Robeco: Le azioni dell’Asia-Pacifico in attesa di emergere dall’ombra del dollaro

Joshua Crabb, Head of Asia Pacific Equities di Robeco
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A cura di Joshua Crabb, Head of Asia Pacific Equities di Robeco

Lo scenario per i mercati azionari globali rimane cupo, con l’aumento dell’inflazione che ha portato a forti rialzi dei tassi d’interesse negli Stati Uniti, la crisi energetica, la recessione in Europa e l’incertezza del mercato immobiliare nella Cina colpita dal Covid. A causa di questa combinazione di fattori e della generale avversione al rischio, il dollaro USA ha raggiunto all’inizio di settembre 2022 i massimi di due decenni.

Il divario tra le valutazioni è ingiustificato e si ridurrà

Il divario tra le valutazioni delle azioni dell’Asia-Pacifico e quelle degli Stati Uniti si è attestato su livelli estremi che non si vedevano dalla fine degli anni ’90, quando l’area attraversava una crisi debitoria. Riteniamo che i fondamentali non giustifichino questa divergenza nelle valutazioni e che ciò rappresenti un’opportunità per gli investitori che desiderano diversificare dall’Europa o dagli Stati Uniti, o impiegare un po’ di liquidità. La nostra convinzione a medio termine è che questo divario nelle valutazioni si ridurrà nei prossimi cinque anni e che i titoli value asiatici sovraperformeranno. La tempistica è complicata; tuttavia, da un punto di vista storico, l’opportunità appare chiara.

I fondamentali economici dell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-est asiatico) sono molto più solidi rispetto ai precedenti periodi di crisi, dopo altri due decenni di sviluppo economico. Gli interventi di politica fiscale e monetaria sono stati più contenuti nella regione durante il periodo Covid rispetto all’Europa o agli Stati Uniti; i tassi di interesse reali non hanno raggiunto valori pesantemente negativi, lasciando ai policymaker un certo margine di manovra nel caso in cui le condizioni economiche globali dovessero peggiorare sensibilmente. L’ASEAN è ben posizionata in generale; tuttavia, all’interno della regione preferiamo Paesi come il Vietnam e l’Indonesia, con una popolazione complessiva di 681 milioni di abitanti e una demografia in buona salute che favorisce un’elevata propensione al consumo. Il Vietnam e l’Indonesia stanno beneficiando della continua tendenza alla diversificazione della catena di approvvigionamento dalla Cina e l’Indonesia beneficia anche di una copertura contro l’inflazione in quanto importante produttore di materie prime.

Giappone: c’è del valore nascosto?

Siamo costruttivi anche su alcuni titoli azionari del Giappone, dove le riforme di corporate governance stanno consentendo di sbloccare valore in un mercato che ha attraversato un lungo periodo di stagnazione. Dal 2016, le società giapponesi sono state indirizzate a puntare a un ROE (Return on Equity, l’indice di redditività del capitale proprio) dell’8%, con gli azionisti incoraggiati a votare contro il reintegro dei consigli di amministrazione che non riescono a raggiungere tale obiettivo per tre anni di fila. La conseguente attenzione alla redditività e all’efficienza dei bilanci ha visto un aumento dei margini di profitto.

Con lo yen ai minimi storici rispetto al dollaro, le aspettative di inflazione ancorate, la politica monetaria giapponese completamente svincolata dalla Fed e il “self help” sopra descritto, potrebbe essere proprio questo il momento opportuno per un ingresso o un aumento dell’esposizione. Anche in Cina, che è rimasta bloccata dalla politica “zero-Covid”, riteniamo che le valutazioni riflettano già le prospettive negative.

All’interno dell’ampio universo azionario dell’Asia-Pacifico, riteniamo che vi siano società i cui prezzi azionari non riflettono il reale potenziale dell’azienda e che si rivaluteranno a un livello più alto; è su queste società che si dovrebbe concentrare l’investimento, piuttosto che su aziende con valutazioni paragonabili a quelle dei competitor statunitensi. In questa categoria rientrano i titoli finanziari che beneficeranno dell’aumento dei tassi d’interesse, i marchi di prodotti hardware meno alla moda del settore tecnologico e alcune società impegnate a sostenere la transizione energetica. Navigare nell’attuale contesto è impegnativo, perciò il processo dovrebbe iniziare laddove si riscontri del valore in modo evidente.


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