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Economia

Web Summit 2016, da Lisbona la nuova rete Europea dell’innovazione

53 mila partecipanti, 15 mila società provenienti da 166 paesi, 7 mila CEO, 21 conferenze, un indotto previsto di circa 250 milioni di euro. Questo è il Web Summit 2016, in corso a Lisbona proprio in questi giorni, ovvero l’evento tecnologico più importante in Europa, in cui startup, investitori, e leader internazionali si incontrano per confrontarsi e costruire relazioni.

Il Web summit nasce a Dublino ma si sposta per la prima volta quest’anno nel Sud dell’Europa, raddoppiando il numero di partecipanti rispetto al 2015: segnale inequivocabile che l’Europa meridionale non è più un fanalino di coda, ma si sta delineando sempre più chiaramente come il giovane cuore pulsante dell’innovazione nel vecchio continente.

Mentre si risolleva dall’ultima crisi finanziaria del 2000, il Portogallo si sta rapidamente facendo strada nella geografia europea del mondo startup grazie ad una comunità di imprenditori molto vivace, ma non solo: a candidare il Portogallo come la Silicon Valley europea c’è una campagna appena annunciata dal Segretario di stato all’industria João Vasconcelos, ovvero lo stanziamento di 400 milioni di euro di investimenti con Business Angel e venture capital, sgravi fiscali per gli investitori, una rete di oltre 80 incubatori certificati e un piano di sviluppo per portare la banda larga in tutta la nazione, comprese le scuole.

Per questo e grazie alla rete generata dal Web Summit, la città portoghese si avvia ad essere riconosciuta a livello internazionale come polo dell’innovazione e nuovo hub per le startup. Anzi, secondo il The Guardian potrebbe essere la prossima capitale tecnologica d’Europa.

Il Web Summit infatti non è solo l’occasione per assistere in prima persona ai talk di presidenti e rappresentanti di grandi nomi della tecnologia come Cisco, Facebook, Soundcloud, Blablacar, Niantic (quelli di Pokémon Go). Tra l’evento in sé e le sue diramazioni (Collision , RISE , MoneyConf ), lo scorso anno le startup partecipanti hanno raccolto oltre un miliardo di dollari in investimenti e si prevede che quest’anno la cifra possa essere ancora più alta.

Noi di P101 abbiamo partecipato e siamo rimasti colpiti non soltanto dall’impressionante quantità di startup, istituzioni e investitori che questo evento è riuscito ad attirare, ma soprattutto dal fatto le oltre 50 mila persone partecipanti rappresentano l’affermazione di una nuova imprenditorialità, che va ben oltre il tema digitale/tecnologia e pone le basi per un modo del tutto nuovo di fare impresa.

Per l’Italia quello di Lisbona e in generale del Portogallo è un esempio da seguire: un Paese che fino a pochi anni fa era confinato al di fuori del radar dell’innovazione e della new economy europea, è riuscito a reinventarsi e a diventare il fulcro della futura rete delle startup continentali. Una strada che anche il nostro Paese può intraprendere e ha già iniziato a percorrere: il Web Summit è stato per l’Italia un banco di prova in cui abbiamo testato l’interesse internazionale per il nostro ecosistema e l’abbiamo trovato, senza troppa sorpresa, in crescita. Le startup del sud Europa ed italiane in particolare rappresentano oggi un’opportunità di investimento nuova, fresca, di alto livello, che le corporate nazionali ed internazionali non possono lasciarsi scappare se vogliono restare competitive.

P101 – Insightful Venture Capital

P101 è un fondo di venture capital specializzato in investimenti in società digital e technology driven. Nato nel 2013, con una dotazione corrente di oltre 65 milioni di euro e 23 società in portafoglio, P101 si distingue per la capacità di mettere a disposizione degli imprenditori di nuova generazione, oltre a risorse economiche, anche competenze e servizi necessari a dare impulso alla crescita delle aziende. Il fondo, promosso da Andrea Di Camillo – 15 anni di esperienza nel venture capital e tra i fondatori di Banzai e Vitaminic – e partecipato da Azimut, Fondo Italiano di Investimento e European Investment Fund, collabora con i maggiori acceleratori privati, tra cui HFarm, Nana Bianca, Boox e Club Italia Investimenti. Tra le partecipate: ContactLab, Cortilia, Tannico, Musement e MusixMatch. Le società partecipate da P101 occupano oggi complessivamente oltre 500 risorse e generano un fatturato in costante crescita e già oggi superiore agli 80M annui. P101 prende il nome dal primo personal computer prodotto da Olivetti, negli anni ’60, esempio di innovazione italiana che ha lasciato il segno nella storia della tecnologia digitale.

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