PIMCO: Commento sul rialzo tassi BCE

Konstantin Veit, Portfolio Manager European Rates di PIMCO
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A cura di Konstantin Veit, Portfolio Manager di PIMCO

Oggi la BCE ha aumentato i tassi di riferimento di 75 punti base e ha indicato che ci saranno ulteriori sviluppi. 

Sul versante “dovish”, la BCE ha osservato che sono stati compiuti “progressi sostanziali nell’abbandono dell’orientamento accomodante della politica monetaria” e ha espresso maggiore preoccupazione per la crescita e per i ritardi nella trasmissione delle politiche rispetto alle riunioni precedenti.

Il mercato ha prezzato un rialzo dei tassi di 25 punti base a seguito del discorso dai toni un po’ più soft di oggi, con il picco del tasso di riferimento attualmente prezzato intorno al 2,7%. 

La BCE non ha fornito molte indicazioni sulla potenziale destinazione dei tassi d’interesse e rimane saldamente in modalità “meeting-by-meeting”.

Prevediamo un ulteriore rialzo dei tassi di 50 punti base a dicembre e una transizione verso incrementi di 25 punti base l’anno prossimo, quando il ciclo di rialzo passerà dalla normalizzazione all’inasprimento.

Oggi la BCE ha anche deciso di modificare le condizioni del TLTRO, eliminando le residue opportunità di arbitraggio e creando incentivi per le banche a rimborsare anticipatamente parte dei prestiti TLTRO.

Il rimborso del denaro preso per arbitraggio dovrebbe avere poche implicazioni per i mercati, poiché questi fondi sono rimasti inattivi presso le varie banche centrali nazionali e non sono mai circolati sui mercati monetari.

Le riserve obbligatorie minime saranno remunerate al tasso sui depositi presso la banca centrale anziché al tasso di rifinanziamento principale (MRO). Non vediamo alcuna implicazione sul mercato front end a seguito di questa decisione.

La BCE non ha fornito oggi molte indicazioni sul Quantitative Tightening (QT), ma ha accennato che nella prossima riunione di dicembre delle decisioni verranno prese.

Nel nostro scenario di base, ci aspettiamo un deflusso passivo dall’APP a partire dal 1° trimestre dell’anno prossimo, il che implica uno sblocco annuale di circa 250 miliardi di euro di titoli pubblici in caso di una brusca interruzione dei reinvestimenti dell’APP.


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