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Stefano Cucchi. Appello di Grasso ma il processo bis non è sicuro

Stefano Cucchi
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Stefano Cucchi forse non avrà giustizia nonostante tutti i giorni da quella triste sentenza arrivano appelli dai social e da rappresentanti delle più alte istituzioni come nel caso del presidente del Senato, Piero Grasso che da Bari ha detto senza mezzi termini che ci sono responsabilità “di rappresentanti delle Istituzioni che sono certamente coinvolti in questo caso. Quindi, chi sa parli. Che si abbia il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, perché lo Stato non può sopportare una violenza impunita di questo tipo”

Parole importanti quelle del presidente del Senato che trovano consenso nel cuore di tanti italiani che vedono sfilare le foto di Stefano Cucchi maltrattato su tutti i social network più diffusi.

Intanto la Procura Generale di Roma annuncia per voce del procuratore generale Luigi Ciampoli, che «valuterà la sussistenza di motivi» per ricorrere in Cassazione «dopo aver letto le motivazioni» della sentenza di assoluzione in appello degli imputati per la morte di Stefano Cucchi.

Anche se l’ultima sentenza ha scagionato tutti gli imputati nel processo è stato dimostrato che nel 2009 i maltrattamenti ci sono stati. Resta difficile capire chi e come ha inferto le percosse al giovane Stefano. Una ricostruzione che dovrà essere fatta ancora più minuziosamente in un eventuale processo bis per dare ai giudici più elementi per poter definire con sentenza le responsabilità.
Si dovranno riesaminare tutti i passaggi dal fermo per possesso di droga alla morte avvenuta al Sandro Pertini di Roma.
L’opinione pubblica tutta non può accettare che le responsabilità per la morte di Stefano Cucchi non siano accertate e punite.

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