11.3 C
salerno
giovedì, 17 Gennaio 2019
Home Blog Page 505

Columbus Day 2011, manifestazione dell’orgoglio italiano a New York

0

Corrono 519 anni da quel 12 ottobre 1492 quando Cristoforo Colombo scopri’ l’America, il nuovo mondo. Sono invece 67 anni che qui a New York si commemora l’impresa del navigatore genovese e il contributo degli immigrati italiani allo sviluppo della nazione americana. Fu infatti Generoso Pope, un italiano della Grande Mela ad iniziare, nel 1929, la celebrazione del Columbus Day con una parata che da East Harlem scendeva fino al monumento dedicato a Cristoforo Colombo, al Columbus Circle, l’angolo sud di Central Park che guarda l’Ottava Avenue.’,’Sin dall’origine il Columbus Day e’ la manifestazione dell’orgoglio italiano per eccellenza, qui a New York come in tutti gli States, mantenendo l’originario spirito solidaristico verso i connazionali bisognosi che Pope impresse alla manifestazione e che oggi si traduce in una cospicua raccolta di fondi da parte della Columbus Citizens Foundation, destinati in gran parte a borse di studio per mantenere vive in America le radici della nostra cultura, l’italian heritage. Dunque, non una manifestazione di folclore italiano, come a prima vista talvolta potrebbe apparire, ma davvero un’occasione annuale per esprimere l’orgoglio della comunita’ italiana, le eccellenza della nostra cultura, il contributo italiano alla crescita e alla storia degli Stati Uniti d’America. Tutti elementi che nel Columbus Day si fondono, in un caleidoscopio d’emozioni profonde, palpabili. Quest’anno chi scrive puo’ raccontarle non da spettatore, ma dal di dentro, quale componente della delegazione italiana dell’Associazione Nazionale Famiglie Emigrati (ANFE), ente morale fondato nel 1947 dall’aquilana Maria Federici, deputata nell’Assemblea Costituente.

L’ANFE ha un posto di rilievo nel Columbus Day, per lo stretto rapporto che da anni lega l’associazione alla Columbus Foundation, la fondazione che organizza l’annuale evento oltre a tant’altre attivita’ sociali e culturali. Guida la delegazione il sen. Learco Saporito, presidente onorario dell’ANFE, con il direttore generale, Gaetano Cala’, con Fabio Ghia, delegato della Tunisia, chi scrive, delegato dell’ Abruzzo, e Anthony Tufano, delegato Usa e coordinatore delle sedi ANFE all’estero, che qui e’ anche Console onorario d’Italia a Mineola, nello Stato di New York. L’ANFE e’ una delle associazioni storiche dell’emigrazione italiana, certamente la piu’ importante per la dimensione dell’opera sviluppata sin dalla sua fondazione. Presente in Italia con sedi in quasi tutte le province, l’ANFE ha una rete di rappresentanze all’estero nei principali Paesi a forte emigrazione. Ma ora torniamo alla cronaca del Columbus Day, che tiene la Parata sempre nel Lunedi’ piu’ vicino al 12 ottobre. Quest’anno cade il 10. Sono le 9 di mattina, quando raggiungo la Cattedrale di St. Patrick. Gia’ dietro le transenne, sulla Quinta Avenue, il pubblico comincia a prendere posizione, mentre lungo la piu’ famosa ed esclusiva strada di New York c’e’ gia’ il viavai del servizio organizzativo, i poliziotti agli incroci, i vari gruppi che si dirigono ai luoghi d’ammassamento, tra la 45^ e 46^ Street. Gran fermento davanti alla Cattedrale, dove mi unisco alla delegazione. L’annuale Messa solenne del Columbus Day, celebrata dall,’arcivescovo di New York, è un’occasione di riflessione sui milioni di uomini, donne e bambini che sono giunti in America alla ricerca di liberta’ e di migliori opportunita’ di vita e sulla fede che li ha aiutati a superare sacrifici ed avversita’. Riconoscibile dai due svettanti campanili, la Cattedrale di St. Patrick e’ un monumento assai visitato. E’ la più grande chiesa degli Stati Uniti, decorata in stile neogotico. Fin dalla posa della prima pietra, avvenuta nel 1858, la cattedrale è stata al centro della vita di New York, anche se la gente riteneva che sorgesse troppo a nord dell’allora centro residenziale e commerciale della città. Oltre allo splendore della struttura architettonica, la cattedrale vanta vetrate colorate eseguite a Chartres, Birmingham e Boston, mentre il rosone è di Charles Connick, forse il più grande artista di questo genere nella storia americana. Gli altari di St. Michael e St. Louis furono progettati da Tiffany & Co, mentre quello di St. Elizabeth è di Paolo Medici di Roma. Si e’ in attesa dell’ingresso al tempio, per la Messa solenne. Alle porte c’e’ un rigoroso controllo degli inviti e all’interno del rispetto dei posti assegnati, nelle due file centrali: le personalita’ americane, i dirigenti della Columbus Foundation, gli esponenti della comunita’ italiana di New York, gli invitati delle delegazioni giunte dall’Italia. Alle 9 e mezza in punto inizia la celebrazione, con un lungo processionale di chierici, sacerdoti, vescovi e prelati concelebranti, tra cui il Nunzio apostolico mons. Francis Chullikan, osservatore permanente della Santa Sede all’ONU, e il cardinale Edward Egan, arcivescovo emerito di New York. Presiede la celebrazione mons. Timothy Dolan, arcivescovo di New York.

L’organo suona le note possenti del Preludio, l’andante dalla Sonata Op. 65 di Felix Mendelssohn, cui segue l’inno d’ingresso cantato dal Coro della Cattedrale. Alternate in inglese e italiano le letture. L’omelia e’ affidata a mons. Peter Vaghi, dell’Arcidiocesi di Washington DC. E’ un’intensa celebrazione. Joseph Sciame, esponente di spicco della comunita’ italiana e presidente dell’Italian Heritage and Culture Month Committee, a fine Messa saluta l’arcivescovo. Il sacro rito, sorprendentemente per me, si conclude cantando gli inni nazionali italiano e americano. Poi le belle parole dell’arcivescovo Dolan rivolte alla comunita’ italoamericana, quindi il saluto che egli porta con una calorosa stretta di mano al nostro Ambasciatore a Washington, Giulio Terzi di Sant’Agata, che del Columbus Day ha seguito i principali eventi, insieme al Console generale di New York, Natalia Quintavalle, da poco alla guida dell’importante sede consolare. Le manifestazioni del Columbus Day avevano avuto un’anteprima sabato sera con il Gran Gala al Waldorf Astoria, presenti il nostro Ambasciatore e il Console generale, il Governatore dello Stato di New York, Andrew Cuomo, l’ex Governatore Mario Cuomo, il vescovo di Brooklyn, Nicholas Di Marzio, il generale Leonardo Leso, consigliere presso la nostra missione all’Onu, il Commissioner del Dipartimento dei Vigili Fuoco, Salvatore Cassano, origini campane, e molti altri. Ovviamente, tutti gli esponenti della Columbus Foundation, in primis il presidente Frank Fusaro, il Grand Marshall della Columbus Day Parade, Joseph Plumeri, e Louis Tallarini, Chairman del Board of Governors. Molte le personalita’ di rilievo della nostra comunita’ a New York presenti al Gala, lungo sarebbe citarle. Oltre mille, riportano le cronache, gli invitati all’evento che contribuisce a raccogliere fondi per le attivita’ filantropiche della Fondazione, tra cui ben 500 borse di studio a studenti meritevoli che altrimenti non potrebbero continuare gli studi. Numerosi i messaggi d’augurio giunti per il Columbus Day, a cominciare dalla “Proclamation” pronunciata dal presidente Barack Obama. Nel corso del Gala Frank Fusaro ha voluto richiamare i messaggi del Governatore Andrew Cuomo e del Sindaco di New York Michael Bloomberg, il quale ha messo in evidenza l’impulso dato alla citta’ da italo-americani come La Guardia, Di Maggio, Cuomo e Giuliani. Domenica mattina l’edizione n. 67 del Columbus Day era iniziata con la tradizionale deposizione della corona sotto la stele di Colombo al Columbus Circle, con l’Ambasciatore, Giulio Terzi Sant’Agata, il Console generale, Natalia Quintavalle, il presidente della Columbus Foundation, Frank Fusaro, il Grand Marshall, Joseph Plumeri, il Chairman Louis Tallarini. e Joseph Guagliardo, presidente del National Council of Columbian Associations in Civil Service. Presente alla cerimonia anche una delegazione di Vigili del Fuoco italiani, guidata da Robert Triozzi, comandante per le Nazioni Unite del “Fire Rescue Developement Program”, con sede in Roma. Nel pomeriggio un magnifico concerto al Lincoln Center con l’Orchestra del Teatro Petruzzelli di Bari, diretta dal Maestro Alberto Veronesi. E’ quasi l’ora della sfilata. Intorno a mezzogiorno, di solito, muove la testa del corteo. Siamo in attesa all’incrocio con la 45th Street.

E’ un fermento incredibile di gente che si prepara. Le bande dei College, centinaia e centinaia di giovani nelle loro lustre divise, sono prese dal ruolo, e’ un grande onore sfilare. Piu’ tranquilli i musicisti delle bande militari, aduse a queste cerimonie. Le bande sono quasi un centinaio. E’ una sarabanda di dimensioni inimmaginabili quel che si muove nelle retrovie, 35 mila persone che s’approntano a sfilare, ciascuna rappresentanza al suo turno, talvolta dopo ore di attesa, se si pensa che la Parata si conclude quasi alle cinque del pomeriggio. Eppure tutto e’ regolato secondo un canone sperimentato dal rigido cerimoniale degli organizzatori, tutto gira come un orologio, almeno cosi’ appare. Ormai la marea di spettatori, intorno al milione, e’ ordinatamente assiepata dietro le transenne, sui due lati della Quinta Avenue. Gente d’ogni eta’, molti con bandierine tricolori, spesso con i vessilli americano ed italiano. Ecco, si parte, e’ mezzogiorno. E’ il Sindaco Michael Bloomberg ad aprire la sfilata, con accanto il Grand Marshall Joseph Plumeri e il Commissioner della Polizia di New York, Raymond Kelly. Sfila il Governatore Andrew Cuomo, con i suoi sostenitori. E’ un tripudio di consensi, il Governatore si ferma con il pubblico lungo il percorso, stringe mani. La famiglia Cuomo ha dato e sta dando un notevole contributo nelle istituzioni americane, che fa onore alle origini italiane. Passa il carro della Columbus Foundation, una specie di caravella tricolore su ruote con un grande busto di Cristoforo Colombo. Bimbi festosi agitano le loro bandierine. Poi la numerosa rappresentanza in fascia tricolore della Fondazione, guidata dal presidente Frank Fusaro, dai Governors e dai tanti esponenti del sodalizio che si occupano dei vari campi d’attivita’. Passano orgogliose macchine d’epoca italiane, poi una sequela di Ferrari e Maserati di piu’ recente costruzione.

Sfilano il nostro Ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata e, in fascia tricolore d’ordinanza, il Console generale Natalia Quintavalle, al suo battesimo di folla nella Big Apple. E’ il turno della Polizia di Stato italiana, una delegazione con numerose donne in divisa. Molti gli applausi. Passa la banda d’un College, volenterosa, ma nulla di paragonabile a quella splendida banda militare, immagino della Marina americana, che ha aperto la Parata. Ancora alcuni gruppi, in costume. Ecco che sfilano i Vigili del Fuoco di New York, numerosi quelli d’origine italiana, gli amati eroi di tante operazioni di soccorso, ma sopra tutto alle Twin Towers, dove persero la vita 343 pompieri. Nel 2004 andai con una delegazione guidata dal Sindaco dell’Aquila alla sede del Dipartimento, a Brooklyn, per portare l’omaggio della citta’ capoluogo d’Abruzzo e dei Vigili del Fuoco aquilani ai Pompieri di New York. Ci ricevette con molta cordialita’ l’allora comandante in capo, ora Commissioner, Salvatore Cassano. Nella hall del grande palazzo una lastra di bronzo riportava i nomi dei pompieri caduti l’11 settembre alle Torri Gemelle. L’ampiezza di quella targa bronzea resta nella memoria a misura dell’immane sacrificio dei pompieri di New York deceduti a Ground Zero. Ora ci passano davanti con una storica autopompa Magirus rossa, con maniglierie d’ottone lucidate a specchio, carica di bimbi. Segue un’ordinata compagnia di pompieri a passo militare, con le insegne del corpo. Poi ancora un moderno rosso automezzo di dotazione, tutte luci intermittenti e cromature. Ancora una banda giovanile, poi e’ il turno del reparto dei Vigili del Fuoco d’Italia, provenienti da varie province. Marciano perfetti, raccogliendo molti applausi dal pubblico. Mi emoziono, esprimo gratitudine profonda con l’applauso, non potro’ mai dimenticare quanto straordinariamente generosa infaticabile ed appasionata e’ stata l’opera dei Vigili del Fuoco in soccorso dell’Aquila, la mia citta’, colpita dal terremoto del 6 aprile 2009. Ora e’ il turno dell’ANFE. Siamo tra i primi gruppi a sfilare, a motivo dello stretto rapporto che l’associazione ha con la Columbus Foundation. Tony Tufano ci invita ad esser pronti, mentre fa dispiegare lo striscione con il logo del nostro ente morale. Ospitiamo sotto le nostre insegne il presidente dell’ASMEF, Salvo Iavarone, presente con la sua associazione a New York e poi Toronto per alcune iniziative sull’emigrazione, nonche’ il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola, venuto in America con una delegazione municipale per promuovere turisticamente la sua citta’.

Non e’ semplice partecipare alla Parata del Columbus Day, se non si ha un aggancio solido. L’ANFE e’ stato per loro un eccellente traino. Da questo momento viviamo le emozioni direttamente. Il presidente Saporito e’ al centro della nostra fila, gli sono accanto da un lato Gaetano Cala’ e chi scrive, dall’altro Fabio Ghia e Tony Tufano. E’ con noi un gruppo di volontari dell’ANFE Usa. Non abbiamo da raccontare molto se non le cose che vediamo lungo i 3 chilometri di percorso tra la 46^ Strada e le tribune d’arrivo, nei pressi della 69^. Il pubblico applaude, gli italiani oltre le transenne fanno domande e apprezzamenti, e’ davvero una festa, un’ostentazione generosa d’attaccamento all’unita’ nazionale, all’italianita’. L’arcivescovo Timothy Dolan, con altri prelati e religiosi davanti la Cattedrale di St. Patrick, saluta con gesti di cordialita’ i vari gruppi che sfilano man mano. Dev’essere dotato d’una forte capacita’ comunicativa e relazionale, d’una empatia fuori dagli schemi, davvero molto americana rispetto alle compunte abitudini dei suoi colleghi in Italia. La sfilata avanza, tra stop and go. Si hanno poche cose da riferire quando la Parata del Columbus Day si vive dall’interno, se non l’emozioni che si provano. Manca l’osservazione di quella multiforme congerie di colori e vivacita’ che della Parata e’ l’aspetto piu’ pittoresco e spettacolare, invece godibile da spettatore. Arriviamo a Grand Army Plaza, che si apre su Central Park. Il corteo ora s’avvia verso l’ombra gradevole della rigogliosa vegetazione del parco, sulla sinistra. Eppure a destra richiama l’attenzione il grande cubo bianco dell’Apple Store, diventato dopo l’immatura morte di Steve Jobs un luogo di memoria e omaggio all’uomo.

Sulla bianca parete della recinzione sono attaccati migliaia di post-it, messaggi d’amicizia e gratitudine verso l’uomo che in tre decenni ha cambiato il mondo, nella comunicazione, nella tecnologia informatica e nel design delle sue straordinarie creazioni. Tanti i fiori posati accanto al cubo, molte le mele, a richiamo del famoso simbolo della Apple. La sfilata procede, dopo quasi due ore dalla partenza raggiungiamo le tribune. Numerose reti televisive riprendono la Parata. Un gran lavoro di riprese e documentazione dell’evento ha fatto anche la troupe di i-Italy, sotto l’efficiente direzione di Letizia Airos, editor del network piu’ qualificato e attento nel descrivere l’attuale realta’ della societa’ italoamericana. Artisti italoamericani s’alternano sul palcoscenico approntato davanti alle tribune. Applauditissima Pia Toscano, la giovane e bella cantante italoamericana – e’ nata nel 1988 a Howard Beach, NY – baciata da un grande successo, come pure e’ assai apprezzato un gruppo di cantanti ballerini nell’esecuzione di “Be italian”, uno dei brani piu’ noti del famoso musical “Nine” tratto dal testo teatrale di Mario Fratti. Tagliamo il traguardo, la delegazione ANFE ha compiuto la sua missione, almeno riguardo la Parata del Columbus Day 2011. L’indomani, martedi’, ci riceve il Console generale d’Italia. Ognuno e’ libero, oggi nel pomeriggio. Sto tornando a casa, sulla 55^ strada. Sono quasi le due e mezza, quando incrocio il corteo, devo attraversare la Quinta Avenue. Ma stanno passando gli Alpini, una lunga fila di gruppi dall’Italia e anche dall’estero. Aspetto, sono alpino anch’io. Davanti a me sostano gli Alpini della Sezione ANA di Hamilton, in Canada. Incredibile! Accanto al vessillo della Sezione un alpino mi chiama per nome. Lo riconosco, e’ il presidente della Sezione Fausto Chiocchio. Il pizzetto sul mento e’ un po’ piu’ bianco di dieci anni fa, quando andai ad Hamilton con il Coro della Portella, in rappresentanza della Municipalita’ aquilana. Viene verso le transenne, ci abbracciamo. “Che fai a New York?”. Gli rispondo che con l’ANFE ho appena concluso la sfilata. E’ proprio piccolo il mondo, talvolta riserva incredibili sorprese! Martedi 11 ottobre, mattina. Il Consolato si trova al 690 di Park Avenue, di fronte all’Hunter College. Arrivo a piedi, ci troviamo puntuali tutti noi della delegazione ANFE, eccetto il sen. Saporito che e’ ripartito per Roma. Il Consolato e l’Istituto Italiano di Cultura stanno in un bel palazzo in mattoni rossi, di proprieta’ dello stato italiano, dichiarato dalla Landmark Preservation Commission edificio storico. All’orario fissato il ministro Natalia Quintavalle, Console generale a New York, ci riceve nel suo studio al primo piano, con grande cordialita’. Nativa di Pietrasanta, in provincia di Lucca, e’ giunta da poco piu’ d’un mese a New York, una delle sedi consolari piu’ complesse e prestigiose del mondo, per la presenza d’una comunita’ italiana numerosa e di spiccato livello, come pure di realta’ culturali rilevanti, come Casa Zerilli Marimo’ della NYU, del Calandra Institute della CUNY e dell’Italian Academy della Columbia University, verso le quali dimostra un grande interesse. D’altronde il suo e’ un ritorno a New York. Avevo tratto preziose informazioni da una bella intervista che Letizia Airos ha di recente realizzato con Natalia Quintavalle, che ne rivelano bene il pensiero, i propositi e le doti umane e professionali Tanto mi conferma il colloquio. Peraltro, anche Letizia ci raggiunge in Consolato, quando Gaetano Cala’ sta illustrando al Console generale – accanto il Console Laura Aghilarre – le molteplici iniziative che ANFE Sicilia ha realizzato a New York negli ultimi anni, con la collaborazione del Consolato e dell’Istituto di Cultura, tutte di notevole respiro culturale, come quella in preparazione per il 2012 che lumeggera’ il contributo recato dai musicisti italiani al Jazz. Quindi si fa cenno al Console Generale delle altre iniziative che l’ANFE sta promuovendo su importanti tematiche, come la cittadinanza, sulle quali si ha modo di parlare nel corso d’un incontro assai ricco di spunti, durato oltre un’ora. Siamo davvero molto grati al Console generale, mentre ci congeda, per l’accoglienza e per il proficuo colloquio intrattenuto. Rientro in casa Fratti a mezzogiorno. Trovo il drammaturgo nel suo studio mentre conversa di teatro con Claudio Angelini, gia’ corrispondente della Rai, per alcuni anni valente direttore dell’Istituto Italiano di Cultura ed ora presidente della Dante Alighieri di New York. Della nostra missione nella Grande Mela devo ancora citare la partecipazione, la sera dell’8 ottobre, ad una conviviale della Federazione delle Associazioni Siciliane del New Jersey, con quasi 450 ospiti. Ho avuto possibilita’ di svolgere un breve intervento, nel corso della serata. Ho ringraziato con tutto il cuore la comunita’ siciliana per la vicinanza e l’affetto dimostrati con gesti di solidarieta’ verso le popolazioni aquilane colpite dal terremoto. Proprio da loro il comune di Villa S. Angelo ha ricevuto una donazione di 450 mila dollari per la realizzazione d’una struttura di aggregazione sociale. Ci vedremo dunque a Villa S. Angelo, questa la promessa, quando s’inaugurera’ l’opera edificata con il frutto della loro generosita’.

Goffredo Palmerini’

Germania, sequestrato formaggio Asiago contraffatto

0

Le autorità tedesche hanno eseguito un sequestro di formaggio Asiago contraffatto, proposte dall’azienda statunitense Sartori, nell’ambito della manifestazione Anuga. Il formaggio Asiago contraffatto, prodotto nel Wisconsin, è stato esposto e proposto al pubblico nel corso della fiera, in violazione alla normativa comunitaria sulle denominazioni di origine. Medesimo provvedimento di sequestro è stato ottenuto, sempre nei confronti dell’azienda Sartori, anche dal Consorzio per la tutela del formaggio Parmigiano Reggiano (in questo caso per togliere dal mercato prodotto denominato”Parmesan”).’,’La tempestività dell’intervento del Consorzio dell’Asiago, che si è avvalso del supporto legale di Aicig, è stato fondamentale per l’ottenimento di un provvedimento di sequestro in poche ore. “L’attività di tutela è al primo posto nei compito dei Consorzi di tutela – spiega il Presidente di Aicig Giuseppe Liberatore – che devono contrastare in ogni modo e con ogni mezzo le dilaganti contraffazioni e le pratiche commerciali scorrette che i nostri prodotti devono subire. Aicig investe molte risorse per fornire un supporto legale a tutti i Consorzi di tutela: occorre infatti tenere alta la guardi per tutelare i nostri prodotti e le nostre imprese”.

Liguria, Fincantieri: martedì incontro a Roma con ministro Romani

0

Martedì prossimo in tarda mattinata è stato fissato l’incontro a Roma con il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani per affrontare la difficile situazione di Fincantieri. L’annuncio è stato dato dal presidente della Giunta Claudio Burlando dopo che per quasi due ore, il prefetto di Genova, Francesco Musolino insieme al sindaco Marta Vincenzi, il presidente della Provincia Alessandro Repetto e appunto il presidente Burlando chiusi nell’ufficio del prefetto avevano cercato di contattare prima il sottosegretario Letta e poi il ministro dello sviluppo economico che si trovava in Iraq.
Parlando al termine della riunione, Burlando ha aggiunto che giovedì si riunirà il tavolo regionale dove sono rappresentate le istituzioni liguri per meglio definire una linea comune: «Sembra che il decreto per finanziare il ribaltamento a mare dello stabilimento sia pronto al ministero del Tesoro e che i fondi siano effettivamente disponibili – ha detto Burlando – il problema è quello di avere una commessa che consenta al cantiere di Sestri Ponente di mantenere una continuità produttiva. Da parte nostra l’impegno è totale». Subito dopo il segretario provinciale della Fiom di Genova Francesco Grondona ha comunicato i risultati dell’incontro ai lavoratori che aspettavano in Largo Eros Lanfranco annunciando che comunque lo sciopero e l’occupazione dello stabilimento continuano almeno fino a domani mattina quando si terrà una assemblea nello stabilimento. La riunione era iniziata con l’intervento del rappresentate della Fiom il quale ha
manifestato alle istituzioni tutta la preoccupazione dei lavoratori: «Terminata la nave in lavorazione non abbiamo altre commesse. Chiediamo una boccata d’ossigeno per traguardare il 2012 altrimenti a marzo lo stabilimento chiude» . Grondona ha paventato l’esplodere di tensioni sociali in città vista l’esasperazione dei lavoratori: «Se a Genova muore Fincantieri, non muore sola». Il presidente Repetto ha lamentato che le istituzioni liguri non sanno qual è il loro interlocutore: se il ministro dello Sviluppo economico o direttamente quello del Tesoro. Il sindaco Marta Vincenzi ha aggiunto «Nessuno di noi sta chiedendo l’attivazione di qualcosa di nuovo, ma di attuare gli impegni già presi dal ministro nei mesi scorsi. La precondizione è il che il ministero si sieda ad un tavolo e che discuta con azienda e sindacati carichi di lavoro e piano industriale». Fuori della prefettura il presidio dei lavoratori è continuato per ore con attimi di tensione e di esasperazione contenuti dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali. All’incontro in prefettura erano presenti, fra gli altri: vicepresidente e assessore all’urbanistica Marylin Fusco gli assessori regionali allo Sviluppo Renzo Guccinelli, alle Infrastrutture Raffaella Paita, al Lavoro Giovanni Enrico Vesco, alle Politiche abitative e Giovanni Boitano i consiglieri: Michele Boffa Lorenzo Basso e Antonino Miceli (Partito Democratico); Giacomo Conti e Alessandro Benzi (Federazione della Sinistra), Matteo Rossi (Sinistra Ecologia e Libertà) ;Nicolò Scialfa, Maruska Piredda Stefano Quaini (Idv); Edoardo Rixi (Lega Nord); Lorenzo Pellerano e Aldo Siri – Liste civiche per Biasotti presidente, Gino Garibaldi (Pdl) ), Marco Limoncini (Udc). Armando Ezio Capurro e Massimo Donzella (Noi con Claudio Burlando); Ezio Chiesa (gruppo Misto). Prima dell’incontro il Consiglio regionale (vedi comunicato 224) aveva approvato all’ unanimità un ordine del giorno nel quale si esprimeva solidarietà ai lavoratori e si chiedevano precisi impegni al Governo e all’amministrazione regionale.

Autostrade, Tutor: multe annullate dal Giudice

0

Una recentissima sentenza del Giudice di Pace di Casarano, avv. Franco Giustizieri, fà finalmente luce su una materia che coinvolge migliaia di automobilisti che si sono visti notificare verbali anche a raffica, per la presunta violazione del limite di velocità imposto in determinati tratti di autostrada e rilevati con l’ormai famigerato SICVE (Sistema informativo per il controllo della velocità) o meglio noto come”Safety tutor” o ancora nella forma più breve”tutor” che misura
per l’appunto, la velocità media tenuta dall’automobilista, su definite parti di autostrada che spesso coincidono con i territori di più comuni in successione così determinando l’oggettiva difficoltà di individuare quale sia il giudice del luogo della commessa violazione.

Per Giovanni D’Agata, componente del Dipartimento Tematico Nazionale”Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello”Sportello dei Diritti”, l’importante decisione che si riporta integralmente per la validità del procedimento logico argomentativo seguito, costituisce un prezioso precedente per quanti vorranno ricorrere a questo tipo di sanzioni amministrative che in effetti non denotano una particolare trasparenza nella loro emissione, tant’è che lo stesso giudice di pace oltre a soffermarsi sui criteri per la determinazione del foro competente territorialmente ritenuto applicabile ossia quello di residenza del trasgressore (o per meglio dire del presunto trasgressore), ha anche annullato le multe cui una signora di Casarano in provincia di Lecce si era opposta su ricorso predisposto dall’avvocato Angela Frascaro per”errore nell’accertamento” per l’impossibilità di applicare il criterio della tolleranza del 5 % stabilito dall’art. 345 comma 3 del Regolamento di Attuazione (D. M. del 29 ottobre 97) del Codice della Strada non essendovi, quindi”certezza dell’esatto superamento della velocità massima consentita”. Ma venendo alle motivazioni in dettaglio, il giudice pur partendo dall’assunto che in caso di violazioni del codice della Strada l’art. 22 comma 1 della legge 689/81 stabilisce che la competenza per territorio è quella del luogo della commissione della violazione, fa presente che nella fattispecie la”rilevazione con apparecchiatura TUTOR non consente esattamente di conoscere il luogo esatto della violazione (superamento del limite di velocità), quindi va applicato il principio del resto ormai accertato da normativa europea in tutti gli altri campi che la competenza sia del giudice di residenza del trasgressore in quanto in questa sede è avvenuta la notifica del provvedimento da impugnare”. Inoltre, il giudicante fa presente che in sede di opposizione a sanzione amministrativa al giudice adito spetta la piena cognizione circa la legittimazione e fondatezza della pretesa e deve accogliere il ricorso se non vi sono prove sufficienti della responsabilità dell’opponente. Tant’è che nel merito”la strumentazione utilizzata e che viene solitamente classificata come autovelox, ma pur rilevando gli eccessi di velocità, si distingue nettamente dai classici autovelox per un motivo: esso rileva principalmente la velocità media dei veicoli, tuttavia la strumentazione utilizzata non sanzione una determinata violazione ma rileva una presunta media di infrazione compiuta, così ledendo i principi fondamentali di diritto alla difesa e certezza del diritto”. Ma il giudice si spinge oltre e sottolineando la legge applicabile afferma che”se pure si volesse ritenere la rilevazione presuntivamente corretta, allora deve aggiungersi che alla velocità media rilevata in verbale risultata essere stata applicata la riduzione del 5 % come previsto ex D.M. 29/10/97, ma la stessa riduzione è prevista per gli autovelox e quindi non per lo strumento in oggetto”.”Infatti”, continua il GDP nel ribadire la diversità tra il sistema tutor e l’autovelox classico,”per apparecchi diversi dall’autovelox, non può essere applicato il criterio di cui sopra, ma una riduzione diversa come precisato dal comma 3 dell’art. 345 delle disp. di attuazione del codice della strada” che quindi dev’essere applicata per analogia essendo il tutor strumento di misurazione diverso dall’autovelox.”Pertanto, nel caso in questione o non dev’essere”applicata riduzione alcuna oppure in analogia con quanto detto sopra (art. 345 comma 3°), applicata la riduzione”progressiva” del 5%, 10% e 15% anche perché è la legge a prevederlo in ogni caso, ma poiché non si conosce il suo criterio nei casi di rilevazione diverse le postazioni”autovelox” fisse e/o mobili, ne deriva l’impossibile corretta verifica del comma della norma ex art. 142 violato”. Conclude il giudicante nel ritenere nullo il verbale per”errore di accertamento” in quanto impossibile conoscere se vi sia stata effettivamente la violazione che”in ogni caso in cui venga applicata tout court la sola riduzione del 5 % nei casi di accertata violazione mediante calcolo della velocità media non vi è certezza dell0esatto accertato superamento della velocità massima consentita. In tale situazione la verbalizzazione effettuata è dubbia in quanto applicato un criterio di riduzione del 5 % non previsto per legge”

Niente Festival di Sanremo per Federica Pellegrini

0

La campionessa di nuoto Federica Pellegrini non è alle prese solo con la sua nuova love story con il collega Filippo Magnini. Oltre al cuore c’è il lavoro, ma soprattutto la preparazione in vista dei Giochi della XXX Olimpiade che si terranno a Londra nel 2012. Un appuntamento al quale Federica vuole arrivare super preparata dopo l’ottima prova di Shangai.
Sarebbe questo infatti il motivo che l’avrebbe spinta a dire no ad una proposta di co-conduzione del Festival di Sanremo insieme a Gianni Morandi.

Fare Sanremo, che in ogni caso non è proprio un impegno semplice, le avrebbe portato via molti mesi di studio e preparazione anche perché la Pellegrini non è una donna di spettacolo. A quanto pare la campionessa ha deciso di investire il suo tempo e le sue energie in quello che sa fare bene, ossia il nuoto. Chissà che la proposta possa arrivare nuovamente dopo l’impegno di Londra…intanto forza Federica!

Evasione fiscale: pensionato restituisce 800 mila euro al fisco

0

L’agenzia delle entrate ha recuperato 800 mila euro da un pensionato di Parma che dichiarava all’erario un reddito di circa 56 mila euro mentre aveva custodito in una banca svizzera un patrimonio di 4 milioni di euro. Il pensionato ha pagato all’erario un conto di 420 mila euro di imposte dovute oltre ad una sanzione di 360 mila euro.
La scoperta dell’evasione fiscale è stata fatta dalla Guardia di Finanza dopo un controllo incrociato di capitali all’estero.

Tbc al Gemelli, positivo al test bimbo nato nel 2010

0

Un altro caso di contagio e stavolta precedente al periodo gennaio-luglio 2011. E’ risultato positivo al test della tubercolosi un bambino nato nel dicembre del 2010 al Policlinico Gemelli di Roma, dove lavorava l’infermiera ammalata di Tbc. Lo ha comunicato oggi il Codacons durante una conferenza stampa, a cui il padre del bimbo contagiato dal batterio della tubercolosi ha rivelato i risultati del test a cui, insieme alla moglie, ha deciso di sottoporre il figlio pagando il ticket, perché fatto in forma privata.
I controlli gratuiti, disposti dall’unità di coordinamento della Regione Lazio, erano soli per i bimbi nati da gennaio fino a luglio 2011. I genitori previdenti e preoccupati dopo le notizie diffuse dai media, hanno sottoposto il bimbo al test della Tbc in tempo per agire con la necessaria profilassi per evitare lo sviluppo della malattia. Carlo Rienzi, presidente della Codacons che ha iniziato due Class Action davanti al Tribunale di Roma in seguito ai casi di contagio al Gemellli, sostiene che i controlli dovrebbero essere estesi a tutti i bambini nati nel periodo in cui l’infermiera ha lavorato al Policlinico romano.

Menopausa, le donne over 50 ingrassano ogni anno di un chilo

0

Roma, 9 giugno 2011 – Le avvenenti forme”a pera” si trasformano nelle assai meno sexy sembianze”a mela” e, dopo i 50, si ingrassa in media di 1 kg all’anno: sono le conseguenze della menopausa. Fra i primi sintomi si verifica un aumento dell’adipe e una sua diversa distribuzione, molto più simile a quella maschile. Sale anche la pressione, che tende a superare i valori soglia ( < 130 mmHg), e cresce il girovita, uno dei parametri che definiscono la sindrome metabolica che spesso viene trascurato.’,’Per combattere i più pericolosi nemici del cuore la terapia ormonale sostitutiva è un valido alleato.”L’elemento essenziale è il progestinico: il drospirenone, che riduce o addirittura annulla i possibili effetti sulla ritenzione idrica ed è particolarmente efficace nel controllo del rischio cardiovascolare. Abbassa la pressione arteriosa e può ridurre fino a 3 cm la circonferenza addominale”, spiega il prof. Marco Gambacciani, dell’azienda ospedaliera universitaria pisana e segretario della European Menopause and Andropause Society (EMAS), autore dello studio che ha portato a questi risultati. Il Congresso Mondiale della Menopausa, che fino all’11 giugno riunisce a Roma oltre 3.500 esperti da più di 80 Paesi, apre una nuova stagione per le terapie ormonali sostitutive, un vero e proprio”rinascimento”, termine che non a caso dà il titolo all’evento. In particolare, è la presentazione dei dati dello studio EURAS-HRT a sancire definitivamente la sicurezza di quelle a basso dosaggio.”Si tratta di una vasta ricerca internazionale, iniziata nel 2002, che ha coinvolto oltre 30.000 pazienti per un totale di 100.000 anni/donna – spiega il prof. Andrea Genazzani, Presidente del Congresso -. Fra tutte le TOS prese in esame colpisce l’efficacia del drospirenone che non aumenta la patologia venosa (tromboembolismo), mentre ha decisamente diminuito quella arteriosa (stroke e infarti del miocardio) con un calo nell’ordine del 40%. In molte nazioni, anche emergenti, le donne trascorrono 30 anni e più in menopausa. Bisogna quindi muoversi in un’ottica di medicina preventiva, agendo in primo luogo sui comportamenti alimentari, l’attività fisica e la prevenzione del fumo, per evitare la disabilità ed assicurare il più lungo periodo possibile di autonomia e buona qualità di vita”. In Italia vi è uno scarsissimo utilizzo delle terapie ormonali (meno del 5%) ed una ancora più limitata conoscenza.
Le preoccupazioni sono prevalentemente legate al rischio oncologico, soprattutto di tumore al seno.”Le nostre pazienti ci chiedono di capire se e di quanto aumentino le probabilità di ammalarsi – spiega la prof.ssa Nicoletta Biglia, dell’Università di Torino -. Come rassicurarle? Molte di loro ci chiedono”Dottoressa, cosa farebbe al mio posto?”. I dati di un’indagine da me coordinata indicano che il 37% di un campione rappresentativo composto da 1.000 donne medico o mogli di medico del nostro Paese utilizzava o aveva utilizzato la TOS, 7 volte in più rispetto alla popolazione generale. Mi sembra un’ottima risposta”. Con la menopausa cessa la produzione degli ormoni che rappresentano il”motore” dell’organismo femminile. Il loro calo, improvviso o graduale, determina una serie di disturbi noti (come le vampate) e altri problemi meno conosciuti, che intervengono in una fase successiva. Fra questi, quelli dell’umore: “Il 25% sperimenta nel periodo di transizione che caratterizza la fine dell’età fertile alterazioni sino a veri e propri sintomi depressivi – aggiunge la prof.ssa Biglia -, aggravati da un’altra condizione che diventa molto comune: l’insonnia. Ne soffre una donna su tre in pre-menopausa e una donna su due in peri- e post-menopausa”. Lo studio condotto dal gruppo dei proff. Gambacciani e Genazzani ha preso in esame anche l’effetto del drospirenone sulla qualità di vita.”Il gruppo trattato ha dimostrato un notevole miglioramento di tutti i disturbi tipici della menopausa – spiega il prof. Gambacciani -: quelli vasomotori, dell’ansia e dell’umore in generale, della libido e del sonno. Ovviamente la TOS va raccomandata in presenza di un’indicazione specifica e dopo un consulto ginecologico: per ottimizzarne l’impiego, oltre alla precocità di inizio del trattamento, è importante la selezione delle pazienti e la presenza di disturbi costituisce già un criterio clinico”. Il Congresso Mondiale di Roma rappresenta un rinascimento anche per la stessa figura del ginecologo, che si riappropria con forza della prevenzione.”Da quella cardiovascolare, a quella oncologica a quella dell’osteoporosi, noi siamo i medici della donna a 360° e dobbiamo vigilare in particolare in una fase così delicata come la fine dell’età fertile – conclude il prof. Genazzani -. Ci auguriamo quindi che questa importante assise globale, ospitata nel nostro Paese, sia l’occasione per rilanciare con forza una nuova cultura della menopausa, a partire dal superamento dei luoghi comuni e dei timori che frenano le donne nell’utilizzo di terapie che potrebbero invece garantire loro una migliore qualità di vita ed un invecchiamento più sano e soddisfacente, anche sotto il profilo relazionale e sessuale”.

Terremoto in Alaska magnitudo 6.8, nessun rischio tsunami

0

Una forte scossa di terremoto ha colpito lo Stato dell’Alaska alle ore 01:55 di oggi 2 settembre. L’epicentro del sisma di magnitudo 6,8, come comunica l’U.S. Geological Survey, l’istituto di geofisica americano, è stato localizzato in mare ad una profondità di 35,5 chilometri, a sudest dell’isola di Atka in mezzo all’Oceano Pacifico, nell’arcipelago delle isole Fox. La scossa è stata rilevata anche dai sismografi dell’Alaska Earthquake Information
Center, prima accreditata a magnitudo 7.1 poi abbassata a 6.8.
Nessun rischio tsunami, l’allerta lanciata per tutta la costa del Pacifico fino in California, è rientrata dopo meno di un’ora dal terremoto. Al momento non si registrano danni a cose o persone. Il sisma è stato avvertito anche dai pochissimi abitanti delle isole Aleutine.

Apple, Steve Jobs passa la mano a Tim Cook

0

Steve Jobs si è dimesso da Ceo di Apple dopo aver dato vita ad un’era che ha visto crescere gli utili della società di Cupertino in un modo incredibile. Jobs ha assolto il suo compito nel migliore dei modi possibile e ora che non può più far fronte ai suoi impegni, come dichiara lui stesso nella sua lettera di dimissioni, è giunto il momento di fare un passo indietro e passare la carica di Ceo a chi può farlo a pieno ritmo.
Ora la guida della società passa a Tim Cook, che è il nuovo amministratore delegato. Jobs, che da alcuni anni combatte contro il cancro al pancreas e non ne ha mai fatto un mistero, rimarrà comunque presidente del consiglio di amministrazione e dipendente della Apple. La domanda che tutti si pongono in questo momento è se questa società possa continuare a prosperare in assenza di un Ceo come Steve Jobs che ha dimostrato sempre tanta passione e intuito in ciò che faceva, a lui si devono teconologie innovative come l’iPhone, l’iPod e l’Ipad, per nominarne solo alcune. Tim Cook ha certamente davanti a sé una grande sfida. Sarà in grado di far ricordare al mondo il suo nome così come ha fatto Steve Jobs?