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lunedì, 19 Agosto 2019
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Medici specializzandi: Stato condannato a pagare altri 21 milioni di euro

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Il Tribunale di Roma, con la sentenza n. 20478/12 del 16 novembre, ha condannato la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri competenti a pagare in favore di 650 medici iscritti all’Associazione Consulcesi complessivamente circa 21 milioni di euro, di cui 1 milione solo per interessi e rivalutazione delle somme. Questa decisione in favore dei medici che hanno frequentato le scuole di specializzazione tra il 1982 e il 1991, senza ricevere la borsa di studio loro dovuta secondo le normative europee, arriva alla fine di un anno che ha permesso alla categoria di recuperare quasi 85 milioni di euro, considerando solo gli associati Consulcesi.’,’Il 2012 è stato infatti l’anno della svolta per i professionisti sanitari coinvolti in questo tipo di cause: le sentenze dei tribunali arrivano già al primo grado di giudizio (come nel caso della sentenza di Genova da 2 milioni di euro) e sanciscono rimborsi in tempi brevissimi (2,5 milioni di euro sono stati pagati a soli 5 mesi dal pronunciamento del Tribunale di Venezia dello scorso maggio). Entro la fine dell’anno, inoltre, si attende la fine di ulteriori procedimenti, che coinvolgeranno centinaia di altri medici. Per favorire le prossime azioni legali, Consulcesi, associazione che rappresenta oltre 30 mila medici provenienti da tutta Italia, e che da anni sostiene i diritti e le rivendicazioni di studenti e professionisti dell’area medico-sanitaria, mette a disposizione un contributo per le spese legali di coloro che decideranno di aderire a una causa. Il Presidente Massimo Tortorella spiega: «a fronte del susseguirsi di sentenze favorevoli e di procedimenti sempre più rapidi, lo Stato italiano si trova costretto a esborsi sempre più ingenti. Per questo motivo un’alternativa praticabile potrebbe essere la Transazione proposta dal Senatore Stefano De Lillo (attualmente in discussione alla Commissione Bilancio) che prevede un compromesso tra le legittime richieste dei professionisti e la salvaguardia delle casse pubbliche. Ma anche per poter beneficiare della Transazione sarà necessario avere già aderito a una causa, dimostrando quindi che la via legale è l’unico mezzo vincente per veder riconosciuto il giusto diritto al rimborso. Per questo motivo abbiamo deciso di andare incontro alle richieste dei nostri associati garantendo un contributo per le spese legali di 100 euro ai primi 2 mila medici aderenti, per un totale di 200.000 euro. Un’iniziativa senza precedenti che testimonia la nostra fiducia nel buon esito delle prossime azioni legali». La questione da cui si origina la sentenza di Roma è la seguente: le norme comunitarie prevedono che a partire dal 1983 i medici iscritti a un corso di specializzazione debbano ricevere un’adeguata remunerazione sotto forma di borsa di studio. Lo Stato italiano, invece, in grandissimo ritardo sui termini previsti, ha recepito la direttiva solo dieci anni dopo. La conseguenza è stata l’esclusione dai diritti sanciti di tutti quei medici che hanno frequentato i corsi di specializzazione dal 1982 al 1991, che quindi si sono rivolti ai tribunali di tutta Italia per ottenere quanto loro dovuto, aprendo un contenzioso imponente che dura da anni.
Per informazioni visitare il sito www.consulcesi.it

Napoli, al via le giornate nazionali di Angiologia

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Napoli, 21 novembre 2012 – Al via oggi a Napoli, fino al 24 novembre 2012, le Giornate Nazionali di Angiologia, che ospiteranno a partire da domani, 22 novembre, il 34° Congresso Nazionale della Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV). SIAPAV è la principale società medica italiana ad occuparsi di patologia vascolare a tutto tondo.’,’Attualmente conta 715 soci, in 11 sezioni Regionali e comprende”angiologi e chirurghi vascolari, che collaborano con ruoli precipui, paritetici e complementari”, come dichiara la Presidente, Dott.ssa Adriana Visonà, direttore dell’Unità Operativa di Angiologia dell’ospedale di Castelfranco Veneto. le Giornate Nazionali di Angiologia – 34^ Congresso Nazionale SIAPAV, si svolgono all’Hotel Royal Continental, Via Partenope 38/44.”La Società ha intrapreso collaborazioni con altre società mediche – aggiunge la Dott.ssa Visonà – promuove attività con le istituzioni (Regioni, Ministero della salute, AIFA), stimola il miglioramento continuo della qualità attraverso percorsi di accreditamento all’eccellenza, promuove ricerca clinica indipendente, con studi clinici su scala nazionale e collaborazioni con altre società”. Il congresso di Napoli si svolge secondo modalità e tematiche che riflettono la mission di SIAPAV, comprendendo simposi congiunti intersocietari per favorire lo scambio scientifico e per promuovere attività interdisciplinari. Angiologi e chirurghi vascolari affrontano temi inerenti a vasculopatie ed ipertensione arteriosa, ipertensione nefrovascolare, sindrome metabolica, tromboembolismo venoso, sindrome post trombotica, stroke, stenosi carotidee asintomatiche, sindrome stretto toracico superiore, ischemia critica degli arti inferiori, acrosindromi vascolari. Una particolare attenzione è rivolta quest’anno alla ricerca indipendente, argomento che viene affrontato sia in un simposio congiunto intersocietario sia attraverso la presentazione di ricerche condotte da soci SIAPAV, in collaborazione anche con altre società e con istituzioni. Quest’anno viene dedicato ampio spazio ai giovani under 35 che danno un apporto alla ricerca indipendente, che presentano un contributo scientifico affiancati dal loro mentore. Tra le attività delle 4 giornate ci sono corsi per medici, tecnici di neurofisiopatologia ed infermieri vascolari e vedono il confronto su temi di diagnostica cerebrovascolare (CCSVI – Insufficienza venosa cronica cerebrospinale), su modalità gestionali delle lesioni vascolari e sulla misurazione di un semplice, ma fondamentale parametro, l’indice caviglia braccio (ABI). La rilevazione dell’ABI consente non solo di confermare la presenza di arteriopatia degli arti inferiori, ma anche di svelare un aumentato rischio cardiovascolare su ampie fasce di popolazione. Questo corso viene presentato dalla Presidente di ALT (Associazione Lotta per la trombosi) Dott.ssa Lidia Rota Vender.

La Danimarca porta la salute al centro del dibattito europeo

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Roma, 20 novembre 2012 – Piena soddisfazione per i risultati ottenuti e per il contributo dato al raggiungimento di obiettivi fondamentali nel campo del miglioramento della salute e del benessere dei cittadini europei, ma non solo, è stata espressa dall’Ambasciatore di Danimarca in Italia Birger Riis-Jørgensen. L’ambasciatore illustrerà i risultati del semestre di presidenza danese del Consiglio dell’Unione Europea, conclusosi il 30 giugno, nel corso di un incontro organizzato dall’Associazione Parlamentare per la tutela del diritto alla prevenzione e presieduto dal Sen. Antonio Tomassini, Presidente della Commissione Igiene e Sanità del Senato, questa sera a Palazzo Madama.’,’Durante l’incontro sarà consegnata la Medaglia dell’Associazione Parlamentare per la tutela del diritto alla prevenzione a Lorenzo Mastromonaco, Vice President di Novo Nordisk Europe, per l’impegno
continuo nel campo della prevenzione del diabete in Italia.”La Danimarca ha assunto la presidenza del Consiglio dell’Unione europea il 1° gennaio 2012, annunciando un programma fondato sul rafforzamento della coesione dell’Europa, per meglio affrontare le difficili sfide che i nostri Paesi stanno affrontando”, ha detto Birger Riis-Jørgensen. L’ambasciatore danese ha poi spiegato che il suo Governo si era prefissato quattro priorità, riguardanti l’economia, la crescita, l’ambiente e la sicurezza e che all’interno di questo quadro erano state inserite tre tematiche sanitarie: malattie croniche non trasmissibili (diabete, disturbi cardiovascolari, malattie respiratorie croniche, tumori); antibiotico-resistenza; innovazione tecnologica per la salute e il benessere. Nel corso della Presidenza danese è stato definito dal Consiglio europeo il nuovo programma 2014-2020 per la salute, che prevede la possibilità di finanziare progetti per promuovere l&
rsquo;innovazione e le applicazioni tecnologiche, con il potenziale di migliorare l’empowerment del paziente, la qualità e l’efficienza dell’assistenza sanitaria e la qualità di vita delle persone malate.”Allo stesso tempo, la tecnologia può contribuire a promuovere un migliore utilizzo delle risorse e creare condizioni di lavoro più favorevoli per i lavoratori nella sanità pubblica e privata europea,” ha sottolineato Riis-Jørgensen. Per ciò che concerne la lotta all’antibiotico-resistenza, l’Europa ha raggiunto un accordo sulla necessità di limitare l’impiego degli antibiotici e di sensibilizzare l’opinione pubblica e gli operatori sull’importanza di adottare misure di prevenzione che possano anticipare ed evitare il ricorso massiccio agli antimicrobici. Le infezioni da batteri antibioticoresistenti causano quasi 25.000 morti ogni anno nell’Unione e costano circa 1,5 miliardi di euro ogni anno. Infine, le
malattie croniche non trasmissibili. Il tema, portato all’attenzione da una risoluzione dell’ONU sul diabete, datata 2006, e da un Summit organizzato, sempre dalla Nazioni Unite, a New York nel settembre dello scorso anno, ha spinto la Danimarca a sostenere a Copenhagen, in aprile, lo European Diabetes Leadership Forum promosso dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), in collaborazione con l’Associazione Danese per il Diabete e con il contributo non condizionato di Novo Nordisk.”Il diabete può essere assunto a modello delle malattie croniche non trasmissibili. Oggi sono oltre 35 milioni gli europei che convivono con il diabete e OCSE e International Diabetes Federation stimano che raggiungeranno i 43 milioni nel 2030. Abbiamo contribuito a lanciare la Copenhagen Roadmap per sostenere iniziative volte a migliorare la prevenzione, la diagnosi precoce e la gestione del diabete”, ha concluso l’ambasciatore danese.”
Prevenzione, diagnosi precoce e miglioramento delle cure e dell’assistenza sono i tre capisaldi sui quali si basa la strategia della Copenhagen Roadmap messa a punto dai partecipanti – medici, rappresentanti delle associazioni pazienti, politici, Istituzioni europee e dei Paesi membri della UE – allo European Diabetes Leadership Forum per affrontare la sfida che il diabete pone all’Europa”, ha spiegato Francesco Dotta, Docente di Endocrinologia dell’Università di Siena e Segretario Scientifico dell’Italian Barometer Diabetes Observatory (IBDO). Che di vera e propria sfida si tratti, lo dimostrano alcuni numeri. Se, infatti, sono 35 milioni le persone con diabete in Europa (oltre 3 milioni in Italia), pari al 5,8% della popolazione, bisogna considerare che, sempre secondo OCSE/IDF, risiedono nel nostro continente 42 milioni di persone che si trovano in condizione di ridotta tolleranza al glucosio (IGT, impaired glucose tolerance).”La ridotta tolleranza al glucosio è una sorta di stato di pre-diabete, un importante fattore di rischio che presuppone un’evoluzione verso la malattia, ma che fortunatamente è ancora reversibile; è possibile tornare indietro modificando il proprio stile di vita”, ha commentato Dotta. Inoltre, in Europa secondo l’International Association for the Study of Obesity (IASO) 1 bambino su 5 oggi è sovrappeso od obeso, in Europa: vuol dire 15 milioni di bambini in un’ipotetica anticamera del diabete. Che cosa sia possibile e si dovrebbe fare, gli esperti riuniti a Copenhagen lo hanno detto chiaramente: bisogna puntare e investire, in primo luogo, sulla prevenzione.”Il diabete di tipo 2 è ampiamente prevenibile agendo sui fattori di rischio, che soprattutto per le nuove generazioni sono l’alimentazione sbagliata e la pigrizia, la scarsa attività fisica”, ha detto Dotta, che ha aggiunto come”la diagnosi tempestiva e l’intervento rapido con le cure più adeguate evitano l’insorgere di gravi complicazioni collegate al diabete, innanzitutto quelle cardiovascolari; anche verso questo obiettivo spinge la Copenhagen Roadmap.””La promozione di comportamenti responsabili e la creazione di un ambiente che possa favorire lo stile di vita sano sono un obbligo sempre più stringente per un Paese che voglia garantire ai propri cittadini un futuro sano e sostenibile”, ha chiosato il Sen. Antonio Tomassini.”A Copenhagen si è discusso dell’incremento, nelle aree urbane, delle piste ciclabili e delle infrastrutture che permettano ai cittadini di fare esercizio fisico; si è dibattuto molto circa l’importanza di adottare nelle scuole progetti di educazione alimentare, ma anche di specifici programmi dedicati alle comunità straniere, che in molti Paesi come il nostro stanno non solo crescendo, ma modificando le proprie abitudini di vita nel senso deteriore del termine”, ha concluso.

Trapianti, l’allarme dei pazienti: rischi dai farmaci generici nelle terapie salvavita

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Roma, 20 novembre – L’allarme arriva dai pazienti trapiantati italiani e dai medici della rete trapiantologica: il passaggio non controllato dai farmaci originali ai farmaci generici per la terapia immunosoppressiva post-trapianto mette a rischio la salute di pazienti”fragili” come i pazienti trapiantati, che possono andare incontro a rigetto e alla perdita d’organo. E in futuro, l’eventuale scelta di alcune Regioni di rimborsare solo il costo del farmaco generico potrebbe determinare pericolose rincorse al farmaco con il prezzo più basso, come anche inaccettabili differenze territoriali nella tutela della salute, obbligando di fatto i medici di quelle regioni a esporre i propri pazienti a tutti i rischi connessi al cambio di terapia.’,’“Alcuni immunosoppressori, come tacrolimus, rientrano nella categoria dei farmaci a basso indice terapeutico: anche lievi modificazioni della concentrazione plasmatica di questi farmaci possono comportare gravi conseguenze in termini di tossicità o perdita di efficacia”, afferma Pasquale Berloco, Presidente della Società Italiana Trapianti d’Organo.”In questo particolare ambito terapeutico, la sostituzione di un farmaco originale con un generico, o quella di un generico con un altro generico, deve essere prescritta da un medico esperto del trapianto e valutata nel suo rapporto rischio/beneficio poiché ogni sostituzione deve essere seguita da controlli dei livelli plasmatici del farmaco e sostituzioni ripetute e consecutive devono assolutamente essere evitate”.
L’impatto delle possibili ricadute di un uso non controllato dei farmaci generici nella terapia immunosoppressiva dei trapianti è stato valutato nel corso del Forum istituzionale”Trapianti e terapie: i diritti insostituibili dei pazienti” promosso dalla SITO, la Società Italiana Trapianti d’Organo, che ha coinvolto alcuni dei più importanti trapiantologi italiani insieme a rappresentanti dei pazienti, delle Istituzioni e delle Regioni. In Italia sono circa 3.000 ogni anno le persone sottoposte a trapianto d’organo, con risultati paragonabili a quelli dei principali Paesi europei, grazie all’elevata efficienza dei Centri trapianto. “Le percentuali di successo sono ormai elevatissime, con una sopravvivenza d’organo a un anno che è del 91.9% per il rene, dell’83,5% per il cuore e dell’81,6% per il fegato”, afferma Alessandro Nanni Costa, Direttore Centro Nazionale Trapianti.”Sono ottimi anche i dati relativi al reinserimento dei pazienti trapiantati nella vita sociale: i pazienti italiani sottoposti a trapianto che lavorano o sono nelle condizioni di farlo, sono il 90,3% per il trapianto di cuore, 78,2% per il trapianto di fegato e 89,8% per il trapianto di rene”. Per i pazienti trapiantati i farmaci immunosoppressori hanno un ruolo salvavita. Da oltre un anno nei prontuari terapeutici sono stati introdotti i farmaci immunosoppressori equivalenti, la cui efficacia e sicurezza sono in generale garantite da normative che ne disciplinano l’immissione in commercio. Ma in alcune situazioni particolari l’uso dei generici comporta dei rischi. “La sostituzione di alcuni farmaci immunosoppressori con un equivalente presenta rischi oggettivi e specifici nella terapia post-trapianto” afferma, a nome dei pazienti, Anna Maria Bernasconi, presidente Associazione Nazionale Emodializzati – Dialisi e Trapianto (ANED).”Per questi farmaci, le differenze tra dosi efficaci e quelle associate a tossicità sono minime e il passaggio non controllato da un farmaco originatore all’equivalente può fare la differenza per la sopravvivenza dell’organo: rischiare di perdere un trapianto ha ricadute umane, sociali e di spesa sanitaria ben più gravi di un relativamente modesto risparmio nella terapia farmacologica”. Di fronte ai dubbi dei medici e alle preoccupazioni dei pazienti, l’AIFA ha emanato alcuni documenti esplicativi volti a ridurre il rischio di errori terapeutici nel corso del trattamento con formulazioni orali di tacrolimus: in particolare, viene sconsigliata l’intercambiabilità dopo l’inizio della terapia e si raccomanda che qualsiasi passaggio a un farmaco equivalente avvenga sotto indicazione e stretto controllo del medico. Anche la SITO ha messo a punto un position paper, indicando i principi di sicurezza sull’uso degli equivalenti, che coincidono con le raccomandazioni AIFA “I buoni risultati che negli anni i trapiantologi italiani hanno ottenuto derivano anche dal rigore e dall’attenzione poste alla somministrazione della terapia immunosoppressiva, cioè agli sforzi fatti per ottenere la maggiore efficacia terapeutica con il minimo degli effetti collaterali”, afferma Silvio Sandrini, Responsabile Centro Trapianti Rene, Azienda Ospedaliera Spedali Civili di Brescia.”Il vero problema nasce dalla possibilità che, inavvertitamente, un paziente passi da un farmaco originatore ad un equivalente, e viceversa, o da un equivalente ad un altro equivalente. Questa variazione, sebbene sconsigliata da tutta la comunità scientifica, compresa l’AIFA e l’EMEA, è un rischio che diventerà possibile in futuro, quando più farmaci equivalenti risulteranno disponibili”. La conseguenza più temuta dai trapiantologi è che, quando più farmaci equivalenti risulteranno disponibili, il prezzo del farmaco possa diventare l’unico criterio per la scelta del farmaco stesso e che i pazienti siano esposti al passaggio indiscriminato da un farmaco a un altro ogni volta che si rende disponibile un farmaco con il prezzo più basso. “L’interscambio di formulazioni diverse esporrà il paziente al rischio di tossicità cronica o di rigetto cronico, eventi clinici i cui effetti possono non essere immediati ma evidenti solo nel lungo termine”, afferma Massimo Baraldo, Professore Associato di Farmacologia, Università degli Studi di Udine.
“Il problema più importante è che il paziente potrebbe andare incontro a frequenti cambiamenti del farmaco generico, a quel punto il clinico rischia di non avere un punto di riferimento, quel che accade nel paziente non dipende dalla terapia ma dai continui cambiamenti”. Il tutto alla luce di risparmi assai limitati, specie se paragonati alla spesa complessiva sostenuta dal SSN per ogni singolo trapianto e ai rischi di perdita d’organo associati al cambio di terapia: il trapianto è un intervento complesso che comporta numerosi costi legati all’individuazione del ricevente, la gestione del pre-trapianto, il follow up del post trapianto e al monitoraggio annuale che dura per tutta la vita del paziente. Un grande investimento sostenuto dalla sanità pubblica in vista dei benefici anche economici che comporta: il trapianto di rene funzionante permette, rispetto alla dialisi, un risparmio annuo di circa 25.000 euro per paziente. “Il trapianto d’organo è un evento importante e nell’insieme costoso, tuttavia la spesa per i farmaci incide per non più del 20-30% del totale, una cifra rilevante certo ma che non impatta quanto quella dell’ospedalizzazione” afferma il farmacoeconomista Giorgio L. Colombo, docente della Facoltà di Farmacia, Università degli Studi di Pavia.”Non possiamo, nell’attuale contesto economico, prescindere dall’utilizzare i farmaci equivalenti; questo però deve avvenire attraverso la piena consapevolezza da parte di tutti gli attori del sistema sanitario delle potenzialità del farmaco equivalente e tramite validati strumenti di monitoraggio e controllo da parte dell’autorità pubblica”.

Regione Liguria. Sanità, Burlando: necessario mettere limite a processi di razionalizzazione

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Genova, 20 novembre 2012 -“E’ necessario mettere un limite ai processi di razionalizzazione in Sanità. Non individuarlo significherebbe diminuire l’offerta per i cittadini. Il punto di rottura è vicino e, inoltre, non si può pensare di agire in questo modo ogni anno. Non si può solo ridurre: ricerca e prevenzione sono fondamentali per ottenere riqualificazione, risparmio e crescita del sistema”. Lo ha detto oggi il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando, partecipando, insieme con l’assessore alla Salute Claudio Montaldo, alla Giornata della Ricerca dell’Ospedale Galliera.
“Siamo di fronte a un processo di ridimensionamento dei costi della Sanità dovuto a una difficoltà generale del Paese” ha sottolineato Burlando.”Capiremo nei prossimi mesi, attraverso i costi standard, se siamo di fronte a un processo di razionalizzazione, anche accettabile, o davanti a veri e propri tagli ai servizi, per noi non ammissibili.””La mia impressione – ha continuato Burlando – è che la procedura sia dettata da esigenze di finanza pubblica, con scarsa comprensione dell’impatto che tutto ciò ha sulla popolazione. Per un po’ è possibile ammortizzare, oltre un certo limite queste manovre provocano un disagio fortissimo. Spero che il Governo ne sia consapevole e che cerchi di individuare dove si può migliorare la finanza pubblica senza dare un danno ai cittadini”. Sulla diminuzione di risorse il presidente ha specificato che”riguarda tutte le regioni italiane. Ma dove c’è una popolazione molto anziana, si sente in modo più acuto. Spero che nelle valutazioni in vista del 2013 il ministro tenga conto delle esigenze e delle peculiarità di una regione che accoglie anche molti cittadini di Piemonte e Lombardia che passano qui gli anni della loro pensione.”

Regione Liguria, proroga cassa in deroga per lavoratori Fisia

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GENOVA. La Regione è disponibile a autorizzare la concessione della proroga della cassa in deroga ai lavoratori Fisia per altri 6 mesi. Lo ha confermato oggi l’assessore regionale al lavoro, Enrico Vesco in una lettera inviata all’amministratore delegato di Fisia, Silvio Oliva. La proroga va incontro alla situazione di emergenza occupazionale di Fisia-Italimpianti, dove i lavoratori della sede genovese stanno già usufruendo di un periodo di cassa in deroga che sarebbe scaduto a dicembre di quest’anno interessando, frutto di un precedente accordo che ha interessato 95 addetti.
“Grazie alle nuove misure introdotte dalla Regione Liguria per gestire le situazioni lavorative più delicate – ha spiegato l’assessore Vesco – abbiamo previsto la possibilità di concedere sei mesi di cassa integrazione, in attesa del nuovo regime di ammortizzatori sociali che verrà applicato dal Governo a partire dal 2013 e fino al 2016″. A seguito della proroga da parte della Regione Liguria della cassa in deroga, l’assessore regionale al lavoro nella lettera indirizzata all’ad di Fisia chiede”la disponibilità ad interrompere la procedura di mobilità che è stata avviata, evitando così la strada del licenziamento che interesserebbe buona parte degli impiegati e quadri dell’azienda”. I termini del nuovo accordo saranno definiti da un’ulteriore intesa territoriale a decorrere dal 1 gennaio 2013.

Diego Occhiuzzi festeggia la medaglia olimpica in casa MSC Crociere

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Napoli, 14 novembre – A distanza di tre mesi dalla trionfale spedizione di Londra, dove alle ultime Olimpiadi riuscì nell’impresa di conquistare la medaglia di argento nella sciabola individuale e quella di bronzo nella specialità a squadre, Diego Occhiuzzi è tornato a Napoli accettando l’invito ricevuto dal management di MSC Crociere per festeggiare insieme i suoi recenti successi.’,’Lo schermidore italiano è stato accolto da Leonardo Massa, country manager mercato Italia della Compagnia, cui si è raccontato a 360°, proprio partendo dal forte legame con la sua città:”Napoli è la mia casa, la mia vita, ho dovuto lasciarla a 14 anni quando ero piccolo per partire per il mondo, ma è sempre un piacere tornarci, passeggiare per il centro, per i parchi, riesco a tornarci una volta al mese e mi gratifica tantissimo quando la mia gente mi riconosce per la strada chiedendomi di fare una foto o un autografo. L’Olimpiade di Londra mi ha dato una grande popolarità, magari ce ne fosse una l’anno!”. E proprio nella rassegna a cinque cerchi che Occhiuzzi ha raggiunto il punto più alto della sua già straordinaria carriera nella quale ha collezionato anche due medaglie d’argento mondiali (una alla rassegna di Antalia nel 2009, l’altra a Parigi nel 2010) e due di bronzo (una a San Pietroburgo nel 2007, l’altra a Catania nel 2011). Nel Palmares anche un’altra medaglia olimpica di bronzo, conquistata a Pechino, nella gara a squadre, come quest’anno.”Vincere alle Olimpiadi è bello come nient’altro al mondo, il top cui una persona possa ambire, non c’è nulla di paragonabile, davvero niente di simile” riferisce con tono ancora sognante. Una lunga carriera iniziata molto tempo fa”La scherma è la mia vita da quando avevo sei anni, poi a 14 ho iniziato a viaggiare all’estero, dove ho iniziato a scoprire posti nuovi e a provare nuove, forti emozioni, davvero uniche. Viaggiare sin da così piccolo è stata una palestra di vita importante, inizialmente dura, perché a quell’età si ha ancora bisogno del calore famigliare, ma appena ho iniziato a prenderne le misure, mi ha spinto avanti l’entusiasmo. A quel punto viaggi e fai ciò per cui sei nato e sei felice”.
Un percorso vincente anche se non privo di difficoltà:”Il periodo più brutto è stato nel 2004 quando mi sono rotto un ginocchio, da quel momento il CT della nazionale smise di credere in me, mi mise fuori dalla nazionale. Poi, con il nuovo commissario tecnico riuscì a raggiungere nuovamente i massimi livelli grazie anche al forte legame di amicizia con Luigi Tarantino, che per me è stato un esempio, mi ha ispirato nella tecnica, infatti gli ho”rubato” anche qualche stoccata”. Tanta gavetta e poi la consacrazione in uno sport in cui gli italiani sono soliti fare bella figura, Occhiuzzi sfrutta l’occasione per fornire consigli al fine di rendere la scherma uno sport ancora migliore:”Pratico uno sport bellissimo e vorrei che fosse sempre più popolare. Quello che manca, però, sono centri attrezzati e stiamo cercando di crearne qualcuno di livello anche a Napoli. insegno questa disciplina ai più piccoli, ma vorrei farlo in una strutture top, in centri attrezzati in linea con quanto si vede all’estero”. Non c’è solo la scherma nella vita di Diego Occhiuzzi:”Sono tifosissimo del Napoli, da sempre, quest’anno siamo decisamente competitivi ma ci manca un vice Cavani e un centrocampista per completare la rosa e poi un consiglio alla dirigenza…..comprerei Messi! Mentre un giocatore che ho sempre rimpianto di non veder giocare con i colori della mia città è Alessandro Del Piero”. La gradevole chiacchierata con il campione si chiude infine con i prossimi impegni che lo vedranno protagonista:” Ora la priorità è trovare la condizione ideale per l’inizio della Coppa del Mondo in gennaio, poi l’anno prossimo ci saranno gli europei”. Insomma le occasioni per rivedere ancora Occhiuzzi festeggiare sul podio non mancano di certo, aspettando le prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016.

Ad Imperia è l’ora del Forum: dieta mediterranea a paesaggio olivicolo al centro del simposio

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A due anni esatti dal ricoscimento da parte dell’Unesco della Dieta Mediterranea come patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, si alza il sipario sulla seconda edizione del Forum Dieta Mediterranea, l’appuntamento organizzato dalla Camera di Commercio di Imperia tramite la sua Azienda Speciale Promimperia, in collaborazione con il Consiglio Oleicolo Internazionale e l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, aperto a 14 paesi affacciati sul Mare Nostrum che hanno scelto la Dieta Mediterranea come stile di vita sano, oltre che come asset etnoantropologico di eccezionale valore culturale, storico, sociale e nutrizionale e come volano per lo sviluppo del territorio.’,’Dopodomani 15 novembre si apriranno ufficialmente i lavori sul Mediterranean Lifestyle, durante il quale non si parlerà soltanto di concetti alimentari ma anche di paesaggio olivicolo, per il quale esattamente un anno fa proprio dal Forum di Imperia &
egrave; partita la candidatura a Patrimonio Immateriale dell’Umanità Unesco e che oggi presenta più dettagliatamente le argomentazioni che hanno portato a questa prima”azione comune” dei 12 paesi aderenti a Re.C.O.Med. La sessione inaugurale si terrà dunque giovedì 15 e il tema del primo incontro sarà proprio”Patrimonio Culturale Immateriale UNESCO: dalla Dieta Mediterranea al Paesaggio Olivicolo”, al quale seguirà la presentazione delle tematiche del Forum 2012 e degli Atti del Forum 2011 a cura del Presidente Associazione Nazionale Città dell’Olio e Vice-Presidente CCIAA di Imperia Enrico Lupi. A questa prima”tavola rotonda”, moderata dal giornalista di Imperia TV Federico Marchi, interverranno l’Ing. Stefano Banini – esperto management progetti area ambiente ed energia del CUEIM – Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale, il Prof. Gérard Ghersi, Direttore della Maison des Sciences de l’Homme de Montpellier, Giovanni Antonio Cocco, Direttore Generale ISNART – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche, oltre ai due rappresentanti di realtà straniere come la Grecia e Israele: Audrey Guittard, Responsabile Cooperazione euro-mediterranea Fondazione culturale”Les Routes de l’Olivier” e Zohar Kerem, Ricercatore in Biochimica e Scienze dell’Alimentazione alla Hebrew University of Jerusalem. Venerdì 16 novembre invece, riflettori puntati sulla”Dieta Mediterranea come elemento di educazione alimentare” nella sessione presieduta da Enrico Lupi e moderata dal giornalista e autore de”Il Golosario” Paolo Massobrio, durante la quale interverranno Riccardo Garosci, Presidente Comitato Scuola e Cibo presso il MIUR nonchè Capo Progetto Comitato Candidatura Expo Milano 2015, la Prof.ssa Franca Rambaldi Provveditore agli Studi Provincia di Imperia, Marcello Scoccia Capo Panel ONAOO – Organizzazione Nazionale Assaggiatori Olio di Oliva, Antonio Balenzano per l’Associazione Nazionale Città dell’Olio, Amedeo Del Principe Dirigente Area Politiche per la Qualità, i Territori e le Filiere del Made in Italy di Unioncamere più i rappresentanti del Marocco – Nourreddine Ouazzani, Direttore Agro-pole Olivier de Meknes – e della Spagna, Alvaro Gonzalez Coloma Direttore della Fundación Patrimonio Comunal Olivarero. Chiusura in bellezza, sabato 17 novembre, – con la sessione presieduta dal Presidente della Camera di Commercio di Imperia Franco Amadeo e dedicata al paesaggio olivicolo moderata dal giornalista del Sole24Ore-Agrisole Giorgio dell’Orefice, il quale gestirà gli interventi del senatore Lorenzo Piccioni, Vice Presidente Commissione Agricoltura e produzione agroalimentare presso il Senato, Giuseppe Cacopardi Direttore Generale dello Sviluppo rurale presso il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e dei rappresentanti di Spagna – José Maria Penco, Responsabile Relazioni Internazionali Asociacion Espanola de Municipios del Olivo – Tunisia – Naziha Kammoun, Ricercatore presso il National Olive Institute – Marocco – Ahmed Hilal, Sindaco di Meknes – e Turchia – Bahattin Gokdemir, Presidente Camera dell’Agricoltura di Didim – prima di affidare le conclusioni all’Assessore al Turismo e Cultura della Regione Liguria, Angelo Berlangieri. Venerdì 16 novembre, nel secondo giorno di lavori del Forum Dieta Mediterranea, a Imperia prenderà il via anche la manifestazione OliOliva, mostra mercato dedicata all’oro giallo che con oltre 200 stand anima strade, piazze e portici di Oneglia e che vede crescere i suoi visitatori edizione dopo edizione, fino al record storico del 2011 quando ha addirittura sfondato il tetto delle 100.000 presenze in tre giorni. OliOliva si concluderà domenica 18 novembre.

La sicurezza stradale entra in discoteca insieme a Vip, sacerdoti e politici

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Roma, 13 novembre 2012 – “La Vita è bella. Non la buttare!” è questo il titolo che il Movimento civico L’Italia Vera – nato per la tutela dei diritti della persona – ha scelto per la serata che porterà la Sicurezza Stradale in Discoteca giovedì 15 novembre. La serata, che si svolgerà al Jet Set di Roma, è promossa da L’Italia Vera con la collaborazione della Fondazione Ania per la Sicurezza Stradale e la partecipazione del Presidente della Commissione Trasporti della Camera.
Secondo l’ultimo rapporto Istat-Aci sull’incidentalità, è all’alba, intorno alle 5 del mattino, che si verificano gli scontri più gravi, con 6 morti ogni 100″incidenti”. Purtroppo è il sabato il giorno della settimana che segna il maggior numero di morti (641, pari al 16,6%).”Ecco perché abbiamo deciso di portare la Sicurezza Stradale in Discoteca, per sensibilizzare i giovani rispetto a un fenomeno che li coinvolge direttamente e che necessita di opere di sensibilizzazione come questa – afferma Barbara Benedettelli, presidente de L’Italia Vera – ma anche di maggiore severità nelle sanzioni per prevenire, e nelle pene detentive per creare un forte deterrente e modificare l’atteggiamento morale delle persone”. Molti i personaggi e i politici di diversi partiti che il 15 novembre saranno uniti per tutelare il Diritto alla Vita. Fiorello, Maurizio Costanzo, Claudio Brachino, Aldo Montano, Antonella Mosetti, Mara Santangelo, Angela Melillo, Don Davide Banzato e tanti altri insieme a politici di ogni fazione come Mario Valducci (Pdl), Paola Concia (Pd), Stefano Pedica (Idv), Guglielmo Vaccaro (Pd), daranno un importante messaggio sulla sicurezza stradale ai giovani. Non mancheranno i familiari delle giovani Vittime della strada. Durante la serata verrà proiettato il corto di Saverio Deodato”Delitto perfetto” con Nicolas Vaporidis e Daniela Poggi, ascolteremo la testimonianza di chi ieri spacciava droga in disco e oggi è sacerdote e ci sarà un Dj d’eccezione, Don Roberto Fiscer, che farà ascoltare un rep sulla bellezza della vita, cantato anche dai giocatori del Parma. Sarà inoltre a disposizione del pubblico il simulatore della Fondazione ANIA per la Sicurezza Stradale per testare e migliorare le capacità alla guida, per conoscere gli effetti negativi della velocità, della distrazione al volante e della guida in stato psicofisico alterato. “Un esperimento -prosegue Benedettelli- che spero abbia successo. La vita è il bene più grande che abbiamo ma troppo spesso, specie quando si è giovani, la diamo per scontata. Basta davvero poco per onorare questo dono senza correre il rischio di buttarlo via in un maledetto attimo che cambia tutto, per un sacco di gente. Spero che altre discoteche italiane seguano l’esempio del Jet Set, che non ha a cuore solo il divertimento dei suoi ospiti ma anche la loro vita”. Alla serata aderiscono le Associazioni federate al Movimento:Avisl, Lorenzo Guarnieri, Diamo Valore alla Vita, Valore Donna, Adusa, Matteo La Nasa, Progetto di Vita.

A San Gregorio Armeno le Luci d’Artista di Salerno

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Le Luci d’Artista di Salerno a San Gregorio Armeno. Una selezione della spettacolare mostra d’arte luminosa en plein air di Salerno è stata infatti inserita nel programma della 140sima Fiera di Natale ai Decumani di Napoli organizzata dall’associazione Corpo di Napoli.
Il Sindaco di Salerno Vincenzo De Luca parteciperà domani pomeriggio sabato 10 novembre alle ore 17.00 in piazza San Gaetano a Napoli all’inaugurazione dell’evento ed all’accensione delle luci d’artista scelte tra gli elementi più suggestivi del Giardino Incantato.
A seguire una passeggiata tra mille sorprese artigianali e gastronomiche di San Gregorio Armeno con le botteghe dove gli artisti del presepe sfoggiano la loro creatività richiamando turisti e visitatori da tutto il mondo. Visitatori che potranno ammirare anche le Luci d’Artista di Salerno in un sinergia promozionale di tutto il territorio già registrata negli anni passati e sancita ancor più da questo gemellaggio culturale nel segno della tradizione natalizia e della luce. Sempre domani sabato 10 novembre prima dell’appuntamento in piazza San Gaetano, alle ore 16.30 nel Duomo di Napoli – Basilica di Santa Restituta, si svolgerà la benedizione del Presepe Dipinto del maestro Mario Carotenuto, mentre nei prossimi giorni pregevoli pezzi presepiali del 700′ napoletano saranno esposti al Tempio di Pomona di Salerno.