momenti più significativi sia della loro vita privata che della loro attività professionistica. Tra questi, ci sono figure del calibro di Doyle Brunson, Phil Hellmuth, Jennifer Harman e Phil Ivey, capaci con le loro prodezze di far avvicinare ai tavoli da gioco milioni di persone provenienti da ogni parte del mondo.

A questa rassegna andrebbero anche aggiunti fenomeni come Stu Hungar, Justin Bonomo, Johnny Moss e Daniel Negreanu, solo per citarne alcuni. Nonostante questa mancanza, però, gli esempi qui riportati sono sufficienti per comprendere che per farsi strada nel poker non è solo fondamentale combinare alla perfezione teoria e pratica, ma anche riuscire a dominare sempre le proprie emozioni ed essere dotati di una capacità di lettura degli avversari e di un sesto senso unici.

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