Una nuova tecnica di imaging rivela chiaramente la fonte del long COVID nei polmoni.

di Giovanni Ghirga

Mentre i vaccini COVID hanno salvato milioni di vite in tutto il mondo, riducendo la gravità complessiva della malattia, quasi uno su dieci degli individui guariti continua ad avere sintomi dopo che la malattia iniziale è passata.

Questi pazienti si presentano con una serie sbalorditiva di disturbi, tra cui vertigini, diarrea, mancanza di respiro, affaticamento e nebbia cerebrale debilitante, sintomi che possono persistere per mesi o addirittura anni.

In modo frustrante, anche i pazienti che hanno il long COVID legato a problemi respiratori, stanno mostrando risultati normali ai test clinici standard di respirazione, afferma il respirologo Michael Nicholson del St. Joseph’s Health Care London.

Tuttavia, una nuova tecnica di imaging ha ora rivelato chiaramente l’origine del problema respiratorio.

“I risultati ci hanno permesso di dimostrare che esiste un impatto fisiologico sui polmoni di questi pazienti con long covid respiratorio, il qual è correlato ai loro sintomi”, commentano gli autori.
I ricercatori, guidati dal fisico della Western University Alexander Matheson, hanno incaricato 40 volontari – 34 con sindrome post-acuta COVID-19 e 6 senza – di inalare un isotopo di gas xeno polarizzato. Il gas risuona a una frequenza caratteristica sotto la risonanza magnetica, consentendo ai ricercatori di osservare l’attività di minuscole vie aeree e vasi sanguigni in tempo reale.
Le scansioni hanno dimostrato gli ingenti danni che la COVID-19 può causare ai nostri delicati organi respiratori, sia che si tratti del virus stesso o della risposta dell’organismo ad esso, alcuni meccanismi hanno efficacemente ridotto la funzione dei vasi polmonari dei pazienti, interrompendo molti dei vasi più piccoli, fondamentali per lo scambio dei gas.

“Per coloro che sono sintomatici post-COVID, anche se non hanno avuto un’infezione abbastanza grave da essere ricoverati in ospedale, stiamo assistendo a questa anomalia nello scambio di ossigeno”, afferma il medico della Western University, Grace Parraga.

“Quello che abbiamo visto sulla risonanza magnetica era che la transizione dell’ossigeno nei globuli rossi era depressa nei pazienti sintomatici che avevano avuto la COVID-19, rispetto ai volontari sani”.

Questo studio conferma che la COVID-19 è in realtà anche una malattia vascolare.

Le particelle del virus prendono di mira direttamente le cellule endoteliali che rivestono le pareti dei vasi sanguigni e del cuore.
Il danno vascolare è riflesso dalle scansioni MRI; le scansioni TC confermano anche le anomalie nei vasi sanguigni più fini nei nostri polmoni.

Il messaggio da “portare a casa” è che dobbiamo ricordare che questo virus può avere conseguenze a lungo termine molto gravi.

Grist JT, Collier GJ, Walters H, Kim M, Chen M, Abu Eid G, Laws A, Matthews V, Jacob K, Cross S, Eves A, Durant M, Mcintyre A, Thompson R, Schulte RF, Raman B, Robbins PA, Wild JM, Fraser E, Gleeson F. Lung Abnormalities Depicted with Hyperpolarized Xenon MRI in Patients with Long COVID. Radiology. 2022 May 24:220069. doi: 10.1148/radiol.220069. Epub ahead of print. PMID: 35608443; PMCID: PMC9134268.

Di Redazione

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