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MTP lascia la Pirelli nel 2020: uno sguardo alla storia del più grande conglomerato italiano di penumatici 

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MTP lascia la Pirelli nel 2020 uno sguardo alla storia del piu' grande conglomerato italiano di penumatici
MTP lascia la Pirelli nel 2020 uno sguardo alla storia del piu' grande conglomerato italiano di penumatici

Uno dei nomi italiani più famosi nel mondo e che hanno influenzato l’economia, lo sport e anche l’arte è quello del Gruppo Pirelli che nasce a Milano nel 1872 grazie alla mente dell’ingegnere Giovanni Battista Pirelli. Dalla produzione di articoli tecnici di caucciù vulcanizzato, Pirelli ha conquistato il mercato in diversi settori e si è guadagnata, di diritto, un posto tra le aziende quotate in Borsa.

Pirelli e la sua storia

Le radici di una così importante azienda si trovano sotto lo storico palazzo milanese, da tutti conosciuto con il nome di Pirellone, oggi sede del Consiglio Regionale della Lombardia, che è stato sede del primo opificio, la struttura industriale dove Pirelli avviò la sua produzione di tele gommate, cinghie di trasmissione, cavi telegrafici sottomarini e raccorderie in gomma, giocattoli, tappeti e impermeabili, oltre a materiale per sale operatorie. Il nome di Pirelli si lega anche ad un altro nome dell’industria italiana, quello di Bianchi, lo storico marchio produttore di biciclette con cui venne realizzato il primo pneumatico per bicicletta, antesignano dei primi pneumatici per motociclette e autovetture. La produzione di pneumatici ad alte prestazioni prosegue senza sosta e il Gruppo divenne protagonista di fusioni e acquisizioni come quella con la Dunlop inglese. Con la famiglia Benetton, Banca Intesa e Unicredit, di cui il Gruppo Pirelli farà parte fino al 2007, partecipa alla creazione della Olimpia Spa, una società di telefonia.

La produzione continua ad avere una crescita esponenziale e da qui la necessità di costruire un nuovo stabilimento che sorge dove oggi, dal 2004, ha sede l’Hangar Bicocca, una fondazione no profit che mette a disposizione del pubblico un immenso spazio espositivo per promuovere lo sviluppo dell’arte contemporanea.

Oltre alla produzione industriale di pneumatici che Pirelli sviluppa in ben 12 paesi del mondo, il Gruppo si inserisce anche nel settore delle attività immobiliari fondando la Pirelli Real Estate. Inoltre, con la collaborazione di altre società, si occupa dell’accesso a banda larga e fotonica e, con la Pirelli Ambiente Renewable Energy opera nel settore delle fonti rinnovabili di energia da rifiuti. Sempre nel settore ambientale, la Pirelli Eco-Technology si occupa della mobilità sostenibile attraverso la produzione di combustibili alternativi e filtri antiparticolato.

In questo viaggio in cui Pirelli spazia da un settore all’altro, questo nome si lega indissolubilmente anche alla moda e se subito viene alla mente il famoso calendario, chiamato dagli esperti del settore The Cal, è bene ricordare anche il progetto di industrial design sviluppato dalla PZero attraverso la produzione di abbigliamento e accessori.

Il ritorno di Pirelli sul mercato azionario e la scelta di Marco Tronchetti Provera

Alla guida di questo grande Gruppo, nel 1992 arriva Marco Tronchetti Provera, una figura tanto carismatica quanto fondamentale per la promozione dei grandi passi compiuti da questa azienda che, infatti, nello stesso anno ottiene la sua prima quotazione in borsa, diventando una delle più importanti protagoniste del mercato azionario. Oggi si parla di una grande rentrée del Gruppo su Piazza Affari e gli esperti del settore fervono per la quotazione attraverso un’Ipo che avverrà il 4 ottobre, perché la Società, rimasta sul mercato fino al 2015, ha subìto il delisting del suo titolo quando un’Opa, promossa da Chem China ha sospeso le azioni dal mercato telematico azionario. E così, già quotata nel 1922 come Pirelli & C Sapa e poi, nel 1926 come Pirelli Spa, la società esce dal mercato azionario. Ma l’amministratore delegato, deciso e determinato a condurre il Gruppo verso un nuovo ingresso in Borsa, ha lavorato nell’obbiettivo di promuovere un aumento di capitale volto a ridurre i debiti creati dall’Opa del 2015. Sarà la Marco Polo Holding, la stessa che aveva lanciato l’Opa, a creare un’intesa con il pool di banche d’affari per ricapitalizzare la finanziaria attraverso un prestito che sarà in grado di accelerare i tempi e di sanare il rapporto tra il debito e il margine operativo lordo. Il titolo verrà valutato dalle banche il doppio di quanto pagato nel 2015 per il delisting.

Marco Tronchetti Provera è speranzoso anche di poter distribuire il dividendo già a partire dal 2019 nella misura del 40% e ha fatto anche un altro grande annuncio: nel 2020 lascerà la guida dell’azienda. Nel dare comunicazione di una decisione che non arriva se non per una questione meramente anagrafica, il CEO Pirelli ha rassicurato tutti, investitori e addetti ai lavori, che resterà a fianco del Gruppo e che sceglierà il suo successore in piena autonomia. Probabilmente, il nome del degno erede c’è già nella sua testa e lui conferma che si tratta di qualcuno che questa azienda già la conosce e che sarà in grado di rivestire questo ruolo e portare avanti il lavoro già cominciato, in maniera egregia. C’è chi caldeggia una persona adulta e con un bagaglio di esperienza solido, chi suggerisce, invece, di lasciare il timone ai giovani, ma il CEO Pirelli assicura che il suo successore sarà semplicemente bravo e capace. Dovremo aspettare ancora un po’ di tempo per il toto nomi ma siamo certi che non tarderà ad arrivare.

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