Home Economia Il 2024 potrebbe essere un anno di svolta per gli investimenti alternativi

Il 2024 potrebbe essere un anno di svolta per gli investimenti alternativi

Simone Zoccari, Director of Insitutional di Columbia Threadneedle Investments
Simone Zoccari, Director of Insitutional di Columbia Threadneedle Investments
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A cura di Simone Zoccari, Director of Insitutional di Columbia Threadneedle Investments

24.01.2024

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I periodi caratterizzati da mercati finanziari complessi possono rappresentare un ottimo momento per investire in strumenti alternativi. Alla luce del contesto attuale, riteniamo che il 2024 potrà rappresentare un punto di svolta, a fronte di una maggiore chiarezza sul piano economico, creando opportunità di investimento interessanti per gli investitori istituzionali negli asset alternativi. In particolare, gli investitori potrebbero trarre vantaggio dai prezzi delle attività più competitivi, dalla ristrutturazione del bilancio, dalle vendite di asset in difficoltà e da acquisti a prezzi scontati nei mercati secondari.

Dopo un 2023 impegnativo, il nuovo anno potrebbe rivelarsi particolarmente interessante

Le asset class alternative non sono state immuni da quanto accaduto sui mercati dei capitali durante il 2023, caratterizzati da un mix di tassi di interesse più elevati, crescita inferiore e maggiore volatilità, che hanno impattato e strategie di investimento che utilizzano la leva finanziaria. Di conseguenza, nell’ultimo anno si è registrato un rallentamento delle attività sui mercati degli alternativi, dovuto a disinvestimenti maggiormente problematici , fundraising più impegnativi e un generale inasprimento delle condizioni di credito. Questo scenario ha generato pressioni sui prezzi, soprattutto nel settore immobiliare, e la necessità di una maggior prudenza nell’adozione di strumenti alternativi tra gli investitori.

Guardando al 2024, con il raggiungimento del picco dei tassi di interesse, ciò che resta incerto è il calendario dei futuri tagli , da cui deriverà probabilmente una certa differenziazione nelle politiche delle banche centrali e nel rendimento economico. La Federal Reserve americana, ad esempio, manterrà i tassi di interesse più alti e per più tempo rispetto alla Banca d’Inghilterra, in quanto l’economia del Regno Unito tenderà ad indebolirsi prima del tempo, date la sua struttura di prestiti ipotecari a breve termine e una maggiore vulnerabilità generale a tassi più elevati. Nel complesso, ci aspettiamo che i tassi di interesse scendano a livello globale, sebbene le tempistiche di realizzazione saranno diverse da un Paese all’altro.

In questo scenario, gli investimenti alternativi avranno bisogno di un’ulteriore revisione dei prezzi, una maggiore stabilità dal punto di vista del credito e un quadro macroeconomico più chiaro per un’effettiva ripresa e per essere considerati come un’ opportunità di investimento nuovamente interessante.

Gli alternativi continueranno a rappresentare un investimento strategico

I motivi per cui gli investitori istituzionali dovrebbero ricorrere agli investimenti alternativi sono ben chiari: diversificazione del rischio, minore volatilità e rendimenti assoluti potenzialmente superiori nel tempo. A causa delle restrizioni monetarie messe in atto dalle banche centrali e del ritorno di interesse dell’investimento obbligazionario l’attività di fundraising è risultata più difficile nel 2023, determinando di conseguenza una maggior cautela da parte degli investitori verso questa tipologia di asset. Tuttavia, riteniamo che nel medio e lungo termine saranno presenti venti favorevoli strutturali per il mondo degli alternativi – siano essi real estate, private equity, infrastrutture e strumenti liquid alternative – in grado di generare molteplici opportunità di investimento interessanti.

In particolare, prevediamo che gli investimenti nel private equity e nel mondo delle infrastrutture di tipo equity continueranno ad attrarre l’interesse degli investitori istituzionali, soprattutto delle Casse Previdenziali e delle maggiori Fondazioni Bancarie, sebbene con un approccio più critico in termini di diversificazione geografica, settore e profilo rischio-rendimento.

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