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Sanità Campania. Coppola (PCI Salerno) “Sanità a pezzi, popolazione in sofferenza. Urge cambiare lo stato di cose esistente”

“Numeri che fanno paura emergono da una diagnosi neanche tanto precoce della sanità in Campania. E non sono quelli legati ad arresti di assenteisti e di furbetti del cartellino bensì a quelli relativi allo stato di salute dei cittadini ed alla qualità, ai costi ed all’efficienza dei servizi.”

“In Campania l’aspettativa di vita e la speranza di vita alla nascita sono diminuite (rispettivamente meno 6 anni e meno 4 anni) la mortalità evitabile dal 2001 è aumentata (più del 20 per cento) e in ogni caso la mortalità in senso stretto è più alta per tutte le malattie importanti. Non solo la gente viene curata di meno (posti letto -9,2%, personale -9%) ma paga pure di più: i ticket sono aumentati del 40,6%, le visite intramoenia a pagamento presso gli ospedali pubblici sono aumentate del 21,9% ed i ticket per i farmaci del 76,7%. In mezzo il magma oscuro del lavoro interinale cioè degli appalti alle agenzie interinali, un business da capogiro che in barba ai decreti del 2016 (n° 6) e alle graduatorie aperte ancora valide e bandite fin dal 2011 fanno la fortuna di ditte ben conosciute, rispetto alle quali non si capisce come si riesce ad offrire ribassi pazzeschi sulle base d’asta, e nello stesso tempo a costare alla fine molto di più rispetto ai costi correlabili a delle normali procedure concorsuali (la stima ipotetica è circa il 30%).”

“Per la Campania bisognerebbe rompere con la consuetudine e riconoscere innanzitutto lo “stato di emergenza” perché nei confronti della anomala mortalità della popolazione si è di fronte ad un disastro colposo; in secondo luogo si dovrebbe riconoscere lo “stato di eccezione” perché la compromissione della funzionalità dei servizi sanitari ci impone di dedicarci con tutte le forze alla ricostruzione della sanità pubblica. Infine bisognerebbe istituire un “comitato regionale per la salute pubblica” anche applicando l’art 120 della Costituzione, nominare un esecutivo coordinato da un commissario straordinario che gestisca in tempo reale tanto la situazione sanitaria che quella dei servizi, composto da rappresentanti della società civile, da esperti, dai sindacati, delle istituzioni, dai servizi e che deliberi le cose urgenti da fare. Comunque in Campania va anche, assolutamente, rimarcato il valore di coloro – medici, infermieri, dirigenti -che nonostante tutto fanno il loro dovere, che lavorano in condizioni disastrose; va riconosciuto il valore delle professioni oneste al servizio della gente perché costoro, come i malati, appaiono vittime diverse di una stessa, comune, tragedia. Sono queste le persone oneste su cui puntare per cambiare lo stato delle cose in Campania”.

Raffaele Coppola

Di Raffaele Coppola

Nato a Salerno il 13 maggio 1957, laureato in Scienze Politiche con indirizzo storico politico presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Universita degli Studi di Salerno. Allievo ufficiale di complemento, poi ufficiale presso il Parco Veicoli Corazzati di Caserta. Funzionario, presso una Compagnia di Assicurazioni. In pensione da gennaio 2020. In politica dal 1974 militante in organizzazioni politiche della sinistra extraparlamentare e nel Movimento Studentesco del 1977. Segretario cittadino della sezione “Antonio Gramsci” del PCI dal 30 dicembre 2016 al 22 aprile 2018. Attualmente Dirigente sindacale della FISAC CGIL con incarico di RSA presso una Compagnia di Assicurazioni fino al 31 dicembre 2019

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