RAI 3 – I MÅNESKIN A CHE TEMPO CHE FA: ‘SOLO 30 GIORNI IN ITALIA NELL’’ULTIMO ANNO, LE COSE VANNO A UNA VELOCITÀ A CUI È DAVVERO DIFFICILE PENSARE’

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‘CI SIAMO CONOSCIUTI ALLE MEDIE, DAMIANO ERA IL FIGHETTO DELLA SCUOLA’; ‘IL NOSTRO STILE DI VITA DA TANTE SODDISFAZIONI MA NON CI FA BRUCIARE LE TAPPE, L’ASPETTO INTERIORE VA CURATO A PRESCINDERE DAL LAVORO CHE SI FA’; ‘FACCIAMO I NOSTRI PRIMI STADI, QUELLO DELL’INTER E QUELLO DELLA ROMA!’

Nell’ultimo anno abbiamo passato solo 30 giorni complessivi in Italia, ultimamente le cose vanno a una velocità a cui è davvero difficile pensare. Quando però sali su palchi come quelli di Rock in Rio o del Coachella, ti rendi conto di quello che stai facendo. Prendere le cose con leggerezza fa si che la pesantezza si senta meno.Così i Måneskin, ospiti in esclusiva di Fabio Fazio a Che Tempo Che Fa su Rai3.

Sulla nascita del gruppo: “Io [Victoria], Thomas e Damiano andavamo alle medie insieme, era una scuola a indirizzo musicale e potevamo scegliere di studiare pianoforte o percussioni, chitarra…  Damiano era il fighetto della scuola! Mentre Ethan l’abbiamo trovato su Facebook. Facevamo schifo ma ci provavamo!”

Sulla vita in tour: “Quando dobbiamo partire per tanti mesi e torniamo in Italia nemmeno disfiamo le valige, le lasciamo lì intatte. Spesso dobbiamo ripartire subito alla fine di una data [e non abbiamo tempo di fare festa], ma quando ci fermiamo qualche giorno Thomas e Vic festeggiano molto. Ci piace andare in giro, frequentare qualche locale, cose tranquille.”

Sui premi e le nomination all’attivo: “Non credevamo si potesse arrivare a tanto con questa velocità. Tutto quello che abbiamo fatto, sempre sin dall’inizio della nostra carriera, l’abbiamo fatto puntando sempre molto in alto, ma saremmo stati matti a immaginare quello che è successo in un anno e mezzo.”

Sul successo del gruppo in US: “Per noi la cosa importante è sempre stato fare una musica che ci rappresentasse, che fosse al 100% nostra, anziché uniformarci al genere. La musica è ciclica, il rock come genere musicale -non come attitudine- negli anni 60 e 70 era di moda, era quello nelle classifiche parlando in ‘modernese’. In qualche modo è tornato ora in chiave moderna tramite le nostre mani, ma noi abbiamo semplicemente fatto una cosa che ci piace fare, non ci aggiudichiamo un titolo.”

Sulla crescita sotto i riflettori: “Quest’esperienza ci ha fatto crescere tantissimo, la nostra fortuna è stata vedere tante realtà differenti, in giro per il mondo. Sia per scrivere nuova musica, per prendere ispirazione, sia per accrescere il livello di maturità. Questo viaggio che stiamo facendo insieme è solo un percorso di crescita, questo stile di vita, non è la soluzione a te stesso. È uno stile di vita che dà tante soddisfazioni ma non ci fa bruciare le tappe sotto l’aspetto interiore personale. Quello va comunque “lavorato” a prescindere dal lavoro che si fa.”

I Måneskin e il concetto di trasgressione: “Quella di ‘sesso, droga e rock&roll’ è un’idea molto superata, per rispetto verso noi stessi, e per le persone che ci vengono a guardare e che ci seguono abbiamo la responsabilità di dare il 100% di noi.”

Sul rapporto con le celebs internazionali: “Io [Damiano] e Thomas abbiamo seguito Shakira per tutto il Festival per fare una foto con lei. Abbiamo anche chiacchierato un po’ con Mick Jagger e abbiamo pensato “Cavolo, molto più giovane di tutti noi!”.

Thomas: L’incontro che più mi ha colpito è stato Slash, è stato pazzesco, sono cresciuto con la sua musica…

Damiano: per me Keith Richards!

Victoria: Per me Iggy Pop!

Ethan: Io sono molto legato ad un momento molto particolare: quando siamo andati ad un pranzo invitati da Chris Martin e Dakota Johnson che è sua moglie ci ha cucinato delle buonissime uova. Io penso di essere molto legato a lei perché le uova erano davvero molto buone.”

E una grande novità riguardo il tour imminente: Facciamo i nostri primi stadi! Quello della Roma e quello dell’Inter!”


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