Home Economia Champions League: chi vince la finale sui mercati finanziari?

Champions League: chi vince la finale sui mercati finanziari?

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A cura di Gimme5, soluzione digitale che permette di accantonare piccole somme attraverso smartphone e investirle in fondi comuni

Milano, 8 giugno 2023 – La stagione 2022/2023 è stata ricca di colpi di scena per il calcio italiano: dall’acclamato scudetto del Napoli, alla finale di Europa League per la Roma, fino alla sfida della Fiorentina contro gli inglesi del West Ham in Conference League. E sabato 10 giugno sarà un altro club italiano, l’Inter di Simone Inzaghi, a giocare la finale di Champions League contro il Manchester City di Pep Guardiola a Istanbul. I nerazzurri hanno all’attivo già quattro finali di Champions, tre delle quali vinte, mentre il City finora è arrivato in finale solo una volta, senza mai aver vinto la Coppa.

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“Cambiamo campo”: dallo stadio alla finanza

In attesa della partita di sabato, Gimme5 – il salvadanaio digitale per la gestione del risparmio che permette di accantonare piccole o grandi somme, a partire da 1 euro, attraverso smartphone e investirle in fondi comuni di investimento – ha provato a spostare la sfida tra Inter e Manchester City sul campo dei mercati finanziari attraverso una simulazione ad hoc. Ipotizzando che due tifosi di Inter e ManchesterCity abbiano deciso di risparmiare 20€ per ogni goal segnato in Champions League dalla propria squadra del cuore a partire dalla stagione 2009/2010, l’interista avrebbe oggi da parte 1.920€, mentre il tifoso del City, grazie al maggior numero di partite giocate, avrebbe risparmiato ben 4.860€, nonostante il Manchester abbia iniziato a segnare goal soltanto dal 2011.

Osservando attentamente il grafico sopra, però, si nota che, durante il periodo 2013-2017, quando l’Inter non ha disputato alcuna partita di Champions, il livello dei risparmi dell’interista, invece di rimanere stabile, ha subìto una pressione al ribasso: è l’effetto dell’inflazione, che portando ad un aumento generalizzato dei prezzi di beni e servizi erode il potere d’acquisto del denaro faticosamente messo da parte. Ipotizzando un’inflazione del 2% annuo (il target della BCE) il valore reale della cifra risparmiata dall’interista, a maggio 2023, sarebbe di 1.680€ – con una perdita del 12% – mentre quello dell’inglese sarebbe di 4.425€ – con una perdita del 9%.

Esiste un modo per proteggere i risparmi dall’inflazione?

Se i due tifosi, invece di limitarsi ad accantonare 20€ per ogni goal della propria squadra, avessero avviato un piano di accumulo e avessero investito la stessa cifra con costanza in un fondo “aggressivo” (80% azionario – 20% obbligazionario), il risultato oggi sarebbe tutt’altro: il tifoso dell’Inter si troverebbe da parte 2.723€, mentre quello del City potrebbe contare su un capitale di ben 6.125€ (espressi in valori reali)[1].

Tuttavia, sebbene in termini assoluti il tifoso del Manchester abbia sicuramente ottenuto una somma più consistente, è l’interista ad aver registrato il guadagno maggiore in termini percentuali, con un rendimento del 62% contro il 38% dell’inglese. Questo perché in finanza il tempo è il miglior alleato dell’investitore e prima si comincia a mettere in moto i propri risparmi, maggiori potranno essere i rendimenti nel lungo periodo, grazie alla forza dell’interesse composto, che, attraverso l’accumulo di interessi su interessi, determina una crescita esponenziale del capitale.

In ogni caso, entrambi i tifosi saranno premiati se riusciranno a mettere a frutto la propria passione per il calcio, associando le proprie abitudini di risparmio e investimento allo sport che amano: un metodo strategico per non farsi scoraggiare dalla volatilità dei mercati nel breve periodo e proteggere i propri risparmi dall’inflazione.

Con Gimme5 questo è possibile con un semplice clic: grazie alla regola Sport, puoi mettere da parte la somma che vuoi a ogni vittoria della tua squadra del cuore di Calcio o Basket, per raggiungere ancora più velocemente il tuo obiettivo di risparmio.


[1] Ai fini della simulazione sono stati presi come riferimento i rendimenti medi annualizzati espressi in termini reali (al netto dell’inflazione del 2% annua) registrati negli ultimi 120 anni (dal 1900 al 2020): 2,1% per leobbligazioni e 5,3% per le azioni globali (“Credit Suisse Global Investment Returns Yearbook 2020”, Credit Suisse, London Business School).

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