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Lombardia. Baldini (Fuxia People) su chiusura centro nascite Cernusco sul Naviglio

CHIUSURA DEI PUNTI NASCITA
MARIA TERESA BALDINI: “REGIONE DEVE ASCOLTARE LA COMUNITÀ SCIENTIFICA E TUTELARE LA SICUREZZA DEI PAZIENTI ANZICHÈ FARE CAMPAGNA ELETTORALE.
PERCHÉ È STATO CHIUSO CERNUSCO SUL NAVIGLIO?”

“Comprendo che la consigliera Macchi, come donna e come mamma, si batta per il diritto di poter scegliere dove partorire, ma come medico non posso far a meno di dare alla priorità al rispetto dei parametri di sicurezza. Regione Lombardia deve ascoltare la comunità scientifica.” Con queste parole la consigliera regionale Maria Teresa Baldini esprime la propria perplessità verso i continui cambi di rotta della Giunta Regionale, spesso motivati da tornaconti elettorali piuttosto che da un reale interesse sanitario per la comunità.

“Non si può confondere la sicurezza con la politica – afferma la Baldini – Regione Lombardia deve ascoltare l’appello dei ginecologi riguardo la chiusura dei punti nascita sotto la soglia dei 500 parti annuali, considerati insicuri dal momento che non possono garantire competenze adeguate in situazioni di emergenza/urgenza, né standard di qualità idonei a promuovere, sostenere e proteggere la fisiologia della nascita. Ricordo che l’accordo Stato-Regione del 2010 prevede la chiusura dei punti nascita con un numero di parti inferiori a 500, ma in Lombardia abbiamo già assistito alla chiusura di punti nascita come quello di Bollate e Cernusco sul Naviglio, quest’ultimo con la media dei cesarei che nell’ultimo biennio era stata rispettivamente del 26% e del 39% registrando più di 600 nascite annue. Anche allora mi ero duramente battuta contro la decisione di chiudere e accorpare la maternità dell’Uboldo con quella di Melzo – continua la Baldini – ma i numeri del Consiglio Regionale si commentarono da soli: 32 voti contrari, 9 favorevoli, 1 astenuto, 38 consiglieri assenti in aula. A nulla valsero le 6308 firme raccolte dal Comitato dell’Uboldo ‘Salviamo la maternità’, guidato dal Dott. Luvaro e dal Dott. Gimmi, per far cambiare idea alla politica.

Mi auguro che in ambito sanitario la Giunta inizi ad ascoltare la comunità scientifica – conclude la Baldini – dando la priorità alla salute dei pazienti e mettendo in secondo piano ogni forma di propaganda elettorale che non ha nulla di scientifico.”

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